mercoledì 29 novembre 2017

Inizio della Novena dell'Immacolata a Roma


Ogni giorno alla chiesa di Gesù e Maria al Corso (Roma)
con il canto del tradizionale "Stellario". 
Esposizione Eucaristica e fervorino.

(photo by Alessandro Franzoni)



lunedì 27 novembre 2017

Madonna della Medaglia Miracolosa a Roma


Santa Messa votiva della Medaglia Miracolosa. 
Presso la chiesa della Santissima Trinità dei pellegrini a Roma.

(photo by Alessandro Franzoni)






IN BREVE

Si commemora l'Apparizione di Nostra Signora in Rue du Bac a Parigi, in Francia, a Santa Caterina Labourè (feste, 25 e 28 novembre e 31 dicembre) nel 1830.
La venerazione verso la Madonna della Medaglia Miracolosa e la benedizione e l'uso della Medaglia è stata fortemente raccomandata per ottenere la risoluzione di numerosi problemi, spirituali e temporali (personali e sociali e politici), e a questi ultimi è dedicata la festa di giugno. Alla Medaglia Miracolosa è dedicato tutto il mese di novembre.
Festa principale, 27 novembre; altre feste, 20 gennaio (Apparizione a Roma), ultima Domenica di giugno e ogni 27 del mese.

domenica 26 novembre 2017

Ventiquattresima ed ultima domenica dopo Pentecoste a Roma


Santa Messa letta alle ore 17:00 ogni domenica e primo sabato del mese, preceduta dalla recita del Santo Rosario alle ore 16:30. 
Presso la chiesa di sant'Anna al Laterano in via Merulana, Roma.

(photo by Alessandro Franzoni)


VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Cum vidéritis abominatiónem desolatiónis, quæ dicta est a Daniéle Prophéta, stantem in loco sancto: qui legit, intélligat: tunc qui in Iudǽa sunt, fúgiant ad montes: et qui in tecto, non descéndat tóllere áliquid de domo sua: et qui in agro, non revertátur tóllere túnicam suam. Væ autem prægnántibus et nutriéntibus in illis diébus. Oráte autem, ut non fiat fuga vestra in híeme vel sábbato. Erit enim tunc tribulátio magna, qualis non fuit ab inítio mundi usque modo, neque fiet. Et nisi breviáti fuíssent dies illi, non fíeret salva omnis caro: sed propter eléctos breviabúntur dies illi. Tunc si quis vobis díxerit: Ecce, hic est Christus, aut illic: nolíte crédere. Surgent enim pseudochrísti et pseudoprophétæ, et dabunt signa magna et prodígia, ita ut in errórem inducántur - si fíeri potest - étiam elécti. Ecce, prædíxi vobis. Si ergo díxerint vobis: Ecce, in desérto est, nolíte exíre: ecce, in penetrálibus, nolíte crédere. Sicut enim fulgur exit ab Oriénte et paret usque in Occidéntem: ita erit et advéntus Fílii hóminis. Ubicúmque fúerit corpus, illic congregabúntur et áquilæ. Statim autem post tribulatiónem diérum illórum sol obscurábitur, et luna non dabit lumen suum, et stellæ cadent de cælo, et virtútes cœlórum commovebúntur: et tunc parébit signum Fílii hóminis in cœlo: et tunc plangent omnes tribus terræ: et vidébunt Fílium hóminis veniéntem in núbibus cæli cum virtúte multa et maiestáte. Et mittet Angelos suos cum tuba et voce magna: et congregábunt eléctos eius a quátuor ventis, a summis cœlórum usque ad términos eórum. Ab árbore autem fici díscite parábolam: Cum iam ramus eius tener fúerit et fólia nata, scitis, quia prope est æstas: ita et vos cum vidéritis hæc ómnia, scitóte, quia prope est in iánuis. Amen, dico vobis, quia non præteríbit generátio hæc, donec ómnia hæc fiant. Cœlum et terra transíbunt, verba autem mea non præteríbunt.

(Vangelo secondo Matteo 24, 15 - 35)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: Quando vedrete l’abominazione della desolazione, predetta dal profeta Daniele, posta nel luogo santo: chi legge comprenda, allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano ai monti, e chi si trova sulla terrazza non scenda per prendere qualcosa in casa sua, e chi sta al campo non torni a pigliare la sua veste. Guai poi alle donne gravide e a quelle che in quei giorni allattano. Pregate che non abbiate a fuggire d’inverno, o in giorno di sabato, poiché allora sarà grande la tribolazione, quale non fu dal principio del mondo sino ad oggi, né sarà mai. E se quei giorni non fossero accorciati, nessun uomo si salverebbe, ma quei giorni saranno accorciati in grazia degli eletti. Allora, se alcuno vi dirà: Ecco qui o ecco là il Cristo: non credete. Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti: e faranno grandi miracoli e prodigi, da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ho predetto. Se quindi vi diranno: Ecco è nel deserto, non uscite; ecco è nella parte piú riposta della casa, non credete. Infatti, come il lampo parte da Oriente e brilla fino ad Occidente: cosí sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Dovunque sarà il corpo, lí si aduneranno gli avvoltoi. Ma subito dopo quei giorni di tribolazione si oscurerà il sole, e la luna non darà piú la sua luce, e le stelle cadranno dal cielo, e le potestà dei cieli saranno sconvolte. Allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo: piangeranno tutte le tribú della terra e vedranno il Figlio dell’uomo scendere sulle nubi del cielo con grande potestà e maestà. Egli manderà i suoi Ángeli con la tromba e con voce magna a radunare i suoi eletti dai quattro venti, da un’estremità all’altra dei cieli. Imparate questa similitudine dall’albero del fico: quando il suo ramo intenerisce e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina: cosí, quando vedrete tutte queste cose sappiate che Egli è alle porte. In verità vi dico, non passerà questa generazione che non siano adempiute tutte queste cose. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole no.



sabato 25 novembre 2017

Vespri cantati a Roma


Canto dei Vespri di Santa Caterina d'Alessandria,
chiesa di Santa Maria in Cappella a Trastevere (Roma).

(photo by Alessandro Franzoni)



venerdì 24 novembre 2017

San Giovanni della Croce a Roma


Santa Messa letta presso la chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini, Roma.
Celebrante don Cyrille Sow FSSP.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Vos estis sal terræ. Quod si sal evanúerit, in quo saliétur? Ad níhilum valet ultra, nisi ut mittátur foras, et conculcétur ab homínibus. Vos estis lux mundi. Non potest cívitas abscóndi supra montem pósita. Neque accéndunt lucérnam, et ponunt eam sub módio, sed super candelábrum, ut lúceat ómnibus qui in domo sunt. Sic lúceat lux vestra coram homínibus, ut vídeant ópera vestra bona, et gloríficent Patrem vestrum, qui in cœlis est. Nolíte putáre, quóniam veni sólvere legem aut prophétas: non veni sólvere, sed adimplére. Amen, quippe dico vobis, donec tránseat cœlum et terra, iota unum aut unus apex non præteríbit a lege, donec ómnia fiant. Qui ergo solvent unum de mandátis istis mínimis, et docúerit sic hómines, mínimus vocábitur in regno cœlórum: qui autem fécerit et docúerit, hic magnus vocábitur in regno cœlórum.

(Vangelo secondo Matteo 5, 13 - 19)

Traduzione:

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra. E se il sale perde la sua virtù, come lo si riattiverà? Non è più buono che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo. Non può rimanere nascosta una città posta sopra un monte. Né si accende la lucerna per riporla sotto il moggio, ma sul candeliere, perché faccia lume a quanti sono in casa. Così risplenda la vostra luce dinanzi agli uomini, affinché vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli. Non crediate che io sia venuto ad abrogare la Legge o i Profeti, ma a completare. In verità vi dico che finché non passi il cielo e la terra non passerà un solo iota o un apice solo della Legge, che tutto non sia compiuto. Chi pertanto violerà uno dei minimi di questi comandamenti e insegnerà così agli uomini, sarà tenuto minimo nel regno dei cieli; ma colui che avrà operato ed insegnato, sarà tenuto grande nel regno dei cieli».

giovedì 23 novembre 2017

San Clemente a Roma


Santa Messa letta presso la chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini, Roma.
Celebrante don Vilmar Pavesi FSSP.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Venit Iesus in partes Cæsaréæ Philíppi, et interrogábat discípulos suos, dicens: Quem dicunt hómines esse Fílium hóminis? At illi dixérunt: Alii Ioánnem Baptístam, alii autem Elíam, alii vero Ieremíam aut unum ex prophétis. Dicit illis Iesus: Vos autem quem me esse dícitis? Respóndens Simon Petrus, dixit: Tu es Christus, Fílius Dei vivi. Respóndens autem Iesus, dixit ei: Beátus es, Simon Bar Iona: quia caro et sanguis non revelávit tibi, sed Pater meus, qui in cœlis est. Et ego dico tibi, quia tu es Petrus, et super hanc petram ædificábo Ecclésiam meam, et portæ ínferi non prævalébunt advérsus eam. Et tibi dabo claves regni cœlórum. Et quodcúmque ligáveris super terram, erit ligátum et in cœlis: et quodcúmque sólveris super terram, erit solútum et in cœlis.

(Vangelo secondo Matteo 16, 13 - 19)

Traduzione:

In quel tempo, Gesù, venuto nella zona di Cesarea di Filippo, interrogava i suoi discepoli: «Chi dicono che sia il Figlio dell'uomo?». Ed essi risposero: «Alcuni Giovanni il. Battista, altri Elia, altri ancora Geremia, o uno dei profeti». Disse loro Gesù: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù, in risposta, gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, poiché non la carne e il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io dico a te che tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. E ti darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato anche nei cieli, e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra sarà sciolto anche nei cieli».

lunedì 20 novembre 2017

San Felice di Valois a Roma


Santa Messa letta, 
presso la chiesa della SS Trinità dei Pellegrini, Roma.

(photo by Alessandro Franzoni)


VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Nolíte timére, pusíllus grex, quia complácuit Patri vestro dare vobis regnum. Véndite quæ possidétis, et date eleemósynam. Fácite vobis sácculos, qui non veteráscunt, thesáurum non deficiéntem in cœlis: quo fur non apprópiat, neque tínea corrúmpit. Ubi enim thesáurus vester est, ibi et cor vestrum erit.

(Vangelo secondo Lica 12, 32 - 43)

Traduzione:

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Non temere, piccolo gregge, perché è piaciuto al Padre vostro di dare a voi il regno. Vendete i vostri beni e dateli in elemosina. Fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro che mai vien meno nei cieli, dove il ladro non giunge e la tignuola non consuma; dove è il vostro tesoro ci sarà pure il vostro cuore».


La libertà cristiana

Incontriamo ancora una volta nel calendario un santo, che prese a cuore la liberazione dei fratelli dalla schiavitù. Potremmo parlare molto, a proposito, della servitù di cui soffrono tanti popoli, oppressi da un potere dispotico, che fa sentire la sua tirannia sulle anime come sui corpi e che non è meno doloroso della schiavitù dei tempi pagani; ma preferiamo ricordare, al tramonto dell'anno liturgico, una volta ancora, la libertà che l'uomo viene ad avere con l'adesione a Nostro Signore Gesù Cristo, per mezzo della fede.

"Sappiamo che la vita di colui che ha ricevuto la giustificazione nella fede e nel battesimo, è pace con Dio, è gioia e libertà. È libertà, anzi, doppia libertà: libertà per ciò che il battesimo in noi ha distrutto e libertà per ciò che in noi il battesimo ha costruito. È opportuno definire che cosa è la libertà e che cos'è il contrario di essa, la servitù.

Sono schiavo quando sono in balia di chi non devo servire, quando un tiranno agisce su di me dall'esterno con la costrizione, quando mi associa contro mia volontà alla sua attività malvagia, quando la parte migliore di me protesta contro l'ingiuria del suo potere dispotico. Sì, in tali condizioni sono davvero schiavo.

Quando invece servo un padrone dal quale giustamente dipendo e il suo potere su di me non agisce dall'esterno con la forza, ma agisce nell'intimo, sull'intelligenza e sulla volontà, quando mi chiede di lavorare per opere alte e degne e mi associa al lavoro di Dio stesso, facendomi collaboratore di un programma di elevata moralità; quando io posso avere coscienza che non Dio soltanto, ma la parte migliore di me plaude all'opera che compiamo insieme, Dio e io, chiamate pure questo schiavitù, se vi piace, ma io affermo che questa è invece somma libertà, è liberazione assoluta.

Non sono stato creato per appartenere al male e neppure per oscillare continuamente tra male e bene, in balia di un potere arbitrario. La libertà non è incertezza. È ora ormai di appartenere a Dio senza riserve e senza pentimenti e questo non è schiavitù, anche se gli uomini così pensano, ma libertà assoluta e totale affrancamento, liberazione da qualsiasi schiavitù. Libertà è seguire l'intelligenza, seguire l'intelligenza di Dio è la libertà migliore. Non ebbi libertà, per essere in continua incertezza, ma per aderire decisamente al bene con un atto, che è per me meritorio mentre rende gloria a Dio; per aderire a Dio con atto deliberato e nato da me, con la conseguenza che, quando aderisco senza sospensioni, senza riserve, senza pentimenti all'eterna bontà, quando divento prigioniero della tenerezza di Dio, e lo pongo al centro della mia vita, quando amo e amo davvero, tanto che potrebbero strapparmi l'anima, ma non strapparmi dall'anima l'amore, quando per me vi è un solo pensiero, un solo desiderio, una sola volontà, un solo amore e tutto ho lasciato, per essere, senza fine, nel tempo e nell'eternità, abbandonato a Colui, che si è impadronito di me, proprio allora sono veramente libero, perché appartengo a Dio e il mondo dica quello che vuole" (Dom Delatte, Epistole di San Paolo, I, 643).

L'amante della carità

O Felice, amante fortunato della carità, facci conoscere il valore e la natura di questa regina di tutte le virtù. Essa ti attirò nella solitudine, ti fece incontrare Dio, te lo mostrò e te lo fece amare nei tuoi fratelli. E non è forse questo il segreto che rende l'amore forte come la morte e gli dà, come la dà ai tuoi figli, l'audacia di affrontare l'inferno? (Ct 8,6). L'amore sia in noi spinta a qualsiasi sacrificio, resti nel tuo Ordine il mezzo di un adattamento fecondo ai bisogni di una società nella quale, sotto mille forme, continua a regnare la tirannia della peggiore schiavitù.

(dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1296-1297)

domenica 19 novembre 2017

IV domenica mobile (VI dopo l'Epifania) a Roma


Santa Messa letta alle ore 17:00 ogni domenica e primo sabato del mese, preceduta dalla recita del Santo Rosario alle ore 16:30. 
Presso la chiesa di sant'Anna al Laterano in via Merulana, Roma.

(photo by Alessandro Franzoni)



sabato 18 novembre 2017

Dedicazione delle Basiliche dei SS Pietro e Paolo a Roma


Santa Messa prelatizia; celebrante mons F. Baque', presso la chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini, Roma.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Ingréssus Iesus perambulábat Iéricho. Et ecce, vir nómine Zachǽus: et hic princeps erat publicanórum, et ipse dives: et quærébat vidére Iesum, quis esset: et non póterat præ turba, quia statúra pusíllus erat. Et præcúrrens ascéndit in árborem sycómorum, ut vidéret eum; quia inde erat transitúrus. Et cum venísset ad locum, suspíciens Iesus vidit illum, et dixit ad eum: Zachǽe, festínans descénde; quia hódie in domo tua opórtet me manére. Et festínans descéndit, et excépit illum gaudens. Et cum vidérent omnes, murmurábant, dicéntes, quod ad hóminem peccatórem divertísset. Stans autem Zachǽus, dixit ad Dóminum: Ecce, dimídium bonórum meórum, Dómine, do paupéribus: et si quid áliquem defraudávi, reddo quádruplum. Ait Iesus ad eum: Quia hódie salus dómui huic facta est: eo quod et ipse fílius sit Abrahæ. Venit enim Fílius hóminis quǽrere et salvum fácere, quod períerat.

(Vangelo secondo Luca, 19, 1 - 10)

Traduzione:

Entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: "Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua". In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: "È andato ad alloggiare da un peccatore!". Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: "Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto". Gesù gli rispose: "Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto".


giovedì 16 novembre 2017

Santa Gertrude a Roma


Santa Messa letta presso la chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini, Roma.
Celebrante don William Barker FSSP.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis parábolam hanc: Simile erit regnum cœlórum decem virgínibus: quæ, accipiéntes lámpades suas, exiérunt óbviam sponso et sponsæ. Quinque autem ex eis erant fátuæ, et quinque prudéntes: sed quinque fátuæ, accéptis lampádibus, non sumpsérunt óleum secum: prudéntes vero accepérunt óleum in vasis suis cum lampádibus. Horam autem faciénte sponso, dormitavérunt omnes et dormiérunt. Média autem nocte clamor factus est: Ecce, sponsus venit, exíte óbviam ei. Tunc surrexérunt omnes vírgines illæ, et ornavérunt lámpades suas. Fátuæ autem sapiéntibus dixérunt: Date nobis de óleo vestro: quia lámpades nostræ exstinguúntur. Respondérunt prudéntes, dicéntes: Ne forte non suffíciat nobis et vobis, ite pótius ad vendéntes, et émite vobis. Dum autem irent émere, venit sponsus: et quæ parátæ erant, intravérunt cum eo ad núptias, et clausa est iánua. Novíssime vero véniunt et réliquæ vírgines, dicéntes: Dómine, Dómine, aperi nobis. At ille respóndens, ait: Amen, dico vobis, néscio vos. Vigiláte ítaque, quia néscitis diem neque horam.

(Vangelo secondo Matteo 25, 1 - 13)

Traduzione:

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo e alla sposa. Ma cinque di esse erano stolte e cinque prudenti. Le cinque stolte, nel prendere le lampade, non presero l'olio con sé; le prudenti, invece, insieme con le lampade presero anche l'olio, nei loro vasi. Tardando a venire lo sposo, si assopirono tutte e si addormentarono. Ma a mezzanotte si udì un clamore: “Ecco viene lo sposo: uscitegli incontro”. Allora tutte le vergini si alzarono e prepararono le loro lampade. E dissero le stolte alle prudenti: “Dateci un po' del vostro olio, poiché le nostre lampade stanno per spegnersi”. Risposero le prudenti dicendo: “Non basterebbe né a noi, né a voi: andate piuttosto dai rivenditori e compratevene”. Mentre esse andavano, giunse lo Sposo; e quelle che erano pronte entrarono con lui alla festa nuziale, e la porta fu chiusa. All'ultimo momento, giunsero anche le altre vergini e dicevano: O Signore, Signore, aprici!". Ma egli rispose: “In verità vi dico: non vi conosco”. Vigilate, dunque, poiché non sapete né il giorno né l'ora».


sabato 11 novembre 2017

San Martino vescovo a Roma


Messa prelatizia letta presso la chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini a Roma.
Celebrante mons F. Baque'.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Nemo lucérnam accéndit, et in abscóndito ponit, neque sub módio: sed supra candelábrum, ut, qui ingrediúntur, lumen vídeant. Lucérna córporis tui est óculus tuus. Si óculus tuus fúerit simplex, totum corpus tuum lúcidum erit: si autem nequam fúerit, étiam corpus tuum tenebrósum erit. Vide ergo, ne lumen, quod in te est, ténebræ sint. Si ergo corpus tuum totum lúcidum fúerit, non habens áliquam partem tenebrárum, erit lúcidum totum, et sicut lucérna fulgóris illuminábit te.

(Vangelo secondo Luca 11, 33 - 36)

Traduzione:

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Nessuno accende la lampada per metterla in luogo nascosto o sotto il maggio; ma sul candeliere, affinché chi entra ci veda. La lampada del corpo è il tuo occhio. Se l'occhio tuo è puro, sarà illuminato anche tutto il tuo corpo; ma se è guasto, anche la tua persona sarà nelle tenebre. Bada dunque che la luce che è in te non sia tenebre. Se dunque la tua persona è tutta luminosa, senza punto oscuro, essa sarà tutta illuminata come quando il lume con il suo fulgore ti rischiara».


giovedì 9 novembre 2017

Termine dell'Ottavario dei Defunti a Roma


Santa Messa letta della Dedicazione della Basilica Lateranense e termine dell'Ottavario dei Defunti presso la chiesa della Santissima Trinità dei pellegrini a Roma.
Celebrante don Cyrille Sow FSSP.

(photo by Alessandro Franzoni)




domenica 5 novembre 2017

Ventiduesima domenica dopo Pentecoste a Roma


Chiesa di sant'Anna al Laterano in via Merulana, Roma.
Ogni domenica e primo sabato del mese
Santa Messa letta alle ore 17:00.
Celebrante odierno mons M.Agostini.

(photo by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Abeúntes pharisǽi consílium iniérunt, ut cáperent Iesum in sermóne. Et mittunt ei discípulos suos cum Herodiánis, dicéntes: Magíster, scimus, quia verax es et viam Dei in veritáte doces, et non est tibi cura de áliquo: non enim réspicis persónam hóminum: dic ergo nobis, quid tibi vidétur, licet censum dare Cǽsari, an non? Cógnita autem Iesus nequítia eórum, ait: Quid me tentátis, hypócritæ? Osténdite mihi numísma census. At illi obtulérunt ei denárium. Et ait illis Iesus: Cuius est imágo hæc et superscríptio? Dicunt ei: Cǽsaris. Tunc ait illis: Réddite ergo, quæ sunt Cǽsaris, Cǽsari; et, quæ sunt Dei, Deo.

Vangelo secondo Matteo 22, 15 - 21)

Traduzione:

In quel tempo: Adunatisi, i Farisei tennero consiglio per sorprendere Gesú nel suo parlare. Gli mandarono i loro discepoli con gli Erodiani a dirgli: Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo la verità, e non hai riguardo per alcuno, poiché non guardi alla persona degli uomini: dicci il tuo parere: è lecito o no pagare il tributo a Cesare? Ma Gesú, conoscendo la loro malizia, rispose: Ipocriti, perché mi tentate? Mostratemi la moneta del tributo. Ed essi gli presentarono un denaro. E Gesú disse loro: Di chi è questa immagine e questa iscrizione? Gli risposero: Di Cesare. Ed allora Gesú: Rendete dunque a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio.

sabato 4 novembre 2017

San Carlo Borromeo a Roma


Santa Messa letta alle ore 17:00, preceduta dalla recita del Santo Rosario alle ore 16:30.
Chiesa di sant'Anna al Laterano in via Merulana, Roma. 

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis parábolam hanc: Homo peregre proficíscens vocávit servos suos, et trádidit illis bona sua. Et uni dedit quinque talénta, álii autem duo, álii vero unum, unicuíque secúndum própriam virtútem, et proféctus est statim. Abiit autem, qui quinque talénta accéperat, et operátus est in eis, et lucrátus est ália quinque. Simíliter et, qui duo accéperat, lucrátus est ália duo. Qui autem unum accéperat, ábiens fodit in terram, et abscóndit pecúniam dómini sui. Post multum vero témporis venit dóminus servórum illórum, et pósuit ratiónem cum eis. Et accédens qui quinque talénta accéperat, óbtulit alia quinque talénta, dicens:Dómine, quinque talénta tradidísti mihi, ecce, alia quinque superlucrátus sum. Ait illi dóminus eius: Euge, serve bone et fidélis, quia super pauca fuísti fidélis, super multa te constituam: intra in gáudium dómini tui. Accéssit autem et qui duo talénta accéperat, et ait: Dómine, duo talénta tradidísti mihi, ecce, ália duo lucrátus sum. Ait illi dóminus eius: Euge, serve bone et fidélis, quia super pauca fuísti fidélis, super multa te constítuam: intra in gáudium dómini tui. 

(vangelo secondo Matteo 25, 14 - 23)

Traduzione:

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Un uomo, in procinto di partire, chiamati i servi consegnò loro i suoi beni: a chi diede cinque talenti, a chi due, a chi uno: a ciascuno secondo la sua capacità, e subito partì. Tosto colui, che aveva ricevuto cinque talenti, andò a negoziarli e ne guadagnò altri cinque. Similmente quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Ma colui che ne aveva ricevuto uno andò a fare una buca nella terra e vi nascose il danaro del suo padrone. Or molto tempo dopo ritornò il padrone di quei servi, e li chiamò a render conto. E venuto quello che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque dicendo: “Signore, me ne desti cinque, ecco ne ho guadagnati altri cinque. E il padrone a lui: “Bene, servo buono e fedele, perché sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; entra nella gioia del tuo Signore. E presentatosi l'altro che aveva ricevuto due talenti, disse: “Signore, me ne hai affidati due; eccone guadagnati altri due". E il padrone a lui: “Bene, servo buono e fedele, perché sei stato fedele, nel poco, ti darò potere su molto: entra nella gioia del tuo Signore"».


giovedì 2 novembre 2017

Commemorazione dei Fedeli Defunti alle Catacombe a Roma


Santa Messa letta presso le Catacombe di Santa Priscilla, Roma.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus turbis Iudæórum: Amen, amen, dico vobis, quia venit hora, et nunc est, quando mórtui áudient vocem Fílii Dei: et qui audíerint, vivent. Sicut enim Pater habet vitam in semetípso, sic dedit et Fílio habére vitam in semetípso: et potestátem dedit ei iudícium fácere, quia Fílius hóminis est. Nolíte mirári hoc, quia venit hora, in qua omnes, qui in monuméntis sunt, áudient vocem Fílii Dei: et procédent, qui bona fecérunt, in resurrectiónem vitæ: qui vero mala egérunt, in resurrectiónem iudícii.

(Vangelo secondo Giovanni 5, 25 - 29)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse alle turbe dei Guidei: In verità, in verità vi dico, viene l’ora, ed è questa, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio: e chi l’avrà udita, vivrà. Perché come il Padre ha la vita in sè stesso, cosí diede al Figlio di avere la vita in sè stesso: e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non vi stupite di questo, perché viene l’ora in cui quanti sono nei sepolcri udranno la voce del Figlio di Dio: e ne usciranno, quelli che fecero il bene per una resurrezione di vita: quelli che fecero il male per una resurrezione di condanna.