domenica 30 maggio 2021

Domenica della Santissima Trinità a Padova


Santa Messa cantata alle ore 11:00 presso la chiesa di San Canziano in centro a Padova, nelle vicinanze di piazza delle Erbe.
Celebrante mons S.Zorzi.

(photo and video by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Data est mihi omnis potéstas in cœlo et in terra. Eúntes ergo docéte omnes gentes, baptizántes eos in nómine Patris, et Fílii, et Spíritus Sancti: docéntes eos serváre ómnia, quæcúmque mandávi vobis. Et ecce, ego vobíscum sum ómnibus diébus usque ad consummatiónem sǽculi.

(Vangelo secondo Matteo 28, 18 - 20)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: Mi è dato ogni potere in cielo e in terra. Andate, dunque, e istruite tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo, e insegnando loro ad osservare tutto quello che vi ho comandato. Ed ecco che io sarò con voi tutti i giorni fino alla consumazione dei secoli.


Omelia:





venerdì 28 maggio 2021

28 maggio: SS Emilio, Felice, Priamo e Luciano (Bosa)


I SS Emilio e Priamo, Altar Maggiore (XVII sec) dalla Cattedrale di Bosa (Oristano).

(photo by Sardinia Sacra)




Dal Martirologio:

In Sardegna i santi Martiri Emilio, Felice, Priamo e Luciano, i quali, combattendo per Cristo, furono da lui gloriosamente coronati". Sant'Emilio (prete) e san Priamo sono i Patroni principali della Diocesi di Bosa (Oristano).


giovedì 27 maggio 2021

Un'altra finestra sul (buio?) Medioevo.. (n.23)


(photo by Alex Sheriman)




Per saperne di più

La chiesa campestre di Santa Cristina si trova nel comune di Sant'Anatolia di Narco (Perugia). Nella parete absidale si conservano un affresco dell’Eterno benedicente in una mandorla di teste cherubiche sorretta da due angeli e l’altare originario in pietra.
Le pareti laterali conservano una interessante decorazione pittorica dei secoli XIV, XV e XVI, che ricopre gran parte della muratura e dove spiccano numerosi votivi di artisti ambulanti che transitavano per la Valnerina, compreso lo stesso Giovanni di Pietro detto lo Spagna.
Tra le numerose opere spiccano il Giudizio Universale con le anime dei purganti e dei beati e la porta d’ingresso del Paradiso vigilata da San Pietro con in mano le chiavi, episodi della vita di Santa Cristina e due immagini di scampato pericolo di naufragio di una nave.



mercoledì 26 maggio 2021

26 maggio: san Filippo Neri


(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Sint lumbi vestri præcíncti, et lucérna ardéntes in mánibus vestris, et vos similes homínibus exspectántibus dóminum suum, quando revertátur a núptiis: ut, cum vénerit et pulsáverit, conféstim apériant ei. Beáti servi illi, quos, cum vénerit dóminus, invénerit vigilántes: amen, dico vobis, quod præcínget se, et fáciet illos discúmbere, et tránsiens ministrábit illis. Et si vénerit in secúnda vigília, et si in tértia vigília vénerit, et ita invénerit, beáti sunt servi illi. Hoc autem scitóte, quóniam, si sciret paterfamílias, qua hora fur veníret, vigiláret útique, et non síneret pérfodi domum suam. Et vos estóte paráti, quia, qua hora non putátis, Fílius hóminis véniet.

(Vangelo secondo Luca 12, 35 - 40)

Traduzione:

In quel tempo: Disse Gesù ai suoi discepoli: «I vostri fianchi sian cinti ed accese nelle vostre mani le lucerne, come coloro che aspettano il loro padrone quando torni da nozze, per aprirgli appena giunge e picchia. Beati quei servi che il padrone, arrivando, troverà desti. In verità vi dico, che, cintosi, li farà sedere a tavola e si metterà a servirli. E se giungerà alla seconda vigilia e se giungerà alla terza vigilia e li troverà così, beati loro! Sappiate pero che se il padrone conoscesse in qual ora viene il ladro, veglierebbe senza dubbio, e non si lascerebbe sfondare la casa. E anche voi tenetevi pronti, perché, nell'ora che non pensate, verrà il Figlio dell'uomo.

domenica 23 maggio 2021

Pentecoste a Padova


Santa Messa cantata alle ore 11:30 presso la chiesa di San Benedetto Vecchio, sulla omonima riviera, a Padova.
Celebrante mons S.Zorzi.
E' intervenuta la Schola Cantorum "Santa Cecilia" della Rettoria di San Canziano in Padova.

(photo and video by Alessandro Franzoni)


https://www.instagram.com/p/CPOM8Zhrdfn/




Introduzione musicale (F.Coueprin):



Introito (Spiritus Domini):



Alleluja:



VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Si quis díligit me, sermónem meum servábit, et Pater meus díliget eum, et ad eum veniémus et mansiónem apud eum faciémus: qui non díligit me, sermónes meos non servat. Et sermónem quem audístis, non est meus: sed eius, qui misit me, Patris. Hæc locútus sum vobis, apud vos manens. Paráclitus autem Spíritus Sanctus, quem mittet Pater in nómine meo, ille vos docébit ómnia et súggeret vobis ómnia, quæcúmque díxero vobis. Pacem relínquo vobis, pacem meam do vobis: non quómodo mundus dat, ego do vobis. Non turbétur cor vestrum neque formídet. Audístis, quia ego dixi vobis: Vado et vénio ad vos. Si diligerétis me, gauderétis útique, quia vado ad Patrem: quia Pater maior me est. Et nunc dixi vobis, priúsquam fiat: ut, cum factum fúerit, credátis. Iam non multa loquar vobíscum. Venit enim princeps mundi huius, et in me non habet quidquam. Sed ut cognóscat mundus, quia díligo Patrem, et sicut mandátum dedit mihi Pater, sic fácio.

(Vangelo secondo Giovanni 14, 23 - 31)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: Chiunque mi ama osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e verremo da lui, e faremo dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole. E la parola che udiste non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Queste cose vi ho detto mentre vivevo con voi. Il Paràclito, poi, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel nome mio, insegnerà a voi ogni cosa, e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. Vi lascio la pace, vi dò la mia pace: ve la dò non come la dà il mondo. Non si turbi il vostro cuore, né si impaurisca. Avete udito che vi ho detto: Vado e vengo a voi. Se voi mi amaste, vi rallegrereste certamente che io vado al Padre, perché il Padre è maggiore di me. Ve l’ho detto adesso, prima che succeda: affinché quando ciò sia avvenuto crediate. Non parlerò ancora molto con voi. Viene il príncipe di questo mondo e non ha alcun potere su di me; ma bisogna che il mondo sappia che amo il Padre e agisco conformemente al mandato che il Padre mi ha dato.


Omelia:



Offertorio (Confirma hoc):





Elevazioni (D.Zipoli):



Communio (Factus est repente):



Durante la Comunione:



sabato 22 maggio 2021

22 maggio: san Folco



Processione del Santo a Santopadre (Frosinone).

(foto dal web)




In breve

San Folco è vissuto nel VII secolo. Egli nacque in un paese dell'Inghilterra e fu pellegrino a Gerusalemme e in altri luoghi Santi, insieme ad altri suoi coetanei, Bernardo, Arduino e Gerardo. Al ritorno dal viaggio in Terra Santa, Folco ed i suoi compagni si fermarono sul Gargano, per visitare la Grotta di San Michele. Giunto nel Nord del Ducato di Benevento (attuale Basso Lazio), san Folco si fermò a “Amnen” (oggi Santopadre, in provincia di Frosinone) dove trascorse il resto della sua vita, dedicandosi alla preghiera e assistendo gli ammalati dell'ospedale posto poco fuori le mura del paese. Alla sua morte, avvenuta verso la fine del VII secolo, fu seppellito presso quell'ospedale.
Quando però l'ospedale fu distrutto venne cancellata anche ogni memoria sul pellegrino inglese.
Narra allora la leggenda che san Folco apparve un giorno ad un infermo e, indicatogli il luogo della sua sepoltura, gli ordinò di procedere alla traslazione delle sue reliquie. Così il corpo del santo, riesumato, venne posto in un reliquiario e traslato nella chiesa a lui dedicata.
Il suo culto venne approvato da papa Gregorio XIII, fissandone la festa al 22 maggio.

mercoledì 19 maggio 2021

19 maggio: san Celestino V


Giulio Cesare Bedeschi, Celestino V, Museo Nazionale d'Abruzzo, L'Aquila.

(photo by Wikipedia)




In breve

San Celestino V, nato in un'umile famiglia contadina dell'Italia meridionale (in Molise, negli Abruzzi o in Campania, a seconda delle diverse biografie), entrò molto giovane in un monastero benedettino e si recò poi a Roma a studiare da sacerdote, quando decise di ritirarsi in ascesi e in eremitaggio sul Monte Morrone, vicino Sulmona, e, poi, sui monti della Maiella.
Nonostante il desiderio di solitudine, raccolse attorno a sè numerosi seguaci, che pensò di riunire in un nuovo ordine religioso che seguisse la regola benedettina, e per cui richiese l'approvazione al Papa Beato Gregorio X, che, in segno di gratitudine e benevolenza, fece celebrare a lui la Messa davanti a tutti i Padri riuniti nel Concilio di Lione II (1274).
Ritiratosi in seguito e a lungo ad una solitudine ancora più radicale, venne inaspettatamente eletto Papa nel Conclave del 1293, che si tenne nella Città di Perugia; dopo aver accettato con estrema riluttanza e dopo essere stato consacrato nella Città di L'Aquila, uno dei suoi primi atti di governo fu l'emissione della Bolla del Perdono e l'istituzione della Perdonanza, anticipazione del Giubileo che si celebra a L'Aquila ancora oggi ogni anno (festa, 29 agosto).
Oberato dalle incombenze e ritenendosi del tutto incapace e inadeguato, decise di abdicare dopo alcuni mesi e di ritirarsi nuovamente a vita ascetica, morendo due anni dopo (secondo la tradizione, dopo aver celebrato un'ultima volta la Santa Messa).
Molto venerato dal popolo, fu canonizzato da Papa Clemente V nel 1313 e le sue spoglie vennero in seguito solennemente traslate nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L'Aquila, dove era stato consacrato Papa e dove aveva ordinato che venisse celebrata la Perdonanza.

domenica 16 maggio 2021

Domenica dopo l'Ascensione di NSGC a Padova


Santa Messa cantata alle ore 11:00 presso la chiesa di San Canziano in centro a Padova, nelle vicinanze di piazza delle Erbe.
Celebrante mons S.Zorzi.
E' intervenuta la Schola Cantorum "Santa Cecilia" della Rettoria.
All'harmonium il m. P.Merz.

(photo and video by Alessandro Franzoni)






Introduzione musicale (J.S.Bach):



Introito (Exaudi Domine):



Alleluja:



VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Cum vénerit Paráclitus, quem ego mittam vobis a Patre, Spíritum veritátis, qui a Patre procédit, ille testimónium perhibébit de me: et vos testimónium perhibébitis, quia ab inítio mecum estis. Hæc locútus sum vobis, ut non scandalizémini. Absque synagógis fácient vos: sed venit hora, ut omnis, qui intérficit vos, arbitrétur obséquium se præstáre Deo. Et hæc fácient vobis, quia non novérunt Patrem neque me. Sed hæc locútus sum vobis: ut, cum vénerit hora eórum, reminiscámini, quia ego dixi vobis.

(Vangelo secondo Giovanni 15, 26-27 e 16, 1-4)

Traduzione:

In quel tempo: Disse Gesù ai suoi discepoli: Quando verrà il Paraclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità, che procede dal Padre, Egli renderà testimonianza di me: e anche voi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin da principio. ho detto a voi queste cose, affinché non siate scandalizzati. Vi cacceranno dalle sinagoghe: anzi, verrà tempo che chi vi ucciderà crederà di rendere onore a Dio. E vi tratteranno così, perché non hanno conosciuto né il Padre, né me. Ma vi ho dette queste cose, affinché, venuto quel tempo, vi ricordiate che ve le ho predette.


Omelia:



Offertorio (Ascendit Deus):



Durante la Comunione (Lodate Dio):





venerdì 14 maggio 2021

14 maggio: SS Vittore e Corona


(foto dal web)




In breve

Santi Vittore e Corona di Damasco (+ 168/170/171 circa ?), Martiri e Patroni di Osimo, Compatroni di Ancona.
Nonostante la passata diffusione del loro culto, si sa poco di loro; Vittore era un legionario, della Cilicia, della Siria o del Lazio, che non rinnegava la sua fede cristiana, e che per questo fu condannato ad un lungo e penoso martirio.
Davanti a quelle sofferenze eroicamente sopportate, Corona, giovane moglie di un commilitone di Vittore, si proclamò anch'essa cristiana, venendo subito arrestata e squartata; Vittore fu infine decapitato, e dal loro corpo sgorgò miracolosamente sangue misto a latte, e questo prodigio ispirò la conversione di molti spettatori pagani.
Uccisi in Siria, a Damasco, le loro reliquie, a causa della popolarità del loro culto, che ne fece due dei santi più venerati della Cristianità, vennero traslate in molte città italiane, tra le quali si segnala Feltre; sono i Patroni di Osimo e Castelfidardo, città che li onora con pubbliche feste patronali (che prevedevano, ad Osimo, una popolare fiera e un torneo cavalleresco).

martedì 11 maggio 2021

11 maggio: SS Filippo e Giacomo


(foto dal Web)


VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Non turbátur cor vestrum. Creditis in Deum, et in me crédite. In domo Patris mei mansiónes multæ sunt. Si quo minus, dixíssem vobis: Quia vado paráre vobis locum. Et si abíero et præparávero vobis locum: íterum vénio et accípiam vos ad meípsum, ut, ubi sum ego, et vos sitis. Et quo ego vado, scitis, et viam scitis. Dicit ei Thomas: Dómine, nescímus, quo vadis: et quómodo póssumus viam scire? Dicit ei Iesus: Ego sum via et véritas et vita; nemo venit ad Patrem nisi per me. Si cognovissétis me, et Patrem meum útique cognovissétis: et ámodo cognoscátis eum, et vidístis eum. Dicit ei Philíppus: Dómine, osténde nobis Patrem, et sufficit nobis. Dicit ei Iesus: Tanto témpore vobíscum sum, et non cognovístis me? Philíppe, qui videt me, videt et Patrem. Quómodo tu dicis: Osténde nobis Patrem? Non créditis, quia ego in Patre, et Pater in me est? Verba, quæ ego loquor vobis, a meípso non loquor. Pater autem in me manens, ipse facit ópera. Non créditis, quia ego in Patre, et Pater in me est? Alióquin propter ópera ipsa crédite. Amen, amen, dico vobis, qui credit in me, ópera, quæ ego facio, et ipse fáciet, et maióra horum fáciet: quia ego ad Patrem vado. Et quodcúmque petiéritis Patrem in nómine meo, hoc fáciam.

(Vangelo secondo Giovanni 14, 1 - 13)

Traduzione:

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Non si turbi il vostro cuore. Credete in Dio ed anche in me. Nella casa di mio Padre ci son molte dimore. Se così non fosse ve l'avrei detto; infatti io vado a preparare un posto per voi. E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, verrò di nuovo a prendervi con me, affinché dove sono io siate anche voi! E del luogo, ove io vado, voi ben conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai, e come possiamo saperne la strada?». Gesù rispose: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno può andare al Padre se non per me. Se aveste conosciuto me, conoscereste pure il Padre; ma d'ora in poi lo conoscete e lo vedete». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». E Gesù a lui: «Da tanto tempo sono con voi, e ancora non mi conosci, o Filippo? Chi vede me vede anche il Padre. Come puoi dire dunque "Mostraci il Padre?". Non credete dunque che io sono nel Padre e il Padre in me? Le parole che vi dico non le dico da me: ma il Padre che è in me, è lui che agisce. Credete in me: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro credetelo per le stesse opere. In verità , in verità vi dico: Chi crede in me compirà anche lui le opere che io faccio e ne farà di maggiori, perché io vado al Padre. E qualunque cosa domanderete al Padre in nome mio, la farò».

domenica 9 maggio 2021

Quinta domenica dopo Pasqua a Padova


Santa Messa cantata alle ore 11:00 presso la chiesa di San Canziano in centro a Padova, nelle vicinanze di piazza delle Erbe.
Celebrante mons S.Zorzi.
E' intervenuta la Schola Cantorum "Santa Cecilia" della Rettorìa.

(photo and video by Alessandro Franzoni)






Introito (Vocem iucunditatis):



Alleluja:



VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Amen, amen, dico vobis: si quid petiéritis Patrem in nómine meo, dabit vobis. Usque modo non petístis quidquam in nómine meo: Pétite, et accipiétis, ut gáudium vestrum sit plenum. Hæc in provérbiis locútus sum vobis. Venit hora, cum iam non in provérbiis loquar vobis, sed palam de Patre annuntiábo vobis. In illo die in nómine meo petétis: et non dico vobis, quia ego rogábo Patrem de vobis: ipse enim Pater amat vos, quia vos me amástis, et credidístis quia ego a Deo exívi. Exívi a Patre et veni in mundum: íterum relínquo mundum et vado ad Patrem. Dicunt ei discípuli eius: Ecce, nunc palam loquéris et provérbium nullum dicis. Nunc scimus, quia scis ómnia et non opus est tibi, ut quis te intérroget: in hoc crédimus, quia a Deo exísti.

(Vangelo secondo Giovanni 16, 23 - 30)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: In verità, in verità vi dico: qualunque cosa domanderete al Padre nel mio nome, ve la concederà. Fino adesso non avete chiesto nulla nel mio nome: chiedete, e otterrete, affinché il vostro gaudio sia completo. Vi ho detto queste cose per mezzo di parabole. Ma viene il tempo che non vi parlerò più per mezzo di parabole, ma vi parlerò apertamente del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome, e non vi dico che io pregherò il Padre per voi: poiché lo stesso Padre vi ama perché avete amato me e avete creduto che sono uscito da Dio. Uscii dal Padre e venni nel mondo: ed ora lascio il mondo e torno al Padre. Gli dicono i suoi discepoli: Ecco che ora parli chiaramente e senza parabole. Adesso conosciamo che tu sai tutto, e non hai bisogno che alcuno ti interroghi: per questo crediamo che tu sei venuto da Dio.


Omelia:



Offertorio (Benedicite gentes):



Communio (Cantate Domino alleluja):



mercoledì 5 maggio 2021

5 maggio: san Pio V


San Pio V Pontefice Massimo, G.Gasparro, olio su tela.

(photo credits by G.Gasparro: http://www.giovannigasparro.com/sp.php?p=838)


VANGELO

In illo témpore: Venit Iesus in partes Cæsaréæ Philíppi, et interrogábat discípulos suos, dicens: Quem dicunt hómines esse Fílium hóminis? At illi dixérunt: Alii Ioánnem Baptístam, alii autem Elíam, alii vero Ieremíam aut unum ex prophétis. Dicit illis Iesus: Vos autem quem me esse dícitis? Respóndens Simon Petrus, dixit: Tu es Christus, Fílius Dei vivi. Respóndens autem Iesus, dixit ei: Beátus es, Simon Bar Iona: quia caro et sanguis non revelávit tibi, sed Pater meus, qui in cœlis est. Et ego dico tibi, quia tu es Petrus, et super hanc petram ædificábo Ecclésiam meam, et portæ ínferi non prævalébunt advérsus eam. Et tibi dabo claves regni cœlórum. Et quodcúmque ligáveris super terram, erit ligátum et in cœlis: et quodcúmque sólveris super terram, erit solútum et in cœlis.

(Vangelo secondo Matteo 16, 13 - 19)

Traduzione:

In quel tempo, Gesù, venuto nella zona di Cesarea di Filippo, interrogava i suoi discepoli: «Chi dicono che sia il Figlio dell'uomo?». Ed essi risposero: «Alcuni Giovanni il. Battista, altri Elia, altri ancora Geremia, o uno dei profeti». Disse loro Gesù: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù, in risposta, gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, poiché non la carne e il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io dico a te che tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. E ti darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato anche nei cieli, e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra sarà sciolto anche nei cieli».

lunedì 3 maggio 2021

3 maggio: sant'Orso (Vicenza)


(photo and video by Alessandro Franzoni)




Agiografia

Si racconta che Orso, un pellegrino di origine francese vissuto al tempo di Carlo Magno, giunge in cammino sul Summano, mandato da papa Adriano I per espiare gravi peccati e qui, morendo lungo il sentiero, riceve la vera luce e il perdono delle gravi colpe.
L’agiografia medievale di questo santo è davvero favolosa: sin dall’infanzia, Orso è segnato da una terribile profezia che lo vuole uccisore del proprio padre. Per sfuggire a tale destino, il soldato carolingio abbandona il proprio paese natale e, grazie alle straordinarie abilità cavalleresche, conquista il cuore della figlia del re di Dalmazia. Dopo il matrimonio, Orso sale al trono e diventa condottiero di un potente esercito. Un giorno, rientrando a casa, dopo una campagna militare, sorprende la moglie in atteggiamento confidenziale con uno sconosciuto e, accecato dalla gelosia, colpisce entrambi a morte. Il presunto spasimante si rivela poi suo padre, arrivato da lontano per riabbracciarlo, dopo tanti anni di assenza!
Da qui inizia il suo estenuante pellegrinaggio di espiazione, terminato poi sotto le pendici del monte Summano, dove si placano miracolosamente tutti i suoi tormenti. Il viaggio sarebbe durato ben dodici anni, numero che ricorda le fatiche di Ercole. Le spoglie mortali del re franco-dalmata diedero poi origine al tempio di Sant’Orso, posto in un punto ben in vista che domina la pianura circostante, lungo il sentiero in ascesa che conduce i pellegrini verso il celebre santuario della Madonna del Summano.


INNO A SANT'ORSO



Salzena, laetis excipe
Magnum Patronum vocibus:
Adest daturus Ursium
Nostris salutem casibus.

Quem Diva Summani potens
Longinquo ab orbe suscitat;
Tibique, functum plurimo Labore,
Patrem dedicat.

Natalis illum Gallia,
Certantque habere Dalmatae:
Summos honores Ursius,
Et cara linquit omnia.

O praeses, nostrum decus!
Tu vocari nomine
Tellus virique gaudeant,
Et vota in annos solvere.

Per te ingruentis grandinis
Eurique cessat impetus:
Morbi fugantur: innocens
Lupa inter agnas accubat.

Per te profusis arida
Arva irrigantur imbribus:
Lanae atque lactis copia,
Plenaque fruges affluunt.

Te rite fulmen vindici
Manu Tonantis eripis;
Qui mox reducens iridem,
Sinu dolentes suscipit.

Tuo abdicamus munere
Vitae profanae gaudia:
Fractisque ovantes hostibus,
Regno potimur Coelitum.

Summo Parenti gloria,
Natoque, et almo flamini;
Qui promerentem fulgidis
Stellis coronant Ursium.

Amen.

domenica 2 maggio 2021

Quarta domenica dopo Pasqua a Padova


Santa Messa cantata alle ore 11:00 presso la chiesa di San Canziano in centro a Padova, nelle vicinanze di piazza delle Erbe.
Celebrante mons S.Zorzi.
Cantore A.Franzoni.

(photo by Alessandro Franzoni)
 



Introito (Cantate Domino):





VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Vado ad eum, qui misit me: et nemo ex vobis intérrogat me: Quo vadis? Sed quia hæc locútus sum vobis, tristítia implévit cor vestrum. Sed ego veritátem dico vobis: expédit vobis, ut ego vadam: si enim non abíero, Paráclitus non véniet ad vos: si autem abíero, mittam eum ad vos. Et cum vénerit ille. árguet mundum de peccáto et de iustítia et de iudício. De peccáto quidem, quia non credidérunt in me: de iustítia vero, quia ad Patrem vado, et iam non vidébitis me: de iudício autem, quia princeps huius mundi iam iudicátus est. Adhuc multa hábeo vobis dícere: sed non potéstis portáre modo. Cum autem vénerit ille Spíritus veritátis, docébit vos omnem veritátem. Non enim loquétur a semetípso: sed quæcúmque áudiet, loquétur, et quæ ventúra sunt, annuntiábit vobis. Ille me clarificábit: quia de meo accípiet et annuntiábit vobis.

(Vangelo secondo Giovanni 16, 5 - 14)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: Vado a Colui che mi ha mandato, e nessuno di voi mi domanda: Dove vai? Ma perché vi ho dette queste cose, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico il vero: è necessario per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito, ma quando me ne sarò andato ve lo manderò. E venendo, Egli convincerà il mondo riguardo al peccato, riguardo alla giustizia e riguardo al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché io vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il príncipe di questo mondo è già condannato. Molte cose ho ancora da dirvi: ma adesso non ne siete capaci. Venuto però lo Spirito di verità, vi insegnerà tutte le verità. Egli infatti non vi parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito: vi annunzierà quello che ha da venire, e mi glorificherà, perché vi annunzierà ciò che riceverà da me.


Omelia:



Durante la Comunione:



Antifona finale alla Beta Vergine Maria: