lunedì 29 giugno 2020

SS Pietro e Paolo a Venezia


Santa Messa letta presso la chiesa di San Simon Piccolo (fronte stazione) a Venezia.
Celebrante don Joseph Kramer FSSP.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Venit Iesus in partes Cæsaréæ Philippi, et interrogábat discípulos suos, dicens: Quem dicunt hómines esse Fílium hóminis? At illi dixérunt: Alii Ioánnem Baptístam, alii autem Elíam, álii vero Ieremíam aut unum ex Prophétis. Dicit illis Iesus: Vos autem quem me esse dícitis? Respóndens Simon Petrus, dixit: Tu es Christus, Fílius Dei vivi. Respóndens autem Iesus, dixit ei: Beátus es, Simon Bar Iona: quia caro et sanguis non revelávit tibi, sed Pater meus, qui in cœlis est. Et ego dico tibi, quia tu es Petrus, et super hanc petram ædificábo Ecclésiam meam, et portæ ínferi non prævalébunt advérsus eam. Et tibi dabo claves regni cœlórum. Et quodcúmque ligáveris super terram, erit ligátum et in cœlis: et quodcúmque sólveris super terram, erit solútum et in cœlis.

(Vangelo secondo Matteo 16, 13 - 19)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú, venuto nei dintorni di Cesarea di Filippo, cosí interrogò i suoi discepoli: Gli uomini chi dicono che sia il Figlio dell’uomo? Essi risposero: Alcuni dicono che è Giovanni Battista, altri Elia, altri ancora Geremia o qualche altro profeta. Disse loro Gesú: E voi, chi dite che io sia? Simone Pietro rispose: Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio vivente. E Gesú: Beato sei tu, Simone figlio di Giona, perché non la carne o il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro, e su questa pietra io edificherò la mia Chiesa, e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa. Io darò a te le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra, sarà legato anche nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra, sarà sciolto anche nei cieli.

Un'altra finestra sul (buio?) Medioevo.. (n.19)





(photo by Carlo Cannavina)




In una delle colline litoranee di Ortona a 107 m. di altezza, nel golfo lunato dove sfocia il Sangro ( Sinus Veneris ), comune di Fossacesia, s' innalza in posizione panoramica l' Abbazia di S. Giovanni in Venere, principale monumento medievale della provincia di Chieti. Composto da una basilica e dall' attiguo monastero benedettino con chiostro, costruiti all' inizio del XIII sec, sul luogo dove sorgeva un tempio di Venere Conciliatrice ( alcune colonne furono reimpiegate nella cripta ). Nell' VIII sec. tramite i benedettini, il culto pagano venne sostituito da quello cristiano e la chiesa fu dapprima dedicata a S. Benedetto, in seguito a S. Giovanni Battista. Oltre ai due portali laterali ( quello interno al chiostro detto delle Donne ), l' elemento di maggior spicco é il cosiddetto portale della Luna o degli Uomini con eleganti particolari scultorei del Nuovo e Antico Testamento ( Storie dell' infanzia e della prima maturità del Battista, Daniele nella fossa dei leoni e Abacuc trasportato dagli Angeli ) Le absidi rivolte al mare presentano intarsi ed elementi meridionali siciliani, romanico lombardi e borgognoni cistercensi. L'interno, a tre grandi navate, presenta la disomogeneità degli archi, da un lato a sesto acuto e dall' altro a tutto sesto. Nella cripta troviamo una serie di cinque affreschi risalenti al 1230 o al XIII sec. Il più notevole, all' absidiola dx, rappresenta Cristo in Trono tra i Principi della Chiesa e i due S. Giovanni. Suggestivo é il luminoso chiostro, pavimentato con pietre geometriche.


domenica 28 giugno 2020

Quarta domenica dopo Pentecoste a Padova


Santa Messa cantata alle ore 11:00 presso la chiesa di San Canziano a Padova (vicino a piazza delle Erbe).
Celebrante don L.Longo.
Cantore L.Modenese.

(photo by Alessandro Franzoni)



VANGELO

In illo témpore: Cum turbæ irrúerent in Iesum, ut audírent verbum Dei, et ipse stabat secus stagnum Genésareth. Et vidit duas naves stantes secus stagnum: piscatóres autem descénderant et lavábant rétia. Ascéndens autem in unam navim, quæ erat Simónis, rogávit eum a terra redúcere pusíllum. Et sedens docébat de navícula turbas. Ut cessávit autem loqui, dixit ad Simónem: Duc in altum, et laxáte rétia vestra in captúram. Et respóndens Simon, dixit illi: Præcéptor, per totam noctem laborántes, nihil cépimus: in verbo autem tuo laxábo rete. Et cum hoc fecíssent, conclusérunt píscium multitúdinem copiósam: rumpebátur autem rete eórum. Et annuérunt sóciis, qui erant in ália navi, ut venírent et adiuvárent eos. Et venérunt, et implevérunt ambas navículas, ita ut pæne mergeréntur. Quod cum vidéret Simon Petrus, prócidit ad génua Iesu, dicens: Exi a me, quia homo peccátor sum, Dómine. Stupor enim circumdéderat eum et omnes, qui cum illo erant, in captúra píscium, quam céperant: simíliter autem Iacóbum et Ioánnem, fílios Zebedǽi, qui erant sócii Simónis. Et ait ad Simónem Iesus: Noli timére: ex hoc iam hómines eris cápiens. Et subdúctis ad terram návibus, relictis ómnibus, secuti sunt eum.

(Vangelo secondo Luca 5, 1 - 11)

Traduzione:

In quel tempo: Affollàtesi le turbe attorno a Gesú per udire la parola di Dio, Egli si teneva sulla riva del lago di Genézareth. E vide due barche tirate a riva, poiché i pescatori erano discesi e lavavano le reti. Salendo in una barca, che era di Simone, lo pregò di allontanarlo un poco dalla spiaggia; e sedendo insegnava alle turbe dalla navicella. Quando finí di parlare, disse a Simone: Va al largo, e getta le reti per la pesca. E rispondendogli, Simone disse: Maestro, per tutta la notte abbiamo lavorato senza prendere niente, tuttavia, sulla tua parola, getterò la rete. E fattolo, presero una cosí grande quantità di pesci che le reti si rompevano. E allora fecero segno ai compagni che erano nell’altra barca affinché venissero ad aiutarli. E vennero, e riempirono le due barche al punto che stavano per affondare. Visto questo, Simone Pietro si gettò ai piedi di Gesú, dicendo: Allontanati da me, o Signore, poiché sono un peccatore. Lo spavento infatti si era impadronito di lui e di quelli che erano con lui a causa della pesca: ed erano sbigottiti anche Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano compagni di Simone. E Gesú disse a Simone: Non temere: d’ora in poi sarai pescatore di uomini. E avendo tirato a secco le barche, lasciata ogni cosa, lo seguirono.




venerdì 26 giugno 2020

26 giugno: san Vigilio di Trento


Giuseppe Alberti, San Vigilio in estasi, olio su tela, 1673, ora al Museo diocesano di Trento.

(photo by Wikipedia)


martedì 23 giugno 2020

Un'altra finestra sul (buio?) Medioevo.. (n.18)


Bominaco, posta a 1000 metri é una frazione di Caporciano ( AQ ). Il nome originario Momenaco é legato all' antico complesso monastico benedettino posto in posizione strategica tra antiche vie consolari e il Tratturo Magno. É famosa per due monumenti: la Chiesa Abbaziale di S. Maria Assunta del XII sec. con affreschi ed un ambone del 1180 e il vicino Oratorio di S. Pellegrino, vero gioiello, fondato da Carlo Magno di passaggio in Abruzzo. Celebri all' interno gli affreschi di scuola abruzzese del XIII sec. tra i più integri e vasti dell' epoca. Tra questi spicca il Calendario Monastico, una vera rarità. Riporta tutti i santi dell' Ordine benedettino ed una vista del mese partendo dall' attività agricola. 




(photo by Carlo Cannavina)




domenica 21 giugno 2020

Terza domenica dopo Pentecoste a Padova


Santa Messa cantata alle ore 11:00 presso la chiesa di San Canziano a Padova (nei pressi di piazza delle Erbe).
Celebrante don L.Longo.

(photo and video by Alessandro Franzoni)







VANGELO

In illo témpore: Erant appropinquántes ad Iesum publicáni et peccatóres, ut audírent illum. Et murmurábant pharisǽi et scribæ, dicéntes: Quia hic peccatóres recipit et mandúcat cum illis. Et ait ad illos parábolam istam, dicens: Quis ex vobis homo, qui habet centum oves: et si perdíderit unam ex illis, nonne dimíttit nonagínta novem in desérto, et vadit ad illam, quæ períerat, donec invéniat eam? Et cum invénerit eam, impónit in húmeros suos gaudens: et véniens domum, cónvocat amícos et vicínos, dicens illis: Congratulámini mihi, quia invéni ovem meam, quæ períerat? Dico vobis, quod ita gáudium erit in cœlo super uno peccatóre pœniténtiam agénte, quam super nonagínta novem iustis, qui non índigent pœniténtia. Aut quæ múlier habens drachmas decem, si perdíderit drachmam unam, nonne accéndit lucérnam, et evérrit domum, et quærit diligénter, donec invéniat? Et cum invénerit, cónvocat amícas et vicínas, dicens: Congratulámini mihi, quia invéni drachmam, quam perdíderam? Ita dico vobis: gáudium erit coram Angelis Dei super uno peccatóre pœniténtiam agénte.

(Vangelo secondo Luca 15, 1 - 10)

Traduzione:

In quel tempo: Si erano accostati a Gesú pubblicani e peccatori per ascoltarlo. E scribi e farisei mormoravano, dicendo: Riceve i peccatori e mangia con essi. Allora egli disse questa parabola: Chi di voi, avendo cento pecore, perdutane una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella smarrita finché la ritrova? E ritrovatala, non la pone contento sulle spalle e, tornato a casa, raduna amici e vicini, dicendo loro: Congratulatevi con me, perché ho ritrovata la pecora che si era smarrita? Io vi dico che in cielo vi sarà piú gioia per un peccatore che fa penitenza, che non per novantanove giusti che non hanno bisogno di penitenza. E qual è quella donna che, avendo dieci dracme, se ne avrà perduta una, non accende la lucerna e non spazza tutta la casa e non cerca diligentemente finché non la ritrova? E appena l’avrà ritrovata non chiama le amiche e le vicine, dicendo loro: Congratulatevi con me, perché ho ritrovata la dracma che avevo perduta? Io vi dico che vi sarà un grande gàudio tra gli Angeli di Dio per un peccatore che fa penitenza.






giovedì 18 giugno 2020

Sant'Efrem il Siro a Venezia


Santa Messa letta presso la chiesa di San Simeon Piccolo a Venezia.
Celebrante don Joseph Kramer FSSP.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Vos estis sal terræ. Quod si sal evanúerit, in quo saliétur? Ad níhilum valet ultra, nisi ut mittátur foras, et conculcétur ab homínibus. Vos estis lux mundi. Non potest cívitas abscóndi supra montem pósita. Neque accéndunt lucérnam, et ponunt eam sub módio, sed super candelábrum, ut lúceat ómnibus qui in domo sunt. Sic lúceat lux vestra coram homínibus, ut vídeant ópera vestra bona, et gloríficent Patrem vestrum, qui in cœlis est. Nolíte putáre, quóniam veni sólvere legem aut prophétas: non veni sólvere, sed adimplére. Amen, quippe dico vobis, donec tránseat cœlum et terra, iota unum aut unus apex non præteríbit a lege, donec ómnia fiant. Qui ergo solvent unum de mandátis istis mínimis, et docúerit sic hómines, mínimus vocábitur in regno cœlórum: qui autem fécerit et docúerit, hic magnus vocábitur in regno cœlórum.

(Vangelo secondo Matteo 5, 13 - 19)

Traduzione:

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra. E se il sale perde la sua virtù, come lo si riattiverà? Non è più buono che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo. Non può rimanere nascosta una città posta sopra un monte. Né si accende la lucerna per riporla sotto il moggio, ma sul candeliere, perché faccia lume a quanti sono in casa. Così risplenda la vostra luce dinanzi agli uomini, affinché vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli. Non crediate che io sia venuto ad abrogare la Legge o i Profeti, ma a completare. In verità vi dico che finché non passi il cielo e la terra non passerà un solo iota o un apice solo della Legge, che tutto non sia compiuto. Chi pertanto violerà uno dei minimi di questi comandamenti e insegnerà così agli uomini, sarà tenuto minimo nel regno dei cieli; ma colui che avrà operato ed insegnato, sarà tenuto grande nel regno dei cieli».

domenica 14 giugno 2020

Seconda domenica dopo Pentecoste a Padova


Santa Messa con canti alle ore 11:00 presso la chiesa di San Canziano a Padova (nei pressi di piazza delle Erbe).
Domenica nell'Ottava del Corpus Domini.
Celebrante don S.Zorzi.
Cantore L.Modenese.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus pharisǽis parábolam hanc: Homo quidam fecit cœnam magnam, et vocávit multos. Et misit servum suum hora cœnæ dícere invitátis, ut venírent, quia iam paráta sunt ómnia. Et cœpérunt simul omnes excusáre. Primus dixit ei: Villam emi, et necésse hábeo exíre et vidére illam: rogo te, habe me excusátum. Et alter dixit: Iuga boum emi quinque et eo probáre illa: rogo te, habe me excusátum. Et álius dixit: Uxórem duxi, et ídeo non possum veníre. Et revérsus servus nuntiávit hæc dómino suo. Tunc irátus paterfamílias, dixit servo suo: Exi cito in pláteas et vicos civitátis: et páuperes ac débiles et cæcos et claudos íntroduc huc. Et ait servus: Dómine, factum est, ut imperásti, et adhuc locus est. Et ait dóminus servo: Exi in vias et sepes: et compélle intrare, ut impleátur domus mea. Dico autem vobis, quod nemo virórum illórum, qui vocáti sunt, gustábit cœnam meam.

(Vangelo secondo Luca 14, 16 - 24)

Traduzione:

In quel tempo: Gesù disse ai Farisei questa parabola: un uomo preparò un grande convito, e invitò molti. E mandò un servo all’ora della cena a ricordare agli invitati di venire, perché ogni cosa era preparata. Ma tutti cominciarono senz’altro a scusarsi. Il primo gli rispose: Ho comperata una villa e debbo uscire per vederla; ti prego di avermi per scusato. E un altro disse: Ho comperato cinque paia di buoi e ora vado a trovarli: abbimi per scusato, te ne prego. E un altro disse: Ho preso moglie, perciò non posso venire. E il servo, ritornato, riferì queste cose al padrone. Allora, il padre di famiglia, irritato, disse al servo suo: Va subito nelle piazze e nelle vie della città, e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi. Disse poi il servo: Signore, è stato fatto come tu hai comandato, e ancora vi è posto. Gli rispose il padrone: Va per le strade e lungo le siepi, e costringi a venire, affinché la mia casa si riempia. Poiché, vi dico, che nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena.

giovedì 11 giugno 2020

Corpus Domini a Venezia


Santa Messa cantata “coram Sanctissimo” alle ore 11:00 per la Festa del Corpus Domini presso la chiesa di San Simon Piccolo a Venezia (fronte stazione).
Al termine la consulenza Benedizione Eucaristica.
Celebrante don Joseph Kramer FSSP.
All'organo e alla voce il m. MB.

(photo by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus turbis Iudæórum: Caro mea vere est cibus et sanguis meus vere est potus. Qui mandúcat meam carnem et bibit meum sánguinem, in me manet et ego in illo. Sicut misit me vivens Pater, et ego vivo propter Patrem: et qui mandúcat me, et ipse vivet propter me. Hic est panis, qui de cœlo descéndit. Non sicut manducavérunt patres vestri manna, et mórtui sunt. Qui mandúcat hunc panem, vivet in ætérnum.

(Vangelo secondo Giovanni 6, 26 - 29)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse alle turbe dei Giudei: La mia carne è veramente cibo, e il mio sangue è veramente bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, vive in me e io in lui. Come è vivo il Padre che mi ha mandato, e io vivo del Padre, cosí chi mangia la mia carne vive di me. Questo è il pane che discende dal cielo. Non come i vostri padri che mangiarono la manna e sono morti. Chi mangia questo pane vivrà in eterno.


martedì 9 giugno 2020

9 giugno: beato Raniero Fasani (Perugia)


(photo by Roberto de Albentiis)




IN BREVE

Figura misteriosa della storia di Perugia, legato al "Santo Misterioso" San Bevignate, Raniero Fasani fu un padre di famiglia che, abbracciata la vita religiosa, nell'ambito delle pestilenze e dell'attesa del giudizio finale del periodo, diede vita al fenomeno dei Flagellanti.
Di lui sono rimaste delle raffigurazioni nella Chiesa di San Bevignate e la denominazione di una via moderna che conduce alla Stazione di Fontivegge; in tempi di epidemia e calamità la sua figura torna attuale.

"Siamo a Perugia, nel 1258-1260 circa, e secondo la “Lezenda de Fra Raniero Faxano” - nata in ambito bolognese e di autore anonimo - Bevignate disse a Raniero Fasani : “Ego sum frater Benvignay. Non me cognosci? Steti enim tecum decem annis”, e, sempre secondo la leggenda, lo convinse a diffondere pubblicamente la pratica della flagellazione, che il Fasani già esercitava in solitudine.
Raniero Fasani, secondo i recenti studi di Mirko Santanicchia, è collocato dalle fonti a Perugia nel XIII secolo (tra 1237 e 1290): laico, sposato e con figlie, condusse vita ritirata e fu fondatore e iniziatore del movimento dei Disciplinati sulla scorta delle indicazioni di San Bevignate, che lo esortò inoltre a comunicare questo messaggio al vescovo di Perugia.
Il Fasani si operò per rendere questo esercizio uno strumento di espiazione pubblica: un’autoflagellazione collettiva dunque, tramite la quale sarebbe stato possibile chiedere al cielo la pace, invocare la cessazione di mali, epidemie e conflitti e ottenere salvezza.
Di questa particolare pratica religiosa abbiamo notizie anche dal mondo antico, ma in forme e per scopi diversi: è solo e proprio a partire dal 1260 che possiamo ravvisare la nascita di quello che può considerarsi a tutti gli effetti un ordine o movimento, quello appunto dei Flagellanti o Disciplinati.
A partire da Perugia si ebbe una rapida diffusione del movimento in altre regioni italiane, con la costituzione di diverse compagnie.
I Flagellanti, il cui ordine fu represso duramente dalla Chiesa e dai governi in varie circostanze proprio per la natura cruenta e teatrale delle processioni, si arrestarono e tentarono di rinvigorirsi a più riprese, nonostante la pratica fosse stata bollata come eretica.
Attualmente questa pratica, mutata nel tempo e nella forma, resiste ancora in alcune zone dell’Italia meridionale, della Spagna e delle Filippine."

(dalla pagina "Bio Art Cafè - Palazzo della Penna")

domenica 7 giugno 2020

Domenica della Santissima Trinità a Padova


Santa Messa con canti alle ore 11:00 presso la chiesa di San Canziano a Padova (nelle vicinanze di piazza delle Erbe).
Celebrante don S.Zorzi.

(photo by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Data est mihi omnis potéstas in cœlo et in terra. Eúntes ergo docéte omnes gentes, baptizántes eos in nómine Patris, et Fílii, et Spíritus Sancti: docéntes eos serváre ómnia, quæcúmque mandávi vobis. Et ecce, ego vobíscum sum ómnibus diébus usque ad consummatiónem sǽculi.

(Vangelo secondo Matteo 28, 18 - 20)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: Mi è dato ogni potere in cielo e in terra. Andate, dunque, e istruite tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo, e insegnando loro ad osservare tutto quello che vi ho comandato. Ed ecco che io sarò con voi tutti i giorni fino alla consumazione dei secoli.