mercoledì 27 febbraio 2019

San Gabriele dell'Addolorata a Padova


Santa Messa letta "sub sono organis" presso l'Oratorio di San Giovanni Decollato alle Navi in via Euganea, a Padova, 
nella memoria liturgica di San Giovanni dell'Addolorata.

(photo by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Offerébant Iesu parvulos, ut tángeret illos. Discípuli autem comminabántur offeréntibus. Quos cum vidéret Iesus, indígne tulit et ait illis: Sinite párvulos veníre ad me, et ne prohibuéritis eos: tálium enim est regnum Dei. Amen, dico vobis: Quisquis non recéperit regnum Dei velut párvulus, non intrábit in illud. Et compléxans eos et impónens manus super illos, benedicébat eos. Et cum egréssus esset in viam, procúrrens quidam genu flexo ante eum, rogábat eum: Magíster bone, quid fáciam, ut vitam ætérnam percípiam? Iesus autem dixit ei: Quid me dicis bonum? Nemo bonus, nisi unus Deus. Præcépta nosti: Ne adúlteris, Ne occídas, Ne furóris, Ne falsum testimónium díxeris, Ne fraudem féceris, Hónora patrem tuum et matrem. At ille respóndens, ait illi: Magíster, hæc ómnia observávi a iuventúte mea. Iesus autem intúitus eum, diléxit eum et dixit ei: Unum tibi deest: vade, quæcúmque habes, vende et da paupéribus, et habébis thesáurum in coelo: et veni, séquere me.

(Vangelo secondo Marco 10, 13 - 21)


domenica 24 febbraio 2019

Domenica di Sessagesima ad Oriago di Mira (Venezia)


Santa Messa letta presso la chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo ad Oriago di Mira (Venezia) alle ore 16:00.
Celebrante padre M.Malfer CO.

(photo by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Cum turba plúrima convenírent, et de civitátibus properárent ad Iesum, dixit per similitúdinem: Exiit, qui séminat, semináre semen suum: et dum séminat, áliud cécidit secus viam, et conculcátum est, et vólucres coeli comedérunt illud. Et áliud cécidit supra petram: et natum áruit, quia non habébat humórem. Et áliud cécidit inter spinas, et simul exórtæ spinæ suffocavérunt illud. Et áliud cécidit in terram bonam: et ortum fecit fructum céntuplum. Hæc dicens, clamábat: Qui habet aures audiéndi, audiat. Interrogábant autem eum discípuli eius, quæ esset hæc parábola. Quibus ipse dixit: Vobis datum est nosse mystérium regni Dei, céteris autem in parábolis: ut vidéntes non videant, et audientes non intéllegant. Est autem hæc parábola: Semen est verbum Dei. Qui autem secus viam, hi sunt qui áudiunt: déinde venit diábolus, et tollit verbum de corde eórum, ne credéntes salvi fiant. Nam qui supra petram: qui cum audierint, cum gáudio suscipiunt verbum: et hi radíces non habent: qui ad tempus credunt, et in témpore tentatiónis recédunt. Quod autem in spinas cécidit: hi sunt, qui audiérunt, et a sollicitudínibus et divítiis et voluptátibus vitæ eúntes, suffocántur, et non réferunt fructum. Quod autem in bonam terram: hi sunt, qui in corde bono et óptimo audiéntes verbum rétinent, et fructum áfferunt in patiéntia.

(Vangelo secondo Luca 8, 4 - 15)

Traduzione:

In quel tempo: radunandosi grandissima turba di popolo, e accorrendo gente a Gesù da tutte le città. Egli disse questa parabola: Andò il seminatore a seminare la sua semenza: e nel seminarla parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli dell’aria la divorarono; parte cadde sopra le pietre, e, nata che fu, seccò, perché non aveva umore; parte cadde fra le spine, e le spine che nacquero insieme la soffocarono; parte cadde in terra buona, e, nata, fruttò cento per uno. Detto questo esclamò: Chi ha orecchie per intendere, intenda. E i suoi discepoli gli domandavano che significasse questa parabola. Egli disse: A voi è concesso di intendere il mistero del regno di Dio, ma a tutti gli altri solo per via di parabola: onde, pur vedendo non vedano, e udendo non intendano. La parabola dunque significa questo: La semenza è la parola di Dio. Ora, quelli che sono lungo la strada, sono coloro che ascoltano: e poi viene il diavolo e porta via la parola dal loro cuore, perché non si salvino col credere. Quelli caduti sopra la pietra, sono quelli che udita la parola l’accolgono con allegrezza, ma questi non hanno radice: essi credono per un tempo, ma nell’ora della tentazione si tirano indietro. Semenza caduta tra le spine sono coloro che hanno ascoltato, ma a lungo andare restano soffocati dalle sollecitudini, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non portano il frutto a maturità. La semenza caduta in buona terra indica coloro che in un cuore buono e perfetto ritengono la parola ascoltata, e portano frutto mediante la pazienza.

lunedì 18 febbraio 2019

Santa Messa cantata di Requiem ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza)


Santa Messa cantata di Requiem con Assoluzione al tumulo presso la chiesa di San Pancrazio ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza), 
nel terzo anniversario dalla morte di don Pierangelo Rigon.
Celebrante don Fabrizio Girardi.

Ha prestato servizio la schola Cantorum "Laetificat Juventutem meam".
E' stato eseguito l'ordinario gregoriano, la sequenza Dies Irae ed il Proprio polifonico composto dal giovane Giovanni Minuzzi con l'esecuzione in prima assoluta dell'offertorium Domine Jesu Christe dedicato alla suddetta Schola. 
All'organo il maestro Manuel Canale.

(photo by Alessandro Franzoni)





domenica 17 febbraio 2019

Domenica di Settuagesima ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza)


Santa Messa letta con cantici alla chiesa di san Pancrazio ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza) alle ore 17:00, 
preceduta dalla recita del Santo Rosario alle ore 16:30.
Celebrante don Joseph Kramer FSSP.

(photo by Alessandro Franzoni)


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VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis parábolam hanc: Simile est regnum coelórum hómini patrifamílias, qui éxiit primo mane condúcere operários in víneam suam. Conventióne autem facta cum operáriis ex denário diúrno, misit eos in víneam suam. Et egréssus circa horam tértiam, vidit álios stantes in foro otiósos, et dixit illis: Ite et vos in víneam meam, et quod iustum fúerit, dabo vobis. Illi autem abiérunt. Iterum autem éxiit circa sextam et nonam horam: et fecit simíliter. Circa undécimam vero éxiit, et invénit álios stantes, et dicit illis: Quid hic statis tota die otiósi? Dicunt ei: Quia nemo nos condúxit. Dicit illis: Ite et vos in víneam meam. Cum sero autem factum esset, dicit dóminus víneæ procuratóri suo: Voca operários, et redde illis mercédem, incípiens a novíssimis usque ad primos. Cum veníssent ergo qui circa undécimam horam vénerant, accepérunt síngulos denários. Veniéntes autem et primi, arbitráti sunt, quod plus essent acceptúri: accepérunt autem et ipsi síngulos denários. Et accipiéntes murmurábant advérsus patremfamílias, dicéntes: Hi novíssimi una hora fecérunt et pares illos nobis fecísti, qui portávimus pondus diéi et æstus. At ille respóndens uni eórum, dixit: Amíce, non facio tibi iniúriam: nonne ex denário convenísti mecum? Tolle quod tuum est, et vade: volo autem et huic novíssimo dare sicut et tibi. Aut non licet mihi, quod volo, fácere? an óculus tuus nequam est, quia ego bonus sum? Sic erunt novíssimi primi, et primi novíssimi. Multi enim sunt vocáti, pauci vero elécti.

(Vangelo secondo Matteo 20, 1 - 16)

Traduzione:

In quel tempo: Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: Il regno dei cieli è simile a un padre di famiglia, il quale andò di gran mattino a fissare degli operai per la sua vigna. Avendo convenuto con gli operai un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. E uscito fuori circa all’ora terza, ne vide altri che se ne stavano in piazza oziosi, e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna, e vi darò quel che sarà giusto. E anche quelli andarono. Uscì di nuovo circa all’ora sesta e all’ora nona e fece lo stesso. Circa all’ora undicesima uscì ancora, e ne trovò altri, e disse loro: Perché state qui tutto il giorno in ozio? Quelli risposero: Perché nessuno ci ha presi. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna. Venuta la sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e paga ad essi la mercede, cominciando dagli ultimi fino ai primi. Venuti dunque quelli che erano andati circa all’undicesima ora, ricevettero un denaro per ciascuno. Venuti poi i primi, pensarono di ricevere di più: ma ebbero anch’essi un denaro per uno. E ricevutolo, mormoravano contro il padre di famiglia, dicendo: Questi ultimi hanno lavorato un’ora e li hai eguagliati a noi che abbiamo portato il peso della giornata e del caldo. Ma egli rispose ad uno di loro, e disse: Amico, non ti faccio ingiustizia, non ti sei accordato con me per un denaro? Prendi quel che ti spetta e vattene: voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te. Non posso dunque fare come voglio? o è cattivo il tuo occhio perché io son buono? Così saranno, ultimi i primi, e primi gli ultimi. Molti infatti saranno i chiamati, ma pochi gli eletti.


Omelia:




(da notare l'organo velato per produrre un suono più tenue)

venerdì 15 febbraio 2019

15 febbraio: Traslazione di sant'Antonio da Padova (a Padova)


Santa Messa cantata alle ore 15:00 presso la chiesa di San Canziano (vulgo Santa Rita) in centro a Padova (nelle vicinanze di piazza delle Erbe).

(photo by Alessandro Franzoni)






Popolarmente detta FESTA DELLA LINGUA DEL SANTO.

Il corpo di Sant'Antonio fu trasportato solennemente il 17 giugno 1231 dall’Arcella alla chiesa di Santa Maria “Mater Domini”, dove fu deposto in un sarcofago. L’8 aprile 1263, presente S.Bonaventura da Bagnoregio (allora Ministro generale dei frati), venne portato nella nuova Basilica, sotto la cupola centrale. Aperto il sarcofago, la lingua del Santo fu ritrovata incorrotta. Nel giugno del 1319 ebbe luogo un’altra traslazione, al posto, sembra, dove le sacre spoglie si trovano tuttora. Una solenne ricognizione - secondo la tradizione - sarebbe stata fatta il 15 febbraio del 1350 dal Card. Guido di Boulogne-sur-mer, Legato Pontificio che collocò il mento del Santo nell'attuale sontuoso reliquiario a forma di busto tempestato di gemme.
Nella Forma Ordinaria la festa è mantenuta però solo nel Proprio conventuale, spostata alla domenica successiva.





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domenica 10 febbraio 2019

Quinta domenica dopo l'Epifania ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza)


Santa Messa letta con cantici ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza) alle ore 17:00 presso la chiesa di San Pancrazio preceduta dalla recita del Santo Rosario. 
Celebrante don Joseph Kramer FSSP.

(photo by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus turbis parábolam hanc: Símile factum est regnum cœlórum hómini, qui seminávit bonum semen in agro suo. Cum autem dormírent hómines, venit inimícus eius, et superseminávit zizánia in médio trítici, et ábiit. Cum autem crevísset herba et fructum fecísset, tunc apparuérunt et zizánia. Accedéntes autem servi patrisfamílias, dixérunt ei: Dómine, nonne bonum semen seminásti in agro tuo? Unde ergo habet zizánia? Et ait illis: Inimícus homo hoc fecit. Servi autem dixérunt ei: Vis, imus, et collígimus ea? Et ait: Non: ne forte colligéntes zizánia eradicétis simul cum eis et tríticum. Sínite utráque créscere usque ad messem, et in témpore messis dicam messóribus: Collígite primum zizáania, et alligáte ea in fascículos ad comburéndum, tríticum autem congregáta in hórreum meum.

(Vangelo secondo Matteo 13, 24 - 30)

Traduzione:

In quel tempo: Gesù disse alle turbe questa parabola: Il regno dei cieli è simile a un uomo che seminò buon seme nel suo campo. Ma nel tempo che gli uomini dormivano, il suo nemico andò e seminò della zizzania in mezzo al grano, e partì. Cresciuta poi l’erba, e venuta a frutto, comparve anche la zizzania. E i servi del padre di famiglia, accostatisi, gli dissero: Signore, non hai seminato buon seme nel tuo campo? Donde dunque è venuta la zizzania? Ed egli rispose loro: Qualche nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi che andiamo a coglierla? Ed egli rispose: No, perché cogliendo la zizzania non strappiate con essa anche il grano. Lasciate che l’uno e l’altra crescano sino alla messe, e al tempo della messe dirò ai mietitori: Strappate per prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla, e il grano raccoglietelo nel mio granaio.


domenica 3 febbraio 2019

Quarta domenica dopo l'Epifania ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza)


Santa Messa letta con cantici alle ore 17:30 alla chiesa di San Pancrazio ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza), preceduta dalla recita del Santo Rosario alle ore 16:30.
Celebrante don Joseph Kramer FSSP.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Ascendénte Iesu in navículam, secúti sunt eum discípuli eius: et ecce, motus magnus factus est in mari, ita ut navícula operirétur flúctibus, ipse vero dormiébat. Et accessérunt ad eum discípuli eius, et suscitavérunt eum, dicéntes: Dómine, salva nos, perímus. Et dicit eis Iesus: Quid tímidi estis, módicæ fídei? Tunc surgens, imperávit ventis et mari, et facta est tranquíllitas magna. Porro hómines miráti sunt, dicéntes: Qualis est hic, quia venti et mare obœ́diunt ei?

(Vangelo secondo Matteo 8, 23 - 27)

Traduzione.

In quel tempo: Gesù montò in barca, seguito dai suoi discepoli: ed ecco che una grande tempesta si levò sul mare, tanto che la barca era quasi sommersa dai flutti. Gesù intanto dormiva. Gli si accostarono i suoi discepoli e lo svegliarono, dicendogli: Signore, salvaci, siamo perduti. E Gesù rispose: Perché temete, o uomini di poca fede? Allora, alzatosi, comandò ai venti e al mare, e si fece gran bonaccia. Onde gli uomini ne furono ammirati e dicevano: Chi è costui al quale obbediscono i venti e il mare?


sabato 2 febbraio 2019

Purificazione della BVM (Candelora) a Venezia


Santa Messa cantata nella ricorrenza liturgica della Presentazione di Gesù al Tempio e Purificazione della Beata Vergine Maria (Candelora), alle ore 18:30 presso la chiesa di san Simon Piccolo a Venezia.
La funzione è preceduta dalla tradizionale benedizione delle candele e dalla solenne processione.
Celebrante don Joseph Kramer FSSP. 
All'organo e al canto il m. MB.

(photo by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Postquam impleti sunt dies purgatiónis Maríæ, secúndum legem Moysi, tulérunt Iesum in Ierúsalem, ut sísterent eum Dómino, sicut scriptum est in lege Dómini: Quia omne masculínum adapériens vulvam sanctum Dómino vocábitur. Et ut darent hóstiam, secúndum quod dictum est in lege Dómini, par túrturum aut duos pullos columbárum. Et ecce, homo erat in Ierúsalem, cui nomen Símeon, et homo iste iustus et timorátus, exspéctans consolatiónem Israël, et Spíritus Sanctus erat in eo. Et respónsum accéperat a Spíritu Sancto, non visúrum se mortem, nisi prius vidéret Christum Dómini. Et venit in spíritu in templum. Et cum indúcerent púerum Iesum parentes eius, ut fácerent secúndum consuetúdinem legis pro eo: et ipse accépit eum in ulnas suas, et benedíxit Deum, et dixit: Nunc dimíttis servum tuum, Dómine, secúndum verbum tuum in pace: Quia vidérunt óculi mei salutáre tuum: Quod parásti ante fáciem ómnium populórum: Lumen ad revelatiónem géntium et glóriam plebis tuæ Israël.

(Vangelo secondo Luca 2, 22 - 32)

Traduzione:

In quel tempo: Compiutisi i giorni della purificazione di Maria, secondo la legge di Mosè, portarono Gesú a Gerusalemme per presentarlo al Signore, come è scritto nella legge di Dio: Ogni maschio primogénito sarà consacrato al Signore; e per fare l’offerta, come è scritto nella legge di Dio: un paio di tortore o due piccoli colombi. Vi era allora in Gerusalemme un uomo chiamato Simone, e quest’uomo giusto e timorato aspettava la consolazione di Israele, e lo Spirito Santo era in lui. E lo Spirito Santo gli aveva rivelato che non sarebbe morto prima di vedere l’Unto del Signore. Condotto dallo Spirito andò al tempio. E quando i parenti vi recarono il bambino Gesú per adempiere per lui alla consuetudine della legge: questi lo prese in braccio e benedisse Dio, dicendo: Adesso lascia, o Signore, che il tuo servo se ne vada in pace, secondo la tua parola: Perché gli occhi miei hanno veduta la salvezza che hai preparato per tutti i popoli: Luce per illuminare le nazioni e gloria del popolo tuo Israele.