domenica 12 luglio 2026

Settima domenica dopo Pentecoste


(foto dal web)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Atténdite a falsis prophétis, qui véniunt ad vos in vestiméntis óvium, intrínsecus autem sunt lupi rapáces: a frúctibus eórum cognoscétis eos. Numquid cólligunt de spinis uvas, aut de tríbulis ficus? Sic omnis arbor bona fructus bonos facit: mala autem arbor malos fructus facit. Non potest arbor bona malos fructus fácere: neque arbor mala bonos fructus fácere. Omnis arbor, quæ non facit fructum bonum, excidétur et in ignem mittétur. Igitur ex frúctibus eórum cognoscétis eos. Non omnis, qui dicit mihi, Dómine, Dómine, intrábit in regnum cœlórum: sed qui facit voluntátem Patris mei, qui in cœlis est, ipse intrábit in regnum cœlórum.

Vangelo di Matteo 7, 15 - 21

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi sotto l’aspetto di pecore, ma che nell’intimo sono lupi rapaci: li riconoscerete dai loro frutti. Forse che alcuno raccoglie l’uva dalle spine o il fico dai rovi? Cosí ogni albero buono dà buoni frutti; mentre l’albero cattivo dà frutti cattivi. Non può l’albero buono produrre frutti cattivi, né l’albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che dà frutti cattivi sarà tagliato e gettato nel fuoco. Dunque, dai loro frutti li riconoscerete. Non chiunque mi dirà: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli, questi entrerà nel regno dei cieli.


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sabato 11 luglio 2026

Richiesta di aiuto per continuare il Blog




Lettera aperta del Responsabile del Blog.


Dal 2010 ho iniziato ad approfondire gli studi di Liturgia, in particolare riguardo all'orientamento generale della celebrazione, il suo senso più profondo di oblazione e ringraziamento e sulla lingua del Rito Sacro. 

Poco prima nel 2007 era uscito il tanto contestato Motu Proprio "Summorum Pontificum" di Papa Benedetto XVI, che ne è stata la base di ispirazione.

Tutto questo mi ha appassionato ed attirato spritualmente.

Fu cosí che dall'estate del 2012 assisto regolarmente e servo la Santa Messa nel Ritus Antiquior, la cosiddetta "Messa Tradizionale" o "Messa in Latino", in Italia e dove se ne proponga l'occasione.

Proprio per far conoscere la bellezza della Liturgia Latina e Romana inizio a pubblicare questo Blog, e successivamente apro il profilo Instagram e il canale YouTube. L'ambito, ovviamente, è l'Arte Sacra e la Musica Sacra. 

La denominazione di "Circolo Liturgico" rende l'idea di un cenacolo virtuale, nella prospettiva che si fondassse una Associazione, cosa che non è accaduta.
La dedica al grande Papa Pio VII è frutto di una devozione personale e della vicinanza storica tra quei tempi e quelli odierni.

In questi 16 anni tutti coloro che hanno questa sensibilità e questa spiritualità liturgica hanno avuto momenti di scoraggiamento, dubbi, lacerazioni interiori. 

La ferita tra Tradizione e Chiesa, ricucita con Papa Benedetto XVI, sembrava essersi riaperta dopo le sue dimissioni. Lo stesso sentimento di smarrimento alberga nelle anime cattoliche a partire dalla settimana scorsa, con le Consacrazioni illegittime di cui tutti sappiamo.

Il Circolo Liturgico tiene la "barra dritta" e non si fa condizionare dalle recenti onde agitate del mare della Chiesa e prosegue imperterrito la sua missione, in ambito nazionale e internazionale. 

Proprio per continuare nel suo spirito originario, rivolgo un invito ai lettori per una donazione "una tantum" per esprimere vicinanza agli obiettivi del Blog e dare un gesto, prezioso, al proseguio delle pubblicazioni.

Alessandro Franzoni


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11 luglio: Traslazione di san Benedetto


(photo by Nicolò Calore)




Chiesa di Santa Giustina a Padova. 

Altare del Santo Padre Benedetto presso la propria cappella, rivestita di damaschi rossi. La pala d'altare raffigura san Benedetto che accoglie san Placido e san Mauro, di Jacopo Palma il Giovane. Altare invece del Corbarelli. I due teleri ai lati del 1616 raffigurano a destra san Benedetto ricevente a Montecassino il re Totila, di Giovanni Battista Maganza, a sinistra invece san Benedetto che consegna la Regola agli Ordini monastici e cavallereschi, di Claudio Ridolfi.


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venerdì 10 luglio 2026

10 luglio: SS Sette Fratelli Martiri, Rufina e Seconda Vergini e Martiri


(photo by Alessandro Franzoni)


VANGELO

In illo témpore: Loquente Iesu ad turbas, ecce, Mater eius et fratres stabant foris, quæréntes loqui ei. Dixit autem ei quidam: Ecce, mater tua et fratres tui foris stant, quæréntes te. At ipse respóndens dicénti sibi, ait: Quæ est mater mea et qui sunt fratres mei? Et exténdens manum in discípulos suos, dixit: Ecce mater mea et fratres mei. Quicúmque enim fécerit voluntátem Patris mei, qui in coelis est: ipse meus frater et soror et mater est.

Vangelo di Matteo 11, 46 - 50

Traduzione:

In quel tempo: mentre Gesù parlava alle turbe, ecco sua madre e i suoi parenti star fuori e chiedere di parlargli. E uno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli son là fuori e cercan di te». Ma egli, rispose: «Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli?». E, stesa la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco la mia madre e i miei fratelli, poiché chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, esso mi è fratello e sorella e madre».


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giovedì 9 luglio 2026

9 luglio: beato Sperandeo da Gubbio


(foto dal web)


In breve

Originario di Gubbio, in Umbria, rinunciò con la sua moglie alla vita matrimoniale e secolare, e decisero assieme di dedicarsi alla vita religiosa in monasteri benedettini separati.
Divenuto Abate del Monastero di San Pietro a Gubbio, si dedicò alla fondazione e alla riforma di monasteri benedettini maschili. Da lui prese esempio la Beata Santuccia di Gubbio, che adattò la sua riforma all'ordine benedettino femminile.


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martedì 7 luglio 2026

SS Cirillo e Metodio a Lviv (Ucraina)


Santa Messa letta nel Rito Proprio dominicano Antico alle ore 8:30 presso la Kaplytsya Rozena (a lato della chiesa detta dei Carmelitani) a Lviv, Ucraina.
Celebrante p. Igor Gnius OP.

(photo by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Designávit Dóminus et álios septuagínta duos: et misit illos binos ante fáciem suam in omnem civitátem et locum, quo erat ipse ventúrus. Et dicebat illis: Messis quidem multa, operárii autem pauci. Rogáte ergo Dóminum messis, ut mittat operários in messem suam. Ite: ecce, ego mitto vos sicut agnos inter lupos. Nolíte portáre sácculum neque peram neque calceaménta; et néminem per viam salutavéritis. In quamcúmque domum intravéritis, primum dícite: Pax huic dómui: et si ibi fúerit fílius pacis, requiéscet super illum pax vestra: sin autem, ad vos revertátur. In eádem autem domo manéte, edéntes et bibéntes quæ apud illos sunt: dignus est enim operárius mercéde sua. Nolíte transíre de domo in domum. Et in quamcúmque civitátem intravéritis, et suscéperint vos, manducáte quæ apponúntur vobis: et curáte infírmos, qui in illa sunt, et dícite illis: Appropinquávit in vos regnum Dei.

Vangelo di Luca 10, 1 - 9

Traduzione:

In quel tempo: Il Signore scelse anche altri settantadue discepoli e li mandò a due a due innanzi a sé in ogni città e luogo dove egli era per andare. E diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai per la sua mietitura. Andate! Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo a lupi. Non portate né borsa, né sacca, né sandali; e per la strada non salutate nessuno. In qualunque casa entrerete, dite prima di tutto: «Pace a questa casa». E se ci sarà un figlio di pace riposerà su di lui la pace vostra, altrimenti ritornerà a voi. E nella stessa casa restate, mangiando e bevendo di quel che vi dànno perché l'operaio è degno della sua mercede. Non girate di casa in casa. E in qualunque città entrerete, se vi accolgono, mangiate di quel che vi sarà messo davanti e guarite gli infermi che ci sono, e dite loro: «Sta per venire a voi il Regno di Dio”».


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giovedì 2 luglio 2026

Visitazione della BVM a Lviv (Ucraina)


Santa Messa letta nel Rito Proprio dominicano Antico alle ore 8:30 presso la Kaplytsya Rozena (a lato della chiesa detta dei Carmelitani) a Lviv, Ucraina.
Celebrante p. Igor Gnius OP.

(photo by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Exsúrgens María ábiit in montána cum festinatióne in civitátem Iuda: et intrávit in domum Zacharíæ et salutávit Elísabeth. Et factum est, ut audivit salutatiónem Maríæ Elísabeth, exsultávit infans in útero eius: et repléta est Spíritu Sancto Elísabeth, et exclamávit voce magna et dixit: Benedícta tu inter mulíeres, et benedíctus fructus ventris tui. Et unde hoc mihi, ut véniat Mater Dómini mei ad me? Ecce enim, ut facta est vox salutatiónis tuæ in áuribus meis, exsultávit in gáudio infans in útero meo. Et beáta, quæ credidísti, quóniam perficiéntur ea, quæ dicta sunt tibi a Dómino. Et ait María: Magníficat ánima mea Dóminum: et exsultávit spíritus meus in Deo, salutári meo.

Vangelo di Luca 1, 39 - 42

Traduzione:

Or in quei giorni Maria si mise in viaggio per recarsi frettolosamente alla montagna, in una città di Giudea, ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. Ed avvenne che, appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le balzò nel seno; ed Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo; ed esclamò ad alta voce: «Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo seno. E donde a me la grazia che venga a visitarmi la madre del mio Signore? Ecco, infatti, appena il suono del tuo saluto mi è giunto all'orecchio, il bambino mi è balzato pel giubilo nel seno. E te beata che hai creduto, perché s'adempiranno le cose a te predette dal Signore». E Maria disse: «L'anima mia glorifica il Signore; ed il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore».


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lunedì 29 giugno 2026

SS Pietro e Paolo a Lviv (Ucraina)


Santa Messa letta nel Rito Proprio dominicano Antico alle ore 8:30 presso la Kaplytsya Rozena (a lato della chiesa detta dei Carmelitani) a Lviv, Ucraina.
Celebrante p. Igor Gnius OP.

(photo by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Venit Iesus in partes Cæsaréæ Philippi, et interrogábat discípulos suos, dicens: Quem dicunt hómines esse Fílium hóminis? At illi dixérunt: Alii Ioánnem Baptístam, alii autem Elíam, álii vero Ieremíam aut unum ex Prophétis. Dicit illis Iesus: Vos autem quem me esse dícitis? Respóndens Simon Petrus, dixit: Tu es Christus, Fílius Dei vivi. Respóndens autem Iesus, dixit ei: Beátus es, Simon Bar Iona: quia caro et sanguis non revelávit tibi, sed Pater meus, qui in cœlis est. Et ego dico tibi, quia tu es Petrus, et super hanc petram ædificábo Ecclésiam meam, et portæ ínferi non prævalébunt advérsus eam. Et tibi dabo claves regni cœlórum. Et quodcúmque ligáveris super terram, erit ligátum et in cœlis: et quodcúmque sólveris super terram, erit solútum et in cœlis.

Vangelo di Matteo 16, 13 - 19

Traduzione:

In quel tempo: Gesú, venuto nei dintorni di Cesarea di Filippo, cosí interrogò i suoi discepoli: Gli uomini chi dicono che sia il Figlio dell’uomo? Essi risposero: Alcuni dicono che è Giovanni Battista, altri Elia, altri ancora Geremia o qualche altro profeta. Disse loro Gesú: E voi, chi dite che io sia? Simone Pietro rispose: Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio vivente. E Gesú: Beato sei tu, Simone figlio di Giona, perché non la carne o il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro, e su questa pietra io edificherò la mia Chiesa, e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa. Io darò a te le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra, sarà legato anche nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra, sarà sciolto anche nei cieli.


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domenica 28 giugno 2026

Quinta domenica dopo Pentecoste a Lviv (Ucraina)


Santa Messa letta nel Rito Proprio dominicano Antico alle ore 13:00 presso la Kaplytsya Rozena (a lato della chiesa detta dei Carmelitani) a Lviv, Ucraina.
Celebrante p. Igor Gnius OP.

(photo by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Nisi abundáverit iustítia vestra plus quam scribárum et pharisæórum, non intrábitis in regnum cœlórum. Audístis, quia dictum est antíquis: Non occídes: qui autem occíderit, reus erit iudício. Ego autem dico vobis: quia omnis, qui iráscitur fratri suo, reus erit iudício. Qui autem díxerit fratri suo, raca: reus erit concílio. Qui autem díxerit, fátue: reus erit gehénnæ ignis. Si ergo offers munus tuum ad altáre, et ibi recordátus fúeris, quia frater tuus habet áliquid advérsum te: relínque ibi munus tuum ante altáre et vade prius reconciliári fratri tuo: et tunc véniens ófferes munus tuum.

Vangelo di Matteo 5, 20 - 24

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: Se la vostra giustizia non sarà stata più grande di quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei Cieli. Avete sentito che è stato detto agli antichi: Non uccidere; chi infatti avrà ucciso sarà condannato in giudizio. Ma io vi dico che chiunque si adira col fratello sarà condannato in giudizio. Chi avrà detto a suo fratello: raca, imbecille, sarà condannato nel Sinedrio. E chi gli avrà detto: pazzo; sarà condannato al fuoco della geenna. Se dunque porti la tua offerta all’altare e allora ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia la tua offerta all’altare e va prima a riconciliarti con tuo fratello, e poi, ritornato, fa la tua offerta.




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mercoledì 24 giugno 2026

24 giugno: Natività di san Giovanni Battista


Tintoretto, Natività di san Giovanni Battista, dalla chiesa di San Zaccaria, Venezia.

(photo by Francesco Bianco)




VANGELO

Elísabeth implétum est tempus pariéndi, et péperit fílium. Et audiérunt vicíni et cognáti eius, quia magnificávit Dóminus misericórdiam suam cum illa, et congratulabántur ei. Et factum est in die octávo, venérunt circumcídere púerum, et vocábant eum nómine patris sui Zacharíam. Et respóndens mater eius, dixit: Nequáquam, sed vocábitur Ioánnes. Et dixérunt ad illam: Quia nemo est in cognatióne tua, qui vocátur hoc nómine. Innuébant autem patri eius, quem vellet vocári eum. Et póstulans pugillárem, scripsit, dicens: Ioánnes est nomen eius. Et miráti sunt univérsi. Apértum est autem illico os eius et lingua eius, et loquebátur benedícens Deum. Et factus est timor super omnes vicínos eórum: et super ómnia montána Iudææ divulgabántur ómnia verba hæc: et posuérunt omnes, qui audíerant in corde suo, dicéntes: Quis, putas, puer iste erit? Etenim manus Dómini erat cum illo. Et Zacharías, pater eius, repletus est Spíritu Sancto, et prophetávit, dicens: Benedíctus Dóminus, Deus Israël, quia visitávit et fecit redemptiónem plebis suæ.

Vangelo di Luca 1, 57 - 68

Traduzione:

Si compí il tempo in cui Elisabetta doveva partorire, ed ella partorí un figlio. I vicini e i parenti, avendo udito che il Signore aveva mostrata la sua misericordia verso di lei, se ne congratulavano. Dopo otto giorni, vennero a circoncidere il bambino, e volevano chiamarlo Zaccaria, come suo padre. Ma sua madre intervenne, dicendo: No, invece avrà nome Giovanni. Le replicarono: Non c’è nessuno nel tuo parentado che abbia questo nome. E facevano dei cenni al padre, per sapere come voleva che fosse chiamato. Ed egli chiesta una tavoletta, vi scrisse: il suo nome è Giovanni. E tutti restarono stupefatti. In quel momento la sua bocca si aprí e la sua lingua si sciolse, ed egli parlava benedicendo il Signore. Il timore invase l’intero vicinato, e la fama dell’accaduto si diffuse per tutte le montagne della Giudea. Quanti udivano queste cose, vi riflettevano e andavano dicendo: Che bambino sarà mai questo? Perché la mano del Signore era con lui. E Zaccaria, suo padre, fu ripieno di Spirito Santo, e profetò dicendo: Benedetto sia il Signore Dio d’Israele, perché ha visitato e redendo il suo popolo.


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martedì 23 giugno 2026

23 giugno: Vigilia della Natività di San Giovanni Battista


Domenico Bigordi detto il Ghirlandaio, L'apparizione dell'angelo a Zaccaria, affresco presso la Cappella Tornabuoi in Santa Maria Novella, Firenze.

(photo by Francesco Bianco)




VANGELO

Fuit in diébus Heródis, regis Iudææ, sacérdos quidam nómine Zacharías, de vice Abía, et uxor illíus de filiábus Aaron, et nomen eius Elísabeth. Erant autem iusti ambo ante Deum, incedéntes in ómnibus mandátis et iustificatiónibus Dómini sine queréla, et non erat illis fílius, eo quod esset Elísabeth stérilis, et ambo processíssent in diébus suis. Factum est autem, cum sacerdótio fungerétur in órdine vicis suæ ante Deum, secúndum consuetúdinem sacerdótii, sorte éxiit, ut incénsum póneret, ingréssus in templum Dómini: et omnis multitúdo pópuli erat orans foris hora incénsi. Appáruit autem illi Angelus Dómini, stans a dextris altáris incénsi. Et Zacharias turbátus est, videns, et timor írruit super eum. Ait autem ad illum Angelus: Ne tímeas, Zacharía, quóniam exaudíta est deprecátio tua: et uxor tua Elísabeth páriet tibi fílium, et vocábis nomen eius Ioánnem: et erit gáudium tibi et exsultátio, et multi in nativitáte eius gaudébunt: erit enim magnus coram Dómino: et vinum, et síceram non bibet, et Spíritu Sancto replébitur adhuc ex útero matris suæ: et multos filiórum Israël convértet ad Dóminum, Deum ipsórum: et ipse præcédet ante illum in spíritu et virtúte Elíæ: ut convértat corda patrum in fílios, et incrédulos ad prudéntiam iustórum, paráre Dómino plebem perféctam.

Vangelo di Luca 1, 5 - 17

Traduzione: 

Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l'usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l'offerta dell'incenso. Fuori, tutta l'assemblea del popolo stava pregando nell'ora dell'incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l'angelo gli disse: "Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d'Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto".


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lunedì 22 giugno 2026

22 giugno: san Paolino da Nola


(photo by Alessandro Franzoni)




In breve

Nato a Bordeaux, in Gallia, nel 355 da una famiglia patrizia romana, dove il padre era funzionario imperiale. Istruito dal poeta Ausonio, Paolino venne introdotto nello studio delle lettere e nella magistratura, tanto che già nel 381 era governatore della Campania. Qui entrò in contatto con la storia del martirio di san Felice a tal punto da abbandonare ogni cosa e ritornare verso casa. Durante il viaggio si fermò a Milano per chiedere consiglio a Sant’Ambrogio, il quale lo confermò nella fede e lo spronò a dedicarsi al Signore. Tornato in Patria, sposò Terasia, dalla quale ebbe un figlio che morì dopo soli otto giorni. Per dimenticare questo dolore, si dedicò a un’intensa vita sociale, intrattenendo e coltivando rapporti intellettuali con i maestri del tempo. Ebbe però un problema alla vista, che i medici non riuscivano a curare.

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sabato 20 giugno 2026

20 giugno: san Silverio


(foto dal web)



In breve

Nativo di Frosinone, Silverio, eletto nel 536, è Papa per circa un anno e mezzo. Coinvolto nella guerra tra Bizantini e Goti per il possesso della penisola italica, lotta strenuamente contro le eresie monofisite. Per ordine dell’imperatrice Teodora viene esiliato sull’isola di Ponza, dove muore.


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venerdì 19 giugno 2026

19 giugno: santa Giuliana Falconieri


(photo by Roberto De Albentiis)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis parábolam hanc: Simile erit regnum cœlórum decem virgínibus: quæ, accipiéntes lámpades suas, exiérunt óbviam sponso et sponsæ. Quinque autem ex eis erant fátuæ, et quinque prudéntes: sed quinque fátuæ, accéptis lampádibus, non sumpsérunt óleum secum: prudéntes vero accepérunt óleum in vasis suis cum lampádibus. Horam autem faciénte sponso, dormitavérunt omnes et dormiérunt. Média autem nocte clamor factus est: Ecce, sponsus venit, exíte óbviam ei. Tunc surrexérunt omnes vírgines illæ, et ornavérunt lámpades suas. Fátuæ autem sapiéntibus dixérunt: Date nobis de óleo vestro: quia lámpades nostræ exstinguúntur. Respondérunt prudéntes, dicéntes: Ne forte non suffíciat nobis et vobis, ite pótius ad vendéntes, et émite vobis. Dum autem irent émere, venit sponsus: et quæ parátæ erant, intravérunt cum eo ad núptias, et clausa est iánua. Novíssime vero véniunt et réliquæ vírgines, dicéntes: Dómine, Dómine, aperi nobis. At ille respóndens, ait: Amen, dico vobis, néscio vos. Vigiláte ítaque, quia néscitis diem neque horam.

Vangelo di Matteo 25, 1 - 13

Traduzione:

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo e alla sposa. Ma cinque di esse erano stolte e cinque prudenti. Le cinque stolte, nel prendere le lampade, non presero l'olio con sé; le prudenti, invece, insieme con le lampade presero anche l'olio, nei loro vasi. Tardando a venire lo sposo, si assopirono tutte e si addormentarono. Ma a mezzanotte si udì un clamore: “Ecco viene lo sposo: uscitegli incontro”. Allora tutte le vergini si alzarono e prepararono le loro lampade. E dissero le stolte alle prudenti: “Dateci un po' del vostro olio, poiché le nostre lampade stanno per spegnersi”. Risposero le prudenti dicendo: “Non basterebbe né a noi, né a voi: andate piuttosto dai rivenditori e compratevene”. Mentre esse andavano, giunse lo Sposo; e quelle che erano pronte entrarono con lui alla festa nuziale, e la porta fu chiusa. All'ultimo momento, giunsero anche le altre vergini e dicevano: O Signore, Signore, aprici!". Ma egli rispose: “In verità vi dico: non vi conosco”. Vigilate, dunque, poiché non sapete né il giorno né l'ora».


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giovedì 18 giugno 2026

18 giugno: Sant'Efrem il Siro


Icona raffigurante la La Dormizione di Sant'Efrem il Siro, E.Tzanfournaris (XVI-XVII secolo), Pinacoteca Vaticana.

(foto dal web)




In breve

Sant'Efrem il Siro, morto a Edessa (nell'odierna Turchia) il 9 giugno 373, è stato un diacono, teologo e uno dei più grandi poeti in lingua siriaca del Cristianesimo antico. Soprannominato "Cetra dello Spirito Santo", compose innumerevoli inni, poesie e commentari biblici che univano una profonda dottrina mariana e cristologica a una straordinaria bellezza letteraria; meriti che gli valsero nel 1920 il titolo di Dottore della Chiesa da parte di Papa Benedetto XV, il pontefice della celebre definizione di “inutile strage” riferita alla Prima Guerra Mondiale. La narrazione dettagliata della morte e del funerale di Sant'Efrem il Siro, alla base della codifica dell'iconografia della sua Dormizione, è tradizionalmente attribuita a una fonte agiografica la cui stesura o diffusione originaria è legata a san Gregorio di Nissa: fu proprio lui a pronunciare un famosissimo Panegirico in onore di sant'Efrem, descrivendone le virtù, l'ascesi e il distacco finale dal mondo. 

(da Ars Europa)


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mercoledì 17 giugno 2026

17 giugno: San Ranieri da Pisa


(foto dal web)




In breve

Nacque nel 1118 da Gandulfo Scacceri e Mingarda Buzzacherini. Malgrado gli sforzi dei genitori desiderosi di impartirgli un'educazione rigorosa, visse la giovinezza all'insegna dello svago e del divertimento. Ma a diciannove anni la sua vita cambiò. Fu decisivo l'incontro con Alberto, un eremita proveniente dalla Corsica che si era stabilito nel monastero pisano di San Vito. Scelse quindi di abbracciare in pienezza la fede, tanto da partire per la Terra Santa. A 23 anni decise di vivere in assoluta povertà, liberandosi di tutte le ricchezze per darle ai poveri. Trascorse un lungo periodo presso gli eremiti di Terra Santa vivendo esclusivamente di elemosine. Mangiava due volte alla settimana sottoponendo il suo corpo a grandi sacrifici. Tornato a Pisa nel 1154, circondato dalla fama di santità, vi operò miracoli, così come aveva fatto in Terra Santa. Morì venerdì 17 giugno 1161. Nel 1632 venne eletto patrono principale della diocesi e della città di Pisa.


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lunedì 15 giugno 2026

15 giugno: SS Vito, Modesto e Crescenzia


(photo by Alessandro Franzoni)




In breve

Vito, detto anche Guido, apparteneva a un'illustre famiglia siciliana. Suo padre, a sua insaputa, lo aveva battezzato e lo consegnò al giudice Valeriano perché fosse flagellato.
Le preghiere del Santo gli procurarono la guarigione, ma non lo convertirono. Vito fu poi salvato dalla crudeltà del padre da Modesto, suo precettore, e Crescentia, sua nutrice, che lo portarono in un'altra regione. Lì, la sua santità brillò così intensamente che Diocleziano si rivolse a lui per liberare il figlio, tormentato dal demonio. Guido lo guarì, ma l'ingrato principe, incapace di indurre questo Santo al culto di falsi dèi, lo fece arrestare insieme a Modesto e Crescentia. Furono immersi in un calderone di piombo fuso e resina ardente e le loro membra furono distese su una ruota. Dopo averli messi alla prova come oro nella fornace, Dio li liberò da tutte queste sofferenze e li colmò di gioia, riservando loro un posto d'onore al banchetto celeste.
Morirono nel 303.


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domenica 14 giugno 2026

Terza domenica dopo Pentecoste a Venezia


Santa Messa letta alle ore 11:00 presso la chiesa di san Simon Piccolo a Venezia (fronte stazione ferroviaria).
Celebrante don Joseph Kramer FSSP.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Erant appropinquántes ad Iesum publicáni et peccatóres, ut audírent illum. Et murmurábant pharisǽi et scribæ, dicéntes: Quia hic peccatóres recipit et mandúcat cum illis. Et ait ad illos parábolam istam, dicens: Quis ex vobis homo, qui habet centum oves: et si perdíderit unam ex illis, nonne dimíttit nonagínta novem in desérto, et vadit ad illam, quæ períerat, donec invéniat eam? Et cum invénerit eam, impónit in húmeros suos gaudens: et véniens domum, cónvocat amícos et vicínos, dicens illis: Congratulámini mihi, quia invéni ovem meam, quæ períerat? Dico vobis, quod ita gáudium erit in cœlo super uno peccatóre pœniténtiam agénte, quam super nonagínta novem iustis, qui non índigent pœniténtia. Aut quæ múlier habens drachmas decem, si perdíderit drachmam unam, nonne accéndit lucérnam, et evérrit domum, et quærit diligénter, donec invéniat? Et cum invénerit, cónvocat amícas et vicínas, dicens: Congratulámini mihi, quia invéni drachmam, quam perdíderam? Ita dico vobis: gáudium erit coram Angelis Dei super uno peccatóre pœniténtiam agénte.

Vangelo di Luca 15, 1 - 10

Traduzione:

In quel tempo: Si erano accostati a Gesú pubblicani e peccatori per ascoltarlo. E scribi e farisei mormoravano, dicendo: Riceve i peccatori e mangia con essi. Allora egli disse questa parabola: Chi di voi, avendo cento pecore, perdutane una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella smarrita finché la ritrova? E ritrovatala, non la pone contento sulle spalle e, tornato a casa, raduna amici e vicini, dicendo loro: Congratulatevi con me, perché ho ritrovata la pecora che si era smarrita? Io vi dico che in cielo vi sarà piú gioia per un peccatore che fa penitenza, che non per novantanove giusti che non hanno bisogno di penitenza. E qual è quella donna che, avendo dieci dracme, se ne avrà perduta una, non accende la lucerna e non spazza tutta la casa e non cerca diligentemente finché non la ritrova? E appena l’avrà ritrovata non chiama le amiche e le vicine, dicendo loro: Congratulatevi con me, perché ho ritrovata la dracma che avevo perduta? Io vi dico che vi sarà un grande gàudio tra gli Angeli di Dio per un peccatore che fa penitenza.




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