lunedì 10 agosto 2020

10 agosto: san Lorenzo


(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Amen, amen, dico vobis, nisi granum fruménti cadens in terram, mórtuum fúerit, ipsum solum manet: si autem mórtuum fúerit, multum fructum affert. Qui amat ánimam suam, perdet eam: et qui odit ánimam suam in hoc mundo, in vitam ætérnam custódit eam. Si quis mihi mínistrat, me sequátur: et ubi sum ego, illic et miníster meus erit. Si quis mihi ministráverit, honorificábit eum Pater meus.

(Vangelo secondo Giovanni 12, 24 - 26)

Traduzione:

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità vi dico: se il chicco di frumento gettato in terra non muore, rimane infecondo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la salverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi segua; e dove sono io, ci sarà pure il mio servo. Se uno mi serve l'onorerà il Padre mio».



Cappella di san Lorenzo a San Lorenzo in Lucina a Roma

(photo by Alessandro Franzoni)



La cappella fu posta nel XVII secolo sotto la protezione della famiglia Monatana. Non sopravvive l'originaria decorazione seicentesca, opera, secondo le linee dell'epoca, di Salini, Baglione, Luini e Speranza. Sotto l'altare è conservata la graticola sulla quale, secondo la Tradizione, san Lorenzo subì il martirio. Nell'Ottocento la cappella fu concessa alla famiglia Lovatti.
ALTARE: Sigismondo Rosa, Santa Lucina presenta la pianta della chiesa a san Lorenzo (1716)

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Slow motion della "notte di san Lorenzo" dello scorso anno dall'Eremo di san Pietro in Vigneto (Gubbio), sul Cammino di Francesco.

(photo by Agriturismo Il Beccafico)

domenica 9 agosto 2020

Decima domenica dopo Pentecoste ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza)


Ravenna, Sant'Apollinare Nuovo, decorazione musiva, VI sec.


Santa Messa letta con cantici presso la chiesa di San Pancrazio alle ore 17:00, preceduta dalla recita del Sano Rosario alle ore 16:30.
Celebrante don B.Gonzaga.
All'organo il m MC.

(photo and video by Alessandro Franzoni)






Introduzione musicale (G.Gabrieli):



VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus ad quosdam, qui in se confidébant tamquam iusti et aspernabántur céteros, parábolam istam: Duo hómines ascendérunt in templum, ut orárent: unus pharisǽus, et alter publicánus. Pharisǽus stans, hæc apud se orábat: Deus, grátias ago tibi, quia non sum sicut céteri hóminum: raptóres, iniústi, adúlteri: velut étiam hic publicánus. Ieiúno bis in sábbato: décimas do ómnium, quæ possídeo. Et publicánus a longe stans nolébat nec óculos ad cœlum leváre: sed percutiébat pectus suum, dicens: Deus, propítius esto mihi peccatóri.Dico vobis: descéndit hic iustificátus in domum suam ab illo: quia omnis qui se exáltat, humiliábitur: et qui se humíliat, exaltábitur.

(Vangelo secondo Luca 18, 9 - 14)

Traduzione:

In quel tempo: Ad alcuni che si ritenevano giusti e disprezzavano gli altri, Gesú disse questa parabola: Due uomini salirono al tempio per pregare: uno era fariseo, l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava cosí entro di sé: Signore, Ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, o come anche questo pubblicano. Io digiuno due volte il sabato e dò le decime di tutto quello che posseggo. E il pubblicano, stando lontano, non osava neppure levare lo sguardo in alto, ma si percuoteva il petto, dicendo: O Dio, sii clemente con me peccatore. Orbene, io vi dico che questi ritornò a casa sua giustificato a preferenza dell’altro, poiché chi si esalta verrà umiliato e chi si umilia verrà esalato.


All'Offertorio:



Dopo la Comunione:



venerdì 7 agosto 2020

IV Pellegrinaggio "Alle sorgenti della nostra Fede di Tradizione Marciana" ad Aquileia (Udine) - 5 settembre


Programma:

08:30 Partenza della corriera dei pellegrini dalla stazione dei treni di Cervignano per Belvedere di Aquileia.
08:40 Fermata intermedia per la raccolta dei pellegrini ad Aquileia di fronte all’Hotel “I Patriarchi”.
09:00 Inizio del pellegrinaggio dalla chiesa di S. Antonio Abate in Belvedere di Aquileia, recita del S. Rosario e Litanie Lauretane.
10:30 Arrivo pellegrini alla chiesa del quartiere Monastero in Aquileia
11:00 Santa Messa letta in Rito Romano Antico nella chiesa di Monastero in Aquileia
12:30 Processione lungo la Via Sacra verso la Basilica Patriarcale di Santa Maria Assunta
12:45 Arrivo in Basilica per il rinnovo delle promesse battesimali e la venerazione dei Santi e Martiri aquileiensi.
13:30 Pranzo friulano del pellegrino presso l’Hotel “I Patriarchi” 
15:30 Conferenza di formazione cattolica nella Sala Romana della Parrocchia di Aquileia

(costo del pranzo è di 16€ su prenotazione e-mail: compagniasantantonio@libero.it - cell. 347 396 1396)


NOTA DEL SACERDOTE

Con il pellegrinaggio e le funzioni sacre ci poniamo con spirito penitenziale dinanzi alla Maestà di Dio per impetrare la conversione e il perdono dei peccati e ottenere le grazie necessarie alla salvezza delle anime e per il bene della S. Chiesa. I gentilissimi pellegrini sono pregati di voler vestire decorosamente (pantaloni e gonne sotto il ginocchio, maniche sotto il gomito; evitare abiti aderenti e scollatura).

AVVISO AI FEDELI

Stanti le misure governative per il distanziamento sociale, l'ingresso ai luoghi di culto sarà accessibile fino ad esaurimento dei posti disponibili. La Santa Messa letta sarà diffusa anche all'esterno della chiesa.


giovedì 6 agosto 2020

Un'altra finestra sul (buio?) Medioevo.. (n.20)


Particolare del volto sopito che appartiene alla statua giacente che secondo la tradizione rappresenta San Simeone profeta, datato agli inizi del XIV secolo, opera di un tale Marco Romano.
Nella chiesa veneziana omonima.

(photo by Alessandro Franzoni)


mercoledì 5 agosto 2020

BVM "ad Nives" a Venezia


Santa Messa letta presso la chiesa di San Simon Piccolo a Venezia.
Ricorrenza liturgica della Beata Vergine Maria "ad Nives" ovvero la Dedicazione della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore a Roma.
Celebrante don E.Iborra.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Loquénte Iesu ad turbas, extóllens vocem quædam múlier de turba, dixit illi: Beátus venter, qui te portávit, et úbera, quæ suxísti. At ille dixit: Quinímmo beáti, qui áudiunt verbum Dei, et custódiunt illud.

(Vangelo secondo Luca 11, 27 - 28)

Traduzione:

In quel tempo, mentre Gesù parlava alla folla, avvenne che una donna, tra la folla, alzò la voce e disse: «Beato il seno che ti ha portato e il petto che ti ha nutrito». Ma egli disse: «Beati, piuttosto, coloro che ascoltano la parola di Dio, e la custodiscono».


lunedì 3 agosto 2020

3 agosto: sant'Aspreno di Napoli


San Pietro con Santa Candida e Sant’Aspreno (olio su tela, 1895)




IN BREVE

Si sa poco di lui; secondo la tradizione, fu il primo Vescovo di Napoli, consacrato dall'Apostolo San Pietro, e nel suo lungo episcopato fu particolarmente sollecito nella cura dei poveri.
Fu particolarmente ricolmo d'amore verso i poveri e si dimostrò sempre disponibile verso qualsiasi persona al di là del ceto e della condizione sociale, il suo speciale carisma fece accrescere la comunità cristiana napoletana; dedicò le prime chiese della città di Napoli, una delle quali, la Basilica di San Pietro ad Aram, contiene l'altare dove San Pietro celebrò la Santa Messa.
E' uno dei Patroni di Napoli, una delle Capitali del Regno di Sicilia, i cui Re avevano il titolo di Maestà Apostolica e Santissima e di Protettori della Fede Cristiana.

domenica 2 agosto 2020

Nona domenica dopo Pentecoste ad Ancignano di Sandigo (Vicenza)


Santa Messa letta con cantici alle ore 17:00 presso la chiesa di San Pancrazio ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza). 
Preceduta dalla recita del Santo Rosario alle ore 16:30.
Celebrante p. A.Fiorini OCD.
All'organo il m. MC.

(photo and video by Alessandro Franzoni)






Preludio d'inizio (T.Muffat - L.Perosi):



VANGELO

In illo témpore: Cum appropinquáret Iesus Ierúsalem, videns civitátem, flevit super illam, dicens: Quia si cognovísses et tu, et quidem in hac die tua, quæ ad pacem tibi, nunc autem abscóndita sunt ab óculis tuis. Quia vénient dies in te: et circúmdabunt te inimíci tui vallo, et circúmdabunt te: et coangustábunt te úndique: et ad terram prostérnent te, et fílios tuos, qui in te sunt, et non relínquent in te lápidem super lápidem: eo quod non cognóveris tempus visitatiónis tuæ. Et ingréssus in templum, cœpit eiícere vendéntes in illo et eméntes, dicens illis: Scriptum est: Quia domus mea domus oratiónis est. Vos autem fecístis illam speluncam latrónum. Et erat docens cotídie in templo.

(Vangelo secondo Luca 19, 41 - 47)

Traduzione:

In quel tempo: Essendo Gesú giunto vicino a Gerusalemme, scorgendo la città, pianse su di essa, dicendo: Oh! se in questo giorno avessi conosciuto anche tu quello che occorreva per la tua pace! Ma tutto ciò è ormai nascosto ai tuoi occhi. Perciò per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno con trincee, ti assedieranno e ti angustieranno da ogni parte; e getteranno a terra te e i tuoi figli che abitano in te, e non lasceranno in te pietra su pietra, poiché non hai conosciuto il tempo in cui sei stata visitata. Entrato poi nel tempio, cominciò a cacciare quanti lí dentro vendevano e compravano, dicendo loro: Sta scritto: La mia casa è casa di preghiera. Voi invece ne avete fatta una spelonca di ladri. E ogni giorno insegnava nel tempio.


Elevazioni:



Salve Regina ed Improvvisazione finale:



venerdì 31 luglio 2020

31 luglio: sant'Ignazio di Loyola


Juan Martinez Montanes, Francisco Pacheco, Sant'Ignazio di Loyola, 1610, Università di Siviglia, Cappella dell'Annunciazione.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Designávit Dóminus et álios septuagínta duos: et misit illos binos ante fáciem suam in omnem civitátem et locum, quo erat ipse ventúrus. Et dicébat illis: Messis quidem multa, operárii autem pauci. Rogáte ergo Dóminum messis, ut mittat operários in messem suam. Ite: ecce, ego mitto vos sicut agnos inter lupos. Nolíte portáre sácculum neque peram neque calceaménta; et néminem per viam salutavéritis. In quamcúmque domum intravéritis, primum dícite: Pax huic dómui: et si ibi fúerit fílius pacis, requiéscet super illum pax vestra: sin autem, ad vos revertétur. In eádem autem domo manéte, edéntes et bibéntes quæ apud illos sunt: dignus est enim operárius mercéde sua. Nolíte transíre de domo in domum. Et in quamcúmque civitátem intravéritis, et suscéperint vos, manducáte quæ apponúntur vobis: et curáte infírmos, qui in illa sunt, et dícite illis: Appropinquávit in vos regnum Dei.

(Vangelo secondo Luca 10, 1 - 9)

Traduzione:

In quel tempo: Il Signore scelse anche altri settantadue discepoli e li mandò a due a due innanzi a sé in ogni città e luogo dove egli era per andare. E diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai per la sua mietitura. Andate! Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo a lupi. Non portate né borsa, né sacca, né sandali; e per la strada non salutate nessuno. In qualunque casa entrerete, dite prima di tutto: “Pace a questa casa”. E se ci sarà un figlio di pace riposerà su di lui la pace vostra, altrimenti ritornerà a voi. E nella stessa casa restate, mangiando e bevendo di quel che vi dànno; perché l'operaio è degno della sua mercede. Non girate di casa in casa. E in qualunque città entrerete, se vi accolgono, mangiate di quel che vi sarà messo davanti e guarite gli infermi che ci sono, e dite loro: “Sta per venire a voi il Regno di Dio”»..


giovedì 30 luglio 2020

30 luglio: SS Abdon e Sennen


(photo by Alessandro Franzoni)




DAL MARTIROLOGIO

Nobili fratelli originari della Persia, condotti a Roma dopo una campagna militare, si convertirono alla vera fede cristiana e, affrancatisi dalla schiavitù, si dedicarono al seppellimento dei martiri e alla diffusione della nuova fede e, per questo, vennero arrestati, e, una volta rifiutatisi di onorare i falsi dei pagani, torturati e uccisi; Santi molto popolari, sono i Patroni dei bambini, soprattutto di quelli malati. Festa il 30 luglio.


ATTI DEL MARTIRIO DEI SANTI ABDON E SENNEN

1. A quel tempo cominciò Decio a cercare con premura i cristiani, ed estese a tale uopo la sua autorità su di tutta la Persia. Allora perché non fu possibile di tenere nascoste le lucerne sotto del moggio, furono poste invece sul candelabro, affinché risplendessero a tutti quei, che trovavansi nella casa del Signore. Vennero pertanto a Decio i pagani e gli dissero: “Ecco che quegli a cui tu donasti il sangue e la vita nella tua vittoria, raccolgono i corpi dei cristiani, e li nascondono in un lor podere; e non si umiliano agli dei, né obediscono ai tuoi comandi col prestare ad essi i dovuti onori”. Disse Decio: “Chi sono mai questi profani?”. Risposero quelli: essere Abdon e Sennen. Nella medesima ora ordinò Decio che gli fossero presentati Abdon e Sennen, i quali come che vennero al cospetto di Decio disse ad essi: “Così dunque voi siete divenuti stolti? Oppure non vi rammentate, che come ribelli agli dei siete stati da essi consegnati nelle mani dei romani e nostre?”. Rispose Abdon: “Noi divenimmo maggiormente vincitori coll’ajuto di Dio, e del nostro Signore Gesù Cristo che regna in eterno”. Decio adirato soggiunse: “Non sapete voi che la vostra vita è umiliata nelle mie mani?”. Rispose Abdon e disse: “Noi siamo umiliati al nostro Dio Padre e Signore Gesù Cristo, che degnossi per la nostra salute di venir sulla terra, ed umiliarsi”. Quindi comandò Decio che fossero legati da catene, e chiusi in una stretta prigione. Allora dissero Adon e Sennen: “Ecco la gloria, che abbiamo sempre sperato da Signore”.

2. Nel medesimo tempo fu annunziata a Decio la morte di Galba (ossia di Gordiano), e si mosse alla volta di Roma. Venne poi Decio dopo quattro mesi a Roma seco conducendo i beatissimi regoli Abdon e Sennen stretti da catene per il nome del nostro Signore Gesù Cristo, riserbandoli, perché erano nobili, per la gloria del trionfo, onde servissero di spettacolo ai romani…

3. Allora Decio ordinò che si convocasse il senato; ed avendo conferito e presi i concerti sul proposito con Valeriano prefetto ai ventotto del mese di luglio, vollero gli si presentassero i regoli cristiani Abdon e Sennen, ch’egli avea condotto dalla Persia, macerati dal carcere: e disse Decio al senato: “Ascolti il vostro consesso o padri coscritti: i numi diedero nelle nostre mani questi nemici ferocissimi; ecco gl’inimici della repubblica e del romano impero”. E furono introdotti legati da catene, e riccamente vestiti con molto oro e pietre preziose; appena furono veduti dai senatori, rimasero questi presi da meraviglia per il loro aspetto; imperciocché tanta grazia diede il Signore ai suoi servi, ch’eccitasse piuttosto negli astanti la compassione, che lo sdegno.

4. Quindi ordinò Decio che venisse Claudio capo de’ sacerdoti[1] del Campidoglio, e questi recossi sul luogo dell’adunanza seco portando il tripode; e disse allora Decio cesare ad Abdon e Sennen: “Sagrificate agli dei, e siate regoli della romana libertà, e possederete le cose tutte nostre, la pace dell’impero, e sarete premiati con ricchezze ed onori; provvedete a voi stessi”. Risposero Abdon e Sennen: “Noi immeritevoli e peccatori abbiamo offerto una volta per sempre il sagrificio e l’oblzione al Signor nostro Gesù Cristo, e non ai tuoi numi”. Decio disse: “Devono prepararsi a costoro acerbissimi tormenti”, e comandò che si tenessero pronti gli orsi feroci, e i leoni. Risposero Abdon e Sennen: “A che tardi? Fa ciò che credi: noi viviamo sicuri nel Signor nostro Gesù Cristo, che può distruggere tutt’i tuoi pensamenti, e te stesso”.

5. Nel giorno appresso vennero taluni e enunciarono a Decio che molti orsi e leoni erano periti nelle custodie del vivario. Allora Decio adirato ordinò, che gli si preparasse il suo posto nell’anfiteatro[2]; ma come però vi giunse non volle entrarvi, ma prescrisse al prefetto di Roma Valeriano, che se quelli non avessero adorato il dio Sole, morissero lacerati dai morsi delle belve. Valeriano all’istante disse ad Abdon e Sennen: “Provvedete alla nobiltà della vostra nascita, e presentate l’incenso al dio Sole; lo che se voi non effettuerete, dovrete perire per i morsi delle fiere”. Risposero Abdon e Sennen: “Noi adoriamo il Signor nostro Gesù Cristo; e non ci siamo mai umiliati con culto ai vani simulacri lavorati dalle mani degli uomini”. Sul momento li fece spogliare dei loro vestimenti, e pieno di furore li condusse avanti il simulacro del Sole, ch’era posto d’appresso all’anfiteatro. Quei beatissimi martiri dispreggiando il simulacro, e sputandogli d’innanzi, dissero a Valeriano: “Fa pure adesso ciò, che hai stabilito di fare”.

6. Comandò allora Valeriano al banditore che mentre i martiri venivano battuti colle piombarle dicesse ad alta voce: “Non vogliate bestemmiare i dei”; poscia li fece introdurre nell’anfiteatro, affinché fossero consumati dalle belve. Ed appena entrarono i santi Abdon e Sennen dissero al cospetto di Valeriano: “Nel nome del Signor nostro Gesù Cristo entriamo alla corona; egli t’inibisca immondo spirito di recarci nocumento”, e segnatisi col segno della croce entrarono nell’anfiteatro. Presentati che furono al cospetto di Valeriano nudi coi loro corpi, ma rivestiti del corpo di Cristo, disse il prefetto: “Siano lasciati due leoni e quattro orsi”; i quali appena furono liberi vennero ruggendo ai piedi dei santi Abdon e Sennen, e non si scostarono punto da essi, ma stavano bensì alla loro custodia. Disse Valeriano: “Ora apparisce la loro arte magica”: e niuno poteva accostarsi ai santi per l’impeto delle belve.

7. Valeriano pieno di furore comandò ai gladiatori ch’entrassero armati dei loro tridenti, e gli uccidessero: i quali appena caddero morti, gli furono legati i piedi per ordine di Valeriano, e balzati avanti il simulacro del Sole vicino all’anfiteatro, giacquero ivi i corpi per tre giorni ad esempio e terrore de’ cristiani. Dopo il terzo giorno venne un tal Quirino cristiano suddiacono, che abitava non lungi dall’anfiteatro, e raccolse di notte tempo quei corpi, e li ripose ai 30 di luglio in un arca di piombo, e li seppellì in sua casa. Riposarono in quel luogo nascosti i corpi dei santi Abdon e Sennen per molti anni fino al tempo di Costantino: allora avvenne che essendo già Costantino addivenuto cristiano[3], questi beati martiri rivelassero il luogo della loro sepoltura; dalla quale tolti i santi loro corpi furono trasportati e tumulati nel cimiterio di Ponziano[4].

Da: Gli Atti della Passione degli illustri santi martiri Abdon e Sennen, illustrati colla storia e coi monumenti da monsignore Domenico Bartolini, Roma, 1859, 13-18.

  

Sepolcro dei Santi Martiri Abdon e Sennen sotto l'altare della Basilica romana di San Marco al Campidoglio.

(photo by Giuliano Zoroddu)

mercoledì 29 luglio 2020

29 luglio: santa Marta


(foto dal Web)




VANGELO

In illo témpore: Intrávit Iesus in quoddam castéllum: et múlier quædam, Martha nómine, excépit illum in domum suam: et huic erat soror nómine María, quæ étiam sedens secus pedes Dómini, audiébat verbum illíus. Martha autem satagébat circa frequens ministérium: quæ stetit et ait: Dómine, non est tibi curæ, quod soror mea réliquit me solam ministráre? dic ergo illi, ut me ádiuvet. Et respóndens, dixit illi Dóminus: Martha, Martha, sollícita es et turbáris erga plúrima: porro unum est necessárium. María óptimam partem elégit, quæ non auferétur ab ea.

(Vangelo secondo Luca 10, 38 - 42)

Traduzione:

In quel tempo, Gesù entrò in un villaggio e una donna, chiamata Marta, lo ricevette in casa sua. E questa aveva una sorella di nome Maria, la quale, postasi a sedere ai piedi del Signore, ne ascoltava la parola. Marta intanto si affannava tra le molte faccende di casa. Fermatasi poi disse: «Signore, non ti importa che mia sorella mi lasci sola a preparare? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, ti affanni ed inquieti per troppe cose. Eppure una sola è necessaria! Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta».

martedì 28 luglio 2020

Un'altra finestra sul (buio?) Medioevo.. (n.19)


Affresco del XV secolo che illustra il celebre "Miracolo dell'impiccato" operato da San Giacomo a Santo Domingo de la Calzada.
Presso la chiesa di San Giacomo al Bosco a Cellio (Pavia) detta anche "San Jacopo Pitto".

(photo by D.Ruoppolo)




PER SAPERNE DI PIU'

Localmente denominato San Jacu Pittu. Oggi in posizione isolata, un tempo era posto lungo una strada pubblica.
Scarse sono le notizie sull’edificio, di antica costruzione, che originariamente aveva una lunghezza della navata di circa m 5 (Inventario Taverna del 1618). L’oratorio ebbe una fase di abbandono o limitato uso dal XVI secolo. Entro il 1684, anno della riconsacrazione dell’oratorio, fu ristrutturato con l’allungamento della navata (dalle attuali lesene all’entrata) e probabilmente il suo innalzamento. Attualmente misura m 8,70 x 4. I lavori proseguirono nel secolo successivo con la realizzazione del tetto, che solo gradualmente fu coperto da beole in sostituzione della paglia ancora presente nel 1760.  

L’oratorio era affrescato; purtroppo sono rimasti solo frammenti di una Maiestas Domini nel catino absidale; ben conservata è invece l’Annunciazione sull’arco trionfale; dei due Santi sottostanti rimangono solo frammenti delle aureole.
La parete sud è in buone condizioni e presenta due riquadri: nel primo il “miracolo dell’Impiccato” o di San Domingo de la Calzada riferito a san Giacomo Maggiore; nel secondo le figure di santa Caterina d’Alessandria e sant’Antonio Abate. All’esterno un san Cristoforo è in pessime condizioni.
All’autore di questi affreschi è stato assegnato il nome convenzionale di “Maestro di S. Jacu Pittu”, pittore itinerante che lasciò altre opere in Valsesia, nel novarese, in Val Vigezzo e in Canton Ticino. Il suo stile, piuttosto ripetitivo nelle iconografie e nelle tipologie delle figure, invece è curato e minuzioso nei tessuti e nelle cornici impreziosite da motivi geometrici tipici di un repertorio largamente impiegato in diverse botteghe operanti tra l’ultimo quarto del XIV secolo e il primo quarto del XV secolo.

lunedì 27 luglio 2020

27 luglio: san Pantaleone


Il maestoso soffitto della chiesa di san Pantalon a Venezia, opera di Gian Antonio Fumani, raffigurante il martirio e la Gloria del Santo, un eccezionale olio su tela dipinto tra il 1680 e il 1704, di 443 metri quadrati circa.

(photo by Alessandro Franzoni)






In sintesi

Pantaleone nacque nella seconda metà del III secolo a Nicomedia in Turchia. Diventerà successivamente medico e sarà perseguitato dall'imperatore di Costantinopoli Galerio per la sua adesione alla fede cristiana. Fu condannato a morte nel 305: gli furono inchiodate le braccia sulla testa, che poi il boia gli mozzò. È il patrono di medici.


Dal Martirologio Romano

A Nicomedia in Bitinia, nell’odierna Turchia, san Pantaleone, martire, venerato in Oriente per avere esercitato la sua professione di medico senza chiedere in cambio alcun compenso.

Martirologio tradizionale (27 luglio): A Nicomedia la passione di san Pantaleone medico, il quale, per la fede di Cristo, dall'Imperatore Massimiano fu preso e straziato colla pena dell'eculeo e con fiaccole accese, ma in mezzo a queste pene fu confortato da un'apparizione del Signore, e finalmente, percosso colla spada, compì il martirio.





Statua e reliquia di san Pantaleone, patrono di Sorso, prov. di Sassari.

(photo by Pietro Serra)

domenica 26 luglio 2020

Terzo giorno del Triduo a sant'Anna a Brescia


Santa Messa solenne "in terzo" alle ore 18:00 presso la benemerita chiesa di San Zeno al Foro a Brescia nella piazza omonima in occasione del Triduo Sacro in onore di sant'Anna.
Celebrazione preceduta alle ore 17:30 da Adorazione Eucaristica e recita del Santo Rosario.
A seguire la tradizionale benedizione dell'uva.

(photo by Alessandro Franzoni)









sabato 25 luglio 2020

Secondo giorno del Triduo a sant'Anna a Brescia


Santa Messa solenne "in terzo" alle ore 18:00 presso la benemerita chiesa di San Zeno al Foro a Brescia nella piazza omonima in occasione del Triduo Sacro in onore di sant'Anna.
Celebrazione preceduta alle ore 17:30 da Adorazione Eucaristica e recita del Santo Rosario.
A seguire la tradizionale benedizione dell'uva.

(photo by Alessandro Franzoni)













Jacopo Bassano, Sant'Anna in trono tra i SS Girolamo e Francesco, olio su tela, Gallerie dell'Accademia a Venezia.

(photo by Luigi Baldin)