venerdì 27 dicembre 2013

27 dicembre: san Giovanni apostolo ed evangelista


Andrea Briosco detto il Riccio, 1480: Cristo morto sorretto dalla Madonna e da san Giovanni apostolo (terracotta policroma). Due Carrare (Pd) Chiesa di Santo Stefano; precedentemente presso la chiesa di San Canziano a Padova.

(photo by Francesco Bianco)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus Petro: Séquere me. Convérsus Petrus vidit illum discípulum, quem diligébat Iesus, sequéntem, qui et recúbuit in cena super pectus eius, et dixit: Dómine, quis est qui tradet te ? Hunc ergo cum vidísset Petrus, dixit Iesu: Dómine, hic autem quid? Dicit ei Iesus: Sic eum volo manére, donec véniam, quid ad te? tu me séquere. Exiit ergo sermo iste inter fratres, quia discípulus ille non móritur. Et non dixit ei Iesus: Non móritur; sed: Sic eum volo manére, donec véniam: quid ad te? Hic est discípulus ille, qui testimónium pérhibet de his, et scripsit hæc: et scimus, quia verum est testimónium eius.

(Vangelo secondo Giovanni 21, 19 - 24)

Traduzione:

In quel tempo Gesù disse a Pietro: «Seguimi». Pietro, voltandosi, si vide vicino il discepolo prediletto da Gesù, quello che nella cena posò sul petto di lui, e disse: «Signore, chi è il tuo traditore?». Or vedutolo, Pietro disse a Gesù: «Signore, e di lui che ne sarà?». Gesù rispose: «Se io voglio che resti finché io non ritorni, che te ne importa?». E questi è il discepolo che attesta tali cose, e le ha scritte: sappiamo che la sua testimonianza è verace.

mercoledì 25 dicembre 2013

Santo Natale a Opfenbach (Germania)

 


Santa Messa di Natale "In die".

Santa Messa solenne alla chiesa parrocchiale di Opfenbach (Germania).

Foto del Blog del Seminario internazionale San pietro a Wigratzbad (Germania).




sabato 21 dicembre 2013

Vespri solenni a Legau (Germania)


Vespri solenni alla chiesa parrocchiale "Maria Schnee" a Legau (Germania).

Foto dal Blog del Seminario Internazionale San Pietro a Wigratzbad, Germania.

Santa Messa solenne a Nesselwang (Germania)


Festa liturgica di San Tommaso Apostolo.

Chiesa parrocchiale di Nesselwang (Germania).


(foto dal Blog del Seminario Internazionale "San Pietro" a Wigratzbad (Germania)



VANGELO


In illo témpore: Thomas, unus ex duódecim, qui dícitur Dídymus, non erat cum eis, quando venit Iesus. Dixérunt ergo ei alii discípuli: Vídimus Dóminum. Ille autem dixit eis: Nisi videre in mánibus eius fixúram clavórum, et mittam dígitum meum in locum clavórum, et mittam manum meam in latus eius, non credam. Et post dies octo, íterum erant discípuli eius intus, et Thomas cum eis. Venit Iesus iánuis clausis, et stetit in médio, et dixit: Pax vobis. Deinde dicit Thomæ: Inter dígitum tuum huc, et vide manus meas, et affer manum tuam, et mitte in latus meum: et noli esse incrédulus, sed fidélis. Respóndit Thomas et dixit ei: Dóminus meus et Deus meus. Dixit ei Iesus: Quia vidisti me, Thoma, credidísti: beáti, qui non vidérunt, et crediderunt.


(Vangelo secondo Giovanni 20, 24 - 29)


Traduzione:


In quel tempo, uno dei dodici, Tommaso, detto Didimo, non era con i discepoli quando venne Gesù. Allora gli altri discepoli gli dissero: «Abbiamo visto il Signore». Ma egli rispose: «Se non vedo nelle sue mani la ferita dei chiodi, se non metto il mio dito nel posto dei chiodi e la mia mano nel suo costato, non crederò». Otto giorni dopo, i discepoli erano di nuovo in casa, e con loro anche Tommaso. Entrò Gesù, a porte chiuse, e stette in mezzo a loro e disse: «La pace sia con voi». Poi, rivolto a Tommaso: «Metti qua il tuo dito, guarda le mie mani: avvicinati con la mano e mettila nel mio costato, e non essere incredulo, ma credente». Gli rispose Tommaso: «Signore mio e Dio mio!». E Gesù: «Tu hai creduto, Tommaso, perché mi hai veduto; beati coloro che non hanno visto, eppure hanno creduto».






sabato 14 dicembre 2013

Santa Messa "Rorate" a Wigratzbad (Germania)


Santa Messa votiva della Beata Vergine detta "Rorate".
Seminario Internazionale "San Pietro" di Wigratzbad (Germania).

Foto dal Blog dello stesso.


VANGELO

In illo tempore: Cum audísset Ioánnes in vínculis ópera Christi, mittens duos de discípulis suis, ait illi: Tu es, qui ventúrus es, an alium exspectámus ? Et respóndens Iesus, ait illis: Eúntes renuntiáte Ioánni, quæ audístis et vidístis. Cæci vident, claudi ámbulant, leprósi mundántur, surdi áudiunt, mórtui resúrgunt, páuperes evangelizántur: et beátus est, qui non fúerit scandalizátus in me. Illis autem abeúntibus, cœpit Iesus dícere ad turbas de Ioánne: Quid exístis in desértum vidére ? arúndinem vento agitátam ? Sed quid exístis videre ? hóminem móllibus vestitum ? Ecce, qui móllibus vestiúntur, in dómibus regum sunt. Sed quid exístis vidére ? Prophétam ? Etiam dico vobis, et plus quam Prophétam. Hic est enim, de quo scriptum est: Ecce, ego mitto Angelum meum ante fáciem tuam, qui præparábit viam tuam ante te. 

(Vangelo secondo Matteo 11, 2 - 10)

Traduzione:

In quel tempo: Non appena Giovanni, nel carcere, sentí delle opere del Cristo, mandò due suoi discepoli a chiedergli: Sei tu quello che deve venire o attenderemo un altro? E Gesú rispose loro: Andate e riferite a Giovanni ciò che avete udito e visto. I ciechi vedono, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati, i sordi odono, i morti resuscitano, i poveri sono evangelizzati: ed è beato chi non si scandalizzerà di me. Andati via quelli, Gesú incominciò a parlare di Giovanni alla folla: Cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento? Ma cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito mollemente? Ecco, quelli che vestono mollemente abitano nelle case dei re. Ma cosa siete andati a vedere? Un profeta? Vi dico anzi: piú che un profeta. Questi in vero è colui del quale è scritto: Ecco mando il mio angelo avanti a te, affinché ti prepari la via. 


venerdì 6 dicembre 2013

6 dicembre: san Pietro Pascasio


San Pietro Pascasio celebra la Santa Messa, olio su tela, G.G.Espinosa, 1660, Museo delle Belle Arti di Valencia, Spagna.

(photo by Wikipedia)




In breve

Di lingua mozarabica, nacque a Valencia sotto il regime musulmano degli Almohadi. Si trasferì a Parigi nel 1241 per frequentare l'Università, poco prima che la città di Valencia cadesse nelle mani di Giacomo I d'Aragona. Fu compagno di studi di san Bonaventurae di san Tommaso. Si addottorò nel 1249 e venne ordinato sacerdote. Probabilmente divenne canonico presso la Cattedrale di Santa Maria a Valencia prima del 1250, quando si trasferì a Roma entrando qui nell'Ordine mercedario.
Rientrato in Spagna si preoccupò di rimettere in sesto la sua diocesi, la cui titolarità era vacante ormai da sei anni, ma nel 1297 fu catturato dai musulmani di Moley Mahomed, califfo di Granada, che lo trasportarono come schiavo in quella città. Essendo Moley Mahomed tributario del re di Castiglia, Pietro godette di una certa libertà nel muoversi a confortare gli schiavi ed a sostenere i cristiani liberi. Per ben due volte il denaro raccolto nella sua diocesi e destinato alla sua liberazione venne da lui devoluto alla liberazione di donne e bambini catturati dai mori. Durante questo periodo di semilibertà ebbe anche la possibilità di scrivere opere teologiche. Tuttavia i mori, irritati dal suo proselitismo e dalle conversioni che provocava negli stessi musulmani, lo gettarono in prigione ed il 6 dicembre 1300 lo decapitarono.

giovedì 21 novembre 2013

Vespri solenni ad Opfenbach (Germania)


Secondi Vespri solenni in presenza del vescovo di Augusta mons K.Zdarsa nella ricorrenza liturgica della Presentazione della Beata Vergine al Tempio.
Presso la Chiesa parrocchiale di Opfenbach (Germania).

Foto dal Blog del Seminario Internazionale San Pietro a Wigratzbad in Germania.


sabato 2 novembre 2013

Commemorazione dei Fedeli defunti a Wohmbrechts (Germania)


Santa Messa solenne con Assoluzione al tumulo.
Chiesa parrocchiale di Wohmbrechts (Germania).

Foto dal Blog del Seminario Internazionale San Pietro a Wigratzbad in Germania.


VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus turbis Iudæórum: Amen, amen, dico vobis, quia venit hora, et nunc est, quando mórtui áudient vocem Fílii Dei: et qui audíerint, vivent. Sicut enim Pater habet vitam in semetípso, sic dedit et Fílio habére vitam in semetípso: et potestátem dedit ei iudícium fácere, quia Fílius hóminis est. Nolíte mirári hoc, quia venit hora, in qua omnes, qui in monuméntis sunt, áudient vocem Fílii Dei: et procédent, qui bona fecérunt, in resurrectiónem vitæ: qui vero mala egérunt, in resurrectiónem iudícii.

(Vangelo secondo Giovanni 5, 25 - 29)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse alle turbe dei Guidei: In verità, in verità vi dico, viene l’ora, ed è questa, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio: e chi l’avrà udita, vivrà. Perché come il Padre ha la vita in sè stesso, cosí diede al Figlio di avere la vita in sè stesso: e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non vi stupite di questo, perché viene l’ora in cui quanti sono nei sepolcri udranno la voce del Figlio di Dio: e ne usciranno, quelli che fecero il bene per una resurrezione di vita: quelli che fecero il male per una resurrezione di condanna.



sabato 26 ottobre 2013

Vespri solenni a Steinhausen (Germania)


Primi Vespri solenni della domenica di Cristo Re a Steinhausen (Germania).

Foto dal Blog del Seminario Internazionale "San Pietro" a Wigratzbad (Germania).





Inno ai Vespri:

Te sæculórum Príncipem,
Te, Christe, Regem géntium,
Te méntium, te córdium
Unum fatémur árbitrum.
Scelésta turba clámitat:
Regnáre Christum nólumus:
Te nos ovántes ómnium
Regem suprémum dícimus.
O Christe, Princeps Pácifer,
Mentes rebélles súbice:
Tuóque amóre dévios,
Ovíle in unum cóngrega.
Ad hoc cruénta ab árbore
Pendes apértis brácchiis,
Diráque fossum cúspide
Cor igne flagrans éxhibes.
Ad hoc in aris ábderis
Vini dapísque imágine,
Fundens salútem fíliis
Transverberáto péctore.
Te natiónum Prǽsides
Honóre tollant público,
Colant magístri, iúdices,
Leges et artes éxprimant.
Submíssa regum fúlgeant
Tibi dicáta insígnia:
Mitíque sceptro pátriam
Domósque subde cívium.
Iesu, tibi sit glória,
Qui sceptra mundi témperas,
Cum Patre, et almo Spíritu,
In sempitérna sǽcula.
Amen.

Santa Messa solenne a Bad Schussenried (Germania)


Santa Messa solenne votiva della Beata Vergine Maria.
Chiesa abbaziale di Bad Schussenried (Germania).

Foto dal Blog del Seminario Internazionale "San Pietro" a Wigratzbad (Germania).



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Exitus della Santa Messa:




venerdì 18 ottobre 2013

Sacre Tonsure clericali a Lindau (Germania)


Santa Messa pontificale celebrata da mons Haas con il conferimento delle Tonsure clericali, nella ricorrenza liturgica di san Luca Evangelista.
Presso il Duomo di Lindau (Germania).

(Foto dal Blog del Seminario Internazionale "San Pietro" a Wigratzbad in Germania)


VANGELO

In illo témpore: Designávit Dóminus et álios septuagínta duos: et misit illos binos ante faciem suam in omnem civitátem et locum, quo erat ipse ventúrus. Et dicebat illis: Messis quidem multa, operárii autem pauci. Rogáte ergo Dóminum messis, ut mittat operários in messem suam. Ite: ecce, ego mitto vos sicut agnos inter lupos. Nolite portáre sǽculum neque peram neque calceaménta; et néminem per viam salutavéritis. In quamcúmque domum intravéritis, primum dícite: Pax huic dómui: et si ibi fúerit fílius pacis, requiéscet super illum pax vestra: sin autem, ad vos revertétur. In eádem autem domo manéte, edentes et bibéntes quæ apud illos sunt: dignus est enim operárius mercéde sua. Nolíte transíre de domo in domum. Et in quamcúmque civitátem intravéritis, et suscéperint vos, manducáte quæ apponúntur vobis: et curáte infírmos, qui in illa sunt, et dícite illis: Appropinquávit in vos regnum Dei.

(Vangelo secondo Luca 10, 1 - 9)

Traduzione:

In quel tempo: Il Signore scelse anche altri settantadue discepoli e li mandò a due a due innanzi a sé in, ogni città e luogo dove egli era per andare. E diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai per la sua mietitura. Andate! Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo a lupi. Non portate né borsa, né sacca, né sandali; e per la strada non salutate nessuno. In qualunque casa entrerete, dite prima di tutto: “Pace a questa casa”. E se ci sarà un figlio di pace riposerà su di lui la pace vostra, altrimenti ritornerà a voi. E nella stessa casa restate, mangiando e bevendo di quel che vi dànno; perché l'operaio è degno della sua mercede. Non girate di casa in casa. E in qualunque città entrerete, se vi accolgono, mangiate di quel che vi sarà messo davanti e guarite gli infermi che ci sono, e dite loro: “Sta per venire a voi il Regno di Dio"».



lunedì 23 settembre 2013

23 settembre: san Lino


Chiesa di San Lino a Volterra.

(foto dal Web)




VANGELO

In illo témpore: Venit Iesus in partes Cæsaréæ Philíppi, et interrogábat discípulos suos, dicens: Quem dicunt hómines esse Fílium hóminis? At illi dixérunt: Alii Ioánnem Baptístam, alii autem Elíam, alii vero Ieremíam aut unum ex prophétis. Dicit illis Iesus: Vos autem quem me esse dícitis? Respóndens Simon Petrus, dixit: Tu es Christus, Fílius Dei vivi. Respóndens autem Iesus, dixit ei: Beátus es, Simon Bar Iona: quia caro et sanguis non revelávit tibi, sed Pater meus, qui in cœlis est. Et ego dico tibi, quia tu es Petrus, et super hanc petram ædificábo Ecclésiam meam, et portæ ínferi non prævalébunt advérsus eam. Et tibi dabo claves regni cœlórum. Et quodcúmque ligáveris super terram, erit ligátum et in cœlis: et quodcúmque sólveris super terram, erit solútum et in cœlis.

(Vangelo secondo Matteo 16, 13 - 19)

Traduzione:

In quel tempo, Gesù, venuto nella zona di Cesarea di Filippo, interrogava i suoi discepoli: «Chi dicono che sia il Figlio dell'uomo?». Ed essi risposero: «Alcuni Giovanni il. Battista, altri Elia, altri ancora Geremia, o uno dei profeti». Disse loro Gesù: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù, in risposta, gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, poiché non la carne e il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io dico a te che tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. E ti darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato anche nei cieli, e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra sarà sciolto anche nei cieli».

mercoledì 11 settembre 2013

11 settembre: SS Felice e Regola (Coira)


(photo by Laurent Passer)




IN BREVE 

Secondo la leggenda Felice e Regola erano fratello e sorella e membri della legione Tebana sotto il comando di san Maurizio. All'epoca in cui la legione fu attaccata, scapparono a Zurigo dove furono presi e decapitati. Nel XIII secolo si aggiunge la menzione di Essuperanzio loro servo, che divenne quindi il terzo Santo patrono della città di Zurigo in Svizzera (diocesi di Coira).

giovedì 22 agosto 2013

22 agosto: Cuore Immacolato di Maria


Statua della Madonna "Capitana da Mar" svettante sulla chiesa del Cuore Immacolato di Maria a Jesolo (Venezia),
realizzata dall'artista Annalù Boeretto.

(foto dal web)




Memoria mariana di origine devozionale, istituita da Pio XII, l'odierna celebrazione ci invita a meditare sul mistero di Cristo e della Vergine nella sua interiorità e profondità.


VANGELO

In illo témpore: Stabant iuxta crucem Iesu mater eius, et soror matris eius María Cléophæ, et María Magdaléne. Cum vidísset ergo Iesus matrem, et discípulum stantem, quem diligébat, dicit matri suæ: Múlier, ecce fílius tuus. Deinde dicit discípulo: Ecce mater tua. Et ex illa hora accépit eam discípulus in sua.

(Vangelo secondo Giovanni 19, 25 - 27)

Traduzione:

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa, e Maria Maddalena. Gesù, dunque, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che amava, disse a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre». E da quell'ora il discepolo la prese con sé.

giovedì 8 agosto 2013

8 agosto: san Giovanni Maria Vianney


(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Sint lumbi vestri præcíncti, et lucernæ ardéntes in mánibus vestris, et vos símiles homínibus exspectántibus dóminum suum, quando revertátur a núptiis: ut, cum vénerit et pulsáverit, conféstim apériant ei. Beáti servi illi, quos, cum vénerit dóminus, invénerit vigilántes: amen, dico vobis, quod præcínget se, et fáciet illos discúmbere, et tránsiens ministrábit illis. Et si vénerit in secúnda vigília, et si in tértia vigília vénerit, et ita invénerit, beáti sunt servi illi. Hoc autem scitóte, quóniam, si sciret paterfamílias, qua hora fur veníret, vigiláret útique, et non síneret pérfodi domum suam. Et vos estóte paráti, quia, qua hora non putátis, Fílius hóminis véniet.

(Vangelo secondo Luca 12, 35 - 40)

Traduzione:

In quel tempo: Disse Gesù ai suoi discepoli: «I vostri fianchi sian cinti ed accese nelle vostre mani le lucerne, come coloro che aspettano il loro padrone quando torni da nozze, per aprirgli appena giunge e picchia. Beati quei servi che il padrone, arrivando, troverà desti. In verità vi dico, che, cintosi, li farà sedere a tavola e si metterà a servirli. E se giungerà alla seconda vigilia e se giungerà alla terza vigilia e li troverà così, beati loro! Sappiate pero che se il padrone conoscesse in qual ora viene il ladro, veglierebbe senza dubbio, e non si lascerebbe sfondare la casa. E anche voi tenetevi pronti, perché, nell'ora che non pensate, verrà il Figlio dell'uomo.


domenica 7 luglio 2013

Settima domenica dopo Pentecoste a Venezia


Santa Messa cantata presso la chiesa di san Simon Piccolo a Venezia (fronte stazione), seguita da un'Ora Santa di Adorazione Eucaristica.
Celebrante don Konrad Zu Loewenstein FSSP.

(photo by Shawn Tribe)


VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Atténdite a falsis prophétis, qui véniunt ad vos in vestiméntis óvium, intrínsecus autem sunt lupi rapáces: a frúctibus eórum cognoscétis eos. Numquid cólligunt de spinis uvas, aut de tríbulis ficus? Sic omnis arbor bona fructus bonos facit: mala autem arbor malos fructus facit. Non potest arbor bona malos fructus fácere: neque arbor mala bonos fructus fácere. Omnis arbor, quæ non facit fructum bonum, excidétur et in ignem mittétur. Igitur ex frúctibus eórum cognoscétis eos. Non omnis, qui dicit mihi, Dómine, Dómine, intrábit in regnum cœlórum: sed qui facit voluntátem Patris mei, qui in cœlis est, ipse intrábit in regnum cœlórum. 

(Vangelo secondo Matteo 7, 15 - 21)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi sotto l’aspetto di pecore, ma che nell’intimo sono lupi rapaci: li riconoscerete dai loro frutti. Forse che alcuno raccoglie l’uva dalle spine o il fico dai rovi? Cosí ogni albero buono dà buoni frutti; mentre l’albero cattivo dà frutti cattivi. Non può l’albero buono produrre frutti cattivi, né l’albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che dà frutti cattivi sarà tagliato e gettato nel fuoco. Dunque, dai loro frutti li riconoscerete. Non chiunque mi dirà: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli, questi entrerà nel regno dei cieli. 


Omelia:

Continuando il nostro ciclo di prediche sulla Fede, vogliamo oggi rivolgere il nostro sguardo sull'infallibilità della Chiesa.
Il Vangelo di san Matteo conclude con queste parole del Signore ai suoi Apostoli: "Mi è stato dato ogni potere in cielo ed in terra, andate dunque, e ammaestrate tutte le nazioni ... insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt.28,18-20).
Con queste parole il Signore elargisce sulla Chiesa, in forma degli Apostoli e dei loro successori, il munus docendi, l'ufficio di insegnare, così istituendo la Chiesa insegnante.
Qual è l'ambito di questo insegnamento? L'ambito di questo insegnamento viene espresso con le parole "tutto ciò che vi ho comandato" ed è la Rivelazione intera. La Rivelazione, o il Depositum Fidei, ha due fonti che sono la Sacra Scrittura e la Tradizione orale, e consiste in ciò che si chiamano le verità della religione, che si distinguono nelle verità della Fede in senso stretto, e le verità della morale.
Le verità della Rivelazione, in quanto proposte dalla Chiesa da credere come tali, sono i Dogmi. I Dogmi sono infallibili perché garantiti dal Signore stesso con le parole: "io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo", e con le parole durante l'Ultima Cena: "io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga sempre con voi, lo Spirito di verità" (Gv.14,16-17).
I Dogmi sono infallibili nel senso definitivo perché sono un esercizio del munus docendi che partecipa a quello del Signore che è la Verità stessa: il Vero, il Veritiero Che non può essere ingannato, ne ingannare: qui nec falli, nec fallere possit (Concilio Vaticano Primo).
Per riassumere, la Chiesa possiede il munus docendi e il munus docendi è il mandato per insegnare le verità della Rivelazione. La Chiesa insegna queste verità come Dogmi e questi dogmi sono infallibili. Dio stesso ha dato questo mandato alla Chiesa e Dio stesso garantisce l'infallibilità dei Dogmi.
La Chiesa ha dunque il mandato di insegnare Dogmi infallibili o, in altre parole, la Chiesa è infallibile quando insegna i Dogmi. Ma quando diciamo questo, come intendiamo la parola "Chiesa"? La intendiamo in due sensi.
Il primo senso è quello dell'Episcopato intero, secondo la parola di san Cipriano: la Chiesa è nei Vescovi. I Vescovi sono infallibili quando dichiarano un Dogma sia in modo straordinario, sia in modo ordinario.
Lo dichiarano in modo straordinario in un Concilio generale ed ecumenico (nel senso che tutti i Vescovi Cattolici del mondo vengono invitati e in numero sufficiente assiste per poter rappresentare l'Episcopato intero). In un tale Concilio il Papa presta ai Vescovi una partecipazione al suo proprio potere e può confermare e promulgare le loro decisioni solo lui.
I Vescovi dichiarano un dogma in modo ordinario quando lo fanno nelle loro Diocesi unanimemente tra di loro e con il Papa. Un esempio sono i Catechismi diocesani (di una volta, bisogna precisare).
Un soggetto di infallibilità è dunque l'Episcopato intero; l'altro è il Papa. Il Concilio Vaticano Primo proclama che: "il Papa è infallibile quando parla ex cathedra, cioè quando definisce come Pastore e dottore di tutti i cristiani in virtù della sua suprema ed apostolica autorità, che una dottrina della Fede o della morale è da tenere dalla Chiesa Universale..."
Il Concilio Vaticano Primo definisce l'infallibilità del Papa come quella che il Signore voleva elargire sulla Sua Chiesa. Questa infallibilità si evidenzia nelle parole del Signore "Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa" e viene presupposto dalla autorità suprema del Papa espressa nelle parole del Signore "pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle".
Poiché un Concilio e un Papa sono infallibili solo quando proclamano dogmi, possiamo concludere che il Concilio Vaticano II non era infallibile perché mancava l'intenzione di proclamare Dogmi. C'erano constatazioni dogmatiche dentro di esso, ma solo come reiterazione di dogmi già definiti antecedentemente. Possiamo concludere altrettanto che poco di ciò che insegna un Papa è infallibile e comunque ciò che insegna deve essere accolto con atteggiamento pio e rispettoso.
Il contenuto della nostra Fede è la Verità, la Verità infallibile, ciò che nostro Signore Gesù Cristo + e nostro dolce Redentore garantisce solennemente, affinché tutti gli uomini, attraverso tutti i secoli, possano conoscere questa Verità e conoscendola, avere la Vita Eterna, Amen.