domenica 16 maggio 2021

Domenica dopo l'Ascensione di NSGC a Padova


Santa Messa cantata alle ore 11:00 presso la chiesa di San Canziano in centro a Padova, nelle vicinanze di piazza delle Erbe.
Celebrante mons S.Zorzi.
E' intervenuta la Schola Cantorum "Santa Cecilia" della Rettoria.
All'harmonium il m. P.Merz.

(photo and video by Alessandro Franzoni)






Introduzione musicale (J.S.Bach):



Introito (Exaudi Domine):



VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Cum vénerit Paráclitus, quem ego mittam vobis a Patre, Spíritum veritátis, qui a Patre procédit, ille testimónium perhibébit de me: et vos testimónium perhibébitis, quia ab inítio mecum estis. Hæc locútus sum vobis, ut non scandalizémini. Absque synagógis fácient vos: sed venit hora, ut omnis, qui intérficit vos, arbitrétur obséquium se præstáre Deo. Et hæc fácient vobis, quia non novérunt Patrem neque me. Sed hæc locútus sum vobis: ut, cum vénerit hora eórum, reminiscámini, quia ego dixi vobis.

(Vangelo secondo Giovanni 15, 26-27 e 16, 1-4)

Traduzione:

In quel tempo: Disse Gesù ai suoi discepoli: Quando verrà il Paraclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità, che procede dal Padre, Egli renderà testimonianza di me: e anche voi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin da principio. ho detto a voi queste cose, affinché non siate scandalizzati. Vi cacceranno dalle sinagoghe: anzi, verrà tempo che chi vi ucciderà crederà di rendere onore a Dio. E vi tratteranno così, perché non hanno conosciuto né il Padre, né me. Ma vi ho dette queste cose, affinché, venuto quel tempo, vi ricordiate che ve le ho predette.




venerdì 14 maggio 2021

14 maggio: SS Vittore e Corona


(foto dal web)




In breve

Santi Vittore e Corona di Damasco (+ 168/170/171 circa ?), Martiri e Patroni di Osimo, Compatroni di Ancona.
Nonostante la passata diffusione del loro culto, si sa poco di loro; Vittore era un legionario, della Cilicia, della Siria o del Lazio, che non rinnegava la sua fede cristiana, e che per questo fu condannato ad un lungo e penoso martirio.
Davanti a quelle sofferenze eroicamente sopportate, Corona, giovane moglie di un commilitone di Vittore, si proclamò anch'essa cristiana, venendo subito arrestata e squartata; Vittore fu infine decapitato, e dal loro corpo sgorgò miracolosamente sangue misto a latte, e questo prodigio ispirò la conversione di molti spettatori pagani.
Uccisi in Siria, a Damasco, le loro reliquie, a causa della popolarità del loro culto, che ne fece due dei santi più venerati della Cristianità, vennero traslate in molte città italiane, tra le quali si segnala Feltre; sono i Patroni di Osimo e Castelfidardo, città che li onora con pubbliche feste patronali (che prevedevano, ad Osimo, una popolare fiera e un torneo cavalleresco).

martedì 11 maggio 2021

11 maggio: SS Filippo e Giacomo


(foto dal Web)


VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Non turbátur cor vestrum. Creditis in Deum, et in me crédite. In domo Patris mei mansiónes multæ sunt. Si quo minus, dixíssem vobis: Quia vado paráre vobis locum. Et si abíero et præparávero vobis locum: íterum vénio et accípiam vos ad meípsum, ut, ubi sum ego, et vos sitis. Et quo ego vado, scitis, et viam scitis. Dicit ei Thomas: Dómine, nescímus, quo vadis: et quómodo póssumus viam scire? Dicit ei Iesus: Ego sum via et véritas et vita; nemo venit ad Patrem nisi per me. Si cognovissétis me, et Patrem meum útique cognovissétis: et ámodo cognoscátis eum, et vidístis eum. Dicit ei Philíppus: Dómine, osténde nobis Patrem, et sufficit nobis. Dicit ei Iesus: Tanto témpore vobíscum sum, et non cognovístis me? Philíppe, qui videt me, videt et Patrem. Quómodo tu dicis: Osténde nobis Patrem? Non créditis, quia ego in Patre, et Pater in me est? Verba, quæ ego loquor vobis, a meípso non loquor. Pater autem in me manens, ipse facit ópera. Non créditis, quia ego in Patre, et Pater in me est? Alióquin propter ópera ipsa crédite. Amen, amen, dico vobis, qui credit in me, ópera, quæ ego facio, et ipse fáciet, et maióra horum fáciet: quia ego ad Patrem vado. Et quodcúmque petiéritis Patrem in nómine meo, hoc fáciam.

(Vangelo secondo Giovanni 14, 1 - 13)

Traduzione:

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Non si turbi il vostro cuore. Credete in Dio ed anche in me. Nella casa di mio Padre ci son molte dimore. Se così non fosse ve l'avrei detto; infatti io vado a preparare un posto per voi. E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, verrò di nuovo a prendervi con me, affinché dove sono io siate anche voi! E del luogo, ove io vado, voi ben conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai, e come possiamo saperne la strada?». Gesù rispose: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno può andare al Padre se non per me. Se aveste conosciuto me, conoscereste pure il Padre; ma d'ora in poi lo conoscete e lo vedete». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». E Gesù a lui: «Da tanto tempo sono con voi, e ancora non mi conosci, o Filippo? Chi vede me vede anche il Padre. Come puoi dire dunque "Mostraci il Padre?". Non credete dunque che io sono nel Padre e il Padre in me? Le parole che vi dico non le dico da me: ma il Padre che è in me, è lui che agisce. Credete in me: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro credetelo per le stesse opere. In verità , in verità vi dico: Chi crede in me compirà anche lui le opere che io faccio e ne farà di maggiori, perché io vado al Padre. E qualunque cosa domanderete al Padre in nome mio, la farò».

domenica 9 maggio 2021

Quinta domenica dopo Pasqua a Padova


Santa Messa cantata alle ore 11:00 presso la chiesa di San Canziano in centro a Padova, nelle vicinanze di piazza delle Erbe.
Celebrante mons S.Zorzi.
E' intervenuta la Schola Cantorum "Santa Cecilia" della Rettorìa.

(photo and video by Alessandro Franzoni)






Introito (Vocem iucunditatis):



Alleluja:



VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Amen, amen, dico vobis: si quid petiéritis Patrem in nómine meo, dabit vobis. Usque modo non petístis quidquam in nómine meo: Pétite, et accipiétis, ut gáudium vestrum sit plenum. Hæc in provérbiis locútus sum vobis. Venit hora, cum iam non in provérbiis loquar vobis, sed palam de Patre annuntiábo vobis. In illo die in nómine meo petétis: et non dico vobis, quia ego rogábo Patrem de vobis: ipse enim Pater amat vos, quia vos me amástis, et credidístis quia ego a Deo exívi. Exívi a Patre et veni in mundum: íterum relínquo mundum et vado ad Patrem. Dicunt ei discípuli eius: Ecce, nunc palam loquéris et provérbium nullum dicis. Nunc scimus, quia scis ómnia et non opus est tibi, ut quis te intérroget: in hoc crédimus, quia a Deo exísti.

(Vangelo secondo Giovanni 16, 23 - 30)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: In verità, in verità vi dico: qualunque cosa domanderete al Padre nel mio nome, ve la concederà. Fino adesso non avete chiesto nulla nel mio nome: chiedete, e otterrete, affinché il vostro gaudio sia completo. Vi ho detto queste cose per mezzo di parabole. Ma viene il tempo che non vi parlerò più per mezzo di parabole, ma vi parlerò apertamente del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome, e non vi dico che io pregherò il Padre per voi: poiché lo stesso Padre vi ama perché avete amato me e avete creduto che sono uscito da Dio. Uscii dal Padre e venni nel mondo: ed ora lascio il mondo e torno al Padre. Gli dicono i suoi discepoli: Ecco che ora parli chiaramente e senza parabole. Adesso conosciamo che tu sai tutto, e non hai bisogno che alcuno ti interroghi: per questo crediamo che tu sei venuto da Dio.


Omelia:



Offertorio (Benedicite gentes):



Communio (Cantate Domino alleluja):



mercoledì 5 maggio 2021

5 maggio: san Pio V


San Pio V Pontefice Massimo, G.Gasparro, olio su tela.

(photo credits by G.Gasparro: http://www.giovannigasparro.com/sp.php?p=838)


VANGELO

In illo témpore: Venit Iesus in partes Cæsaréæ Philíppi, et interrogábat discípulos suos, dicens: Quem dicunt hómines esse Fílium hóminis? At illi dixérunt: Alii Ioánnem Baptístam, alii autem Elíam, alii vero Ieremíam aut unum ex prophétis. Dicit illis Iesus: Vos autem quem me esse dícitis? Respóndens Simon Petrus, dixit: Tu es Christus, Fílius Dei vivi. Respóndens autem Iesus, dixit ei: Beátus es, Simon Bar Iona: quia caro et sanguis non revelávit tibi, sed Pater meus, qui in cœlis est. Et ego dico tibi, quia tu es Petrus, et super hanc petram ædificábo Ecclésiam meam, et portæ ínferi non prævalébunt advérsus eam. Et tibi dabo claves regni cœlórum. Et quodcúmque ligáveris super terram, erit ligátum et in cœlis: et quodcúmque sólveris super terram, erit solútum et in cœlis.

(Vangelo secondo Matteo 16, 13 - 19)

Traduzione:

In quel tempo, Gesù, venuto nella zona di Cesarea di Filippo, interrogava i suoi discepoli: «Chi dicono che sia il Figlio dell'uomo?». Ed essi risposero: «Alcuni Giovanni il. Battista, altri Elia, altri ancora Geremia, o uno dei profeti». Disse loro Gesù: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù, in risposta, gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, poiché non la carne e il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io dico a te che tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. E ti darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato anche nei cieli, e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra sarà sciolto anche nei cieli».

lunedì 3 maggio 2021

3 maggio: sant'Orso (Vicenza)


(photo and video by Alessandro Franzoni)




Agiografia

Si racconta che Orso, un pellegrino di origine francese vissuto al tempo di Carlo Magno, giunge in cammino sul Summano, mandato da papa Adriano I per espiare gravi peccati e qui, morendo lungo il sentiero, riceve la vera luce e il perdono delle gravi colpe.
L’agiografia medievale di questo santo è davvero favolosa: sin dall’infanzia, Orso è segnato da una terribile profezia che lo vuole uccisore del proprio padre. Per sfuggire a tale destino, il soldato carolingio abbandona il proprio paese natale e, grazie alle straordinarie abilità cavalleresche, conquista il cuore della figlia del re di Dalmazia. Dopo il matrimonio, Orso sale al trono e diventa condottiero di un potente esercito. Un giorno, rientrando a casa, dopo una campagna militare, sorprende la moglie in atteggiamento confidenziale con uno sconosciuto e, accecato dalla gelosia, colpisce entrambi a morte. Il presunto spasimante si rivela poi suo padre, arrivato da lontano per riabbracciarlo, dopo tanti anni di assenza!
Da qui inizia il suo estenuante pellegrinaggio di espiazione, terminato poi sotto le pendici del monte Summano, dove si placano miracolosamente tutti i suoi tormenti. Il viaggio sarebbe durato ben dodici anni, numero che ricorda le fatiche di Ercole. Le spoglie mortali del re franco-dalmata diedero poi origine al tempio di Sant’Orso, posto in un punto ben in vista che domina la pianura circostante, lungo il sentiero in ascesa che conduce i pellegrini verso il celebre santuario della Madonna del Summano.


INNO A SANT'ORSO



Salzena, laetis excipe
Magnum Patronum vocibus:
Adest daturus Ursium
Nostris salutem casibus.

Quem Diva Summani potens
Longinquo ab orbe suscitat;
Tibique, functum plurimo Labore,
Patrem dedicat.

Natalis illum Gallia,
Certantque habere Dalmatae:
Summos honores Ursius,
Et cara linquit omnia.

O praeses, nostrum decus!
Tu vocari nomine
Tellus virique gaudeant,
Et vota in annos solvere.

Per te ingruentis grandinis
Eurique cessat impetus:
Morbi fugantur: innocens
Lupa inter agnas accubat.

Per te profusis arida
Arva irrigantur imbribus:
Lanae atque lactis copia,
Plenaque fruges affluunt.

Te rite fulmen vindici
Manu Tonantis eripis;
Qui mox reducens iridem,
Sinu dolentes suscipit.

Tuo abdicamus munere
Vitae profanae gaudia:
Fractisque ovantes hostibus,
Regno potimur Coelitum.

Summo Parenti gloria,
Natoque, et almo flamini;
Qui promerentem fulgidis
Stellis coronant Ursium.

Amen.

domenica 2 maggio 2021

Quarta domenica dopo Pasqua a Padova


Santa Messa cantata alle ore 11:00 presso la chiesa di San Canziano in centro a Padova, nelle vicinanze di piazza delle Erbe.
Celebrante mons S.Zorzi.
Cantore A.Franzoni.

(photo by Alessandro Franzoni)
 



Introito (Cantate Domino):





VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Vado ad eum, qui misit me: et nemo ex vobis intérrogat me: Quo vadis? Sed quia hæc locútus sum vobis, tristítia implévit cor vestrum. Sed ego veritátem dico vobis: expédit vobis, ut ego vadam: si enim non abíero, Paráclitus non véniet ad vos: si autem abíero, mittam eum ad vos. Et cum vénerit ille. árguet mundum de peccáto et de iustítia et de iudício. De peccáto quidem, quia non credidérunt in me: de iustítia vero, quia ad Patrem vado, et iam non vidébitis me: de iudício autem, quia princeps huius mundi iam iudicátus est. Adhuc multa hábeo vobis dícere: sed non potéstis portáre modo. Cum autem vénerit ille Spíritus veritátis, docébit vos omnem veritátem. Non enim loquétur a semetípso: sed quæcúmque áudiet, loquétur, et quæ ventúra sunt, annuntiábit vobis. Ille me clarificábit: quia de meo accípiet et annuntiábit vobis.

(Vangelo secondo Giovanni 16, 5 - 14)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: Vado a Colui che mi ha mandato, e nessuno di voi mi domanda: Dove vai? Ma perché vi ho dette queste cose, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico il vero: è necessario per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito, ma quando me ne sarò andato ve lo manderò. E venendo, Egli convincerà il mondo riguardo al peccato, riguardo alla giustizia e riguardo al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché io vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il príncipe di questo mondo è già condannato. Molte cose ho ancora da dirvi: ma adesso non ne siete capaci. Venuto però lo Spirito di verità, vi insegnerà tutte le verità. Egli infatti non vi parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito: vi annunzierà quello che ha da venire, e mi glorificherà, perché vi annunzierà ciò che riceverà da me.


Omelia:



Durante la Comunione:



Antifona finale alla Beta Vergine Maria:

martedì 27 aprile 2021

27 aprile: san Magaldo di Man


(foto dal web)




In breve

San Magaldo di Man (+ 498 circa), monaco e poi eremita sull'Isola di Man, venne scelto come Vescovo dai suoi abitanti e si occupò della loro evangelizzazione fino alla sua morte.
E' Patrono dell'Isola di Man e d'Inghilterra, i cui Re hanno il titolo di Difensori della Fede.

domenica 25 aprile 2021

Terza domenica dopo Pasqua a Padova


Santa Messa cantata alle ore 11:00 pressa la chiesa di San Canziano in centro a Padova, nelle vicinanze di piazza delle Erbe.
Celebrante mons S.Zorzi.

(photo and video by Alessandro Franzoni)




Introduzione musicale e canto dell'Introito (Iubilate Deo):



Kyrie VIII - Gloria VIII





VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Módicum, et iam non vidébitis me: et íterum módicum, et vidébitis me: quia vado ad Patrem. Dixérunt ergo ex discípulis eius ad ínvicem: Quid est hoc, quod dicit nobis: Módicum, et non vidébitis me: et íterum módicum, et vidébitis me, et quia vado ad Patrem? Dicébant ergo: Quid est hoc, quod dicit: Módicum? nescímus, quid lóquitur. Cognóvit autem Iesus, quia volébant eum interrogáre, et dixit eis: De hoc quǽritis inter vos, quia dixi: Módicum, et non vidébitis me: et íterum módicum, et vidébitis me. Amen, amen, dico vobis: quia plorábitis et flébitis vos, mundus autem gaudébit: vos autem contristabímini, sed tristítia vestra vertétur in gáudium. Múlier cum parit, tristítiam habet, quia venit hora eius: cum autem pepérerit púerum, iam non méminit pressúræ propter gáudium, quia natus est homo in mundum. Et vos igitur nunc quidem tristítiam habétis, íterum autem vidébo vos, et gaudébit cor vestrum: et gáudium vestrum nemo tollet a vobis.

(Vangelo secondo Giovanni 16, 16 - 22)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: Ancora un poco e non mi vedrete più: e di nuovo un altro poco e mi rivedrete, perché io vado al Padre. Dissero perciò tra loro alcuni dei suoi discepoli: Che significa ciò che dice: Ancora un poco e non mi vedrete più: e di nuovo un altro poco e mi rivedrete, perché io vado al Padre? Cos’è questo poco di cui parla? Non comprendiamo quel che dice. E conobbe Gesú che volevano interrogarlo, e disse loro: Vi chiedete tra voi perché abbia detto: Ancora un poco e non mi vedrete più: e di nuovo un altro poco e mi rivedrete. In verità, in verità vi dico che voi piangerete e gemerete, laddove il mondo godrà, sarete oppressi dalla tristezza, ma questa si muterà in gioia. La donna, allorché partorisce, è triste perché è giunto il suo tempo: quando poi ha dato alla luce il bambino non si ricorda più dell’affanno, a motivo della gioia perché è nato al mondo un uomo. Anche voi siete adesso nella tristezza, ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore gioirà, e nessuno vi toglierà il vostro gàudio.


Omelia:



Durante la Comunione (O filii et filiae):



venerdì 23 aprile 2021

23 aprile: San Jon Ogmundsson


(foto dal web)




In breve

San Jon Ogmundsson (1052 - 1121) sacerdote e poi vescovo, fondò la Diocesi di Holar, in Islanda, dove istituì la Scuola Cattedrale, e si prodigò per sradicare il paganesimo dal suo Paese.

mercoledì 21 aprile 2021

21 aprile: sant'Anselmo d'Aosta


(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Vos estis sal terræ. Quod si sal evanúerit, in quo saliétur? Ad níhilum valet ultra, nisi ut mittátur foras, et conculcétur ab homínibus. Vos estis lux mundi. Non potest cívitas abscóndi supra montem pósita. Neque accéndunt lucérnam, et ponunt eam sub módio, sed super candelábrum, ut lúceat ómnibus qui in domo sunt. Sic lúceat lux vestra coram homínibus, ut vídeant ópera vestra bona, et gloríficent Patrem vestrum, qui in cœlis est. Nolíte putáre, quóniam veni sólvere legem aut prophétas: non veni sólvere, sed adimplére. Amen, quippe dico vobis, donec tránseat cœlum et terra, iota unum aut unus apex non præteríbit a lege, donec ómnia fiant. Qui ergo solvent unum de mandátis istis mínimis, et docúerit sic hómines, mínimus vocábitur in regno cœlórum: qui autem fécerit et docúerit, hic magnus vocábitur in regno cœlórum.

(Vangelo secondo Matteo 5, 13 - 19)

Traduzione:

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra. E se il sale perde la sua virtù, come lo si riattiverà? Non è più buono che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo. Non può rimanere nascosta una città posta sopra un monte. Né si accende la lucerna per riporla sotto il moggio, ma sul candeliere, perché faccia lume a quanti sono in casa. Così risplenda la vostra luce dinanzi agli uomini, affinché vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli. Non crediate che io sia venuto ad abrogare la Legge o i Profeti, ma a completare. In verità vi dico che finché non passi il cielo e la terra non passerà un solo iota o un apice solo della Legge, che tutto non sia compiuto. Chi pertanto violerà uno dei minimi di questi comandamenti e insegnerà così agli uomini, sarà tenuto minimo nel regno dei cieli; ma colui che avrà operato ed insegnato, sarà tenuto grande nel regno dei cieli».

domenica 18 aprile 2021

Seconda domenica dopo Pasqua a Padova


Santa Messa cantata alle ore 11:00 presso la chiesa di San Canziano (vulgo Santa Rita) a Padova (nelle vicinanze di piazza delle Erbe).
Celebrante mons S.Zorzi.
E' intervenuta la Schola Cantorum "Santa Cecilia" della Rettoria.

(photo and video by Alessandro Franzoni)






Introito (Misericordia Domini):



Kyrie I:



Alleluja (Ego sum pastor):



VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus pharisǽis: Ego sum pastor bonus. Bonus pastor ánimam suam dat pro óvibus suis. Mercenárius autem et qui non est pastor, cuius non sunt oves própriæ, videt lupum veniéntem, et dimíttit oves et fugit: et lupus rapit et dispérgit oves: mercenárius autem fugit, quia mercenárius est et non pértinet ad eum de óvibus. Ego sum pastor bonus: et cognósco meas et cognóscunt me meæ. Sicut novit me Pater, et ego agnósco Patrem, et ánimam meam pono pro óvibus meis. Et álias oves hábeo, quæ non sunt ex hoc ovíli: et illas opórtet me addúcere, et vocem meam áudient, et fiet unum ovíle et unus pastor.

(Vangelo secondo Giovanni 10, 11 - 16)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai Farisei: Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la vita per le sue pecore. Il mercenario invece, e chi non è pastore, cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, e lascia le pecore, e fugge; e il lupo rapisce e disperde le pecore: il mercenario fugge perché è mercenario, e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e queste conoscono me, come il Padre conosce me, ed io il Padre. Io dò la vita per le mie pecore. E ho delle altre pecore, le quali non sono di quest’ovile: anche quelle occorre che io raduni, e ascolteranno la mia voce, e sarà un solo ovile e un solo pastore.


Omelia:



Offertorio (Deus Deus meus):



Dopo le Elevazioni (Jesu nostra refectio):



Communio (Ego sum pastor):



Durante la Comunione (O filii et filiae):



Antifona finale alla Beata Vergine Maria:



Exitus:

sabato 17 aprile 2021

AVVISO SACRO: Santa Messa a Ravenna


Volentieri trasmettiamo che regolarmente ogni terza domenica del mese alle ore 17:30 si celebra la Santa Messa nel Rito Romano nella sua Forma Straordinaria presso il Santuario di Santa Maria del Torrione a Ravenna (via Fiume abbandonato n.120). 
Quindi anche nella giornata di domani, domenica 18 aprile 2021.

Nella chiesa è conservato il culto della Madonna del Sudore, che vide l'icona presente nel Santuario prima della sua traslazione in Duomo, ora riprodotta fedelmente su una tavoletta di pino.

Per maggiori informazioni, visitare la pagina del gruppo stabile "Card Bartolucci":

(foto dal web)




venerdì 16 aprile 2021

16 aprile: San Giuseppe Benedetto Labre


(photo by Alessandro Franzoni)




In breve

Nato in una modesta e numerosa famiglia francese, mostrò fin da subito precoci e forti orientamenti alla preghiera, ma fallì sempre nel tentativo di essere ammesso in monastero (prima cistercense - di cui portò sempre tunica e scapolare - e poi trappista e certosino) ; a seguito di una visione divina, decise di lasciare la famiglia e i suoi intenti di farsi monaco e si mise a vagabondare per tutti i Paesi europei, facendo tappa nei più famosi santuari.
Dormiva per strada, viveva di offerte anche se non chiedeva l'elemosina, donava ad altri poveri tutto quello che considerava superfluo; in Italia visitò più volte i santuari di Assisi, Loreto e Bari.
Stabilitosi definitivamente a Roma, in breve tempo la sua fama di uomo spirituale si diffuse nella Città Eterna e i suoi consigli spirituali furono richiesti da nobili e cardinali; divenuto terziario trinitario e francescano, lo si poteva trovare in tutte le chiese dove si praticavano le Quarantore e la Via Crucis, pratiche cui era molto legato.
Morì, per gli stenti e le malattie, in giovane età, e i suoi funerali videro la presenza di un'enorme folla di ogni stato sociale; Santo molto popolare, è Patrono dei viaggiatori e dei pellegrini.