domenica 28 luglio 2019

Settima domenica dopo Pentecoste ad Oriago di Mira (Venezia)


Santa Messa letta della settima domenica dopo Pentecoste, alle ore 16:00 presso la chiesa parrocchiale di san Pietro Apostolo ad Oriago di Mira (Venezia).

(photo by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Atténdite a falsis prophétis, qui véniunt ad vos in vestiméntis óvium, intrínsecus autem sunt lupi rapáces: a frúctibus eórum cognoscétis eos. Numquid cólligunt de spinis uvas, aut de tríbulis ficus ? Sic omnis arbor bona fructus bonos facit: mala autem arbor malos fructus facit. Non potest arbor bona malos fructus fácere: neque arbor mala bonos fructus fácere. Omnis arbor, quæ non facit fructum bonum, excidétur et in ignem mittétur. Igitur ex frúctibus eórum cognoscétis eos. Non omnis, qui dicit mihi, Dómine, Dómine, intrábit in regnum cœlórum: sed qui facit voluntátem Patris mei, qui in cœlis est, ipse intrábit in regnum cœlórum. 

(Vangelo secondo Matteo 7, 15 - 21)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi sotto l’aspetto di pecore, ma che nell’intimo sono lupi rapaci: li riconoscerete dai loro frutti. Forse che alcuno raccoglie l’uva dalle spine o il fico dai rovi? Cosí ogni albero buono dà buoni frutti; mentre l’albero cattivo dà frutti cattivi. Non può l’albero buono produrre frutti cattivi, né l’albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che dà frutti cattivi sarà tagliato e gettato nel fuoco. Dunque, dai loro frutti li riconoscerete. Non chiunque mi dirà: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli, questi entrerà nel regno dei cieli. 



giovedì 25 luglio 2019

Antica Novena di San Giacomo Apostolo


Busto del Santo presso la Cattedrale di Santiago de Compostela in Spagna.

(photo by Alessandro Franzoni)


Antica Novena di Capizzi (Messina)


PRIMA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, per la meravigliosa prontezza che mostaste nell’ubbidire alla voce del Verbo Umanato, e che al dì vi scelse per uno dei suoi compagni nell’apostolato e che lasciaste ogni altro bene per seguirlo. Vogliate impetrarci dal Medesimo una risoluta corrispondenza alla Divina ispirazione che ci invita a vivere dimentichi di questo mondo e pronti a procacciarsi i beni del Paradiso.

PATER, AVE E GLORIA

Oh Gran Santo Protettore ab eterno destinato al supremo apostolato fosti accetto a Dio Signore Oh! Gran Santo Protettore. (bis)


SECONDA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, per il quale nome di tuono che ottenesti dal vostro cugino Gesù per cui metteste in rovina gli eserciti dei mori, nemici del nome cristiano, vogliate bandire da noi l’orgoglio dei tre nostri principali nemici che congiurano contro le nostre anime e che sono: il mondo, la carne ed il demonio.

PATER, AVE E GLORIA

Nome aveste Boanerghes Che vuol dire figlio del tuono per te vinti i mori sono. Plaude Spagna al tuo valore Oh! Gran Santo Protettore. (bis)


TERZA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, per il grande affetto che verso di voi dimostrò il Vostro caro Maestro nella sua inseparabile compagnia, anche nei misteri più reconditi di nostra fede, vogliate accedere nel nostro cuore un’ardente devozione al vostro culto ed una fornace d’amore verso Dio.

PATER, AVE E GLORIA

Fosti appena un dì chiamato Lasci reti, mare e barca Per seguire il gran monarca Con sincero e puro amore Oh! Gran Santo Protettore. (bis)


QUARTA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, per la mirabile visione che aveste della Regina del Cielo cui serviste di strumento, con l’assistenza degli Angeli per edificare a suo onore la prima chiesa nella capitale d’Aragona, vogliate impetrarci dalla medesima un’ardente brama di servirla ed una vera devozione al suo venerabile nome.

PATER, AVE E GLORIA

Di Maria pur foste amante A cui templi e chiese alzasti Fa che noi umili e casti Stesse impressa sempre al core, oh! Gra Santo Protettore. (bis)


QUINTA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, per l’ardente zelo che mostraste in difesa del Nazareno, esponendovi a vendicare le ingiurie fattigli dai Samaritani, vogliate talmente accendere nel nostro petto un eccessivo desiderio di difendere il suo amore che, ove si tratta di impedire ogni minima colpa, posponessimo anche col sangue la vita.

PATER, AVE E GLORIA

Nel mirarti acceso e ardente E ripien di santo zelo a mostrar la vita al cielo, ne gioisce il nostro core oh! Gran Santo Protettore. (bis)


SESTA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, per i due prodigiosi miracoli che faceste in atto di andare alla morte, allorchè sanaste il paralitico e convertiste alla fede uno dei vostri principali carnefici facendolo anche vostro commartire, vogliate anche a noi, paralitici della grazia, impetrare il moto di una vera conversione per mai più trasgredire la vera legge di Gesù Cristo.

PATER, AVE E GLORIA

Mentre corri al tuo martire Dio per te fa dei portenti In quegli ultimi momenti, e ai tiranni muta il core oh! Gran Santo Protettore. (bis)


SETTIMA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, che per simpatia d’affetto verso di voi ebbe la Vergine in tutto simile al Suo Unigenito che volle, colle proprie mani, trasferire la vostra purissima anima alla patria celeste, vogliate anche a noi, fatti ad immagine di Dio, ottenere assistenza d’entrambi, nel punto di nostra morte, per assicurarci la strada del paradiso.

PATER AVE E GLORIA

Oh! che bella ricopensa Dona il cielo a chi costante Ver Gesù si mostra amante Godrà gloria e immenso amore Oh! Gran Santo Protettore. (bis)


OTTAVA POSTA

Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro Protettore Giacomo, per il singolare provolegio che vi concesse il nostro caro Maestro nel rendervi Protomartire agli Apostoli, vogliate concederci una viva brama di patire per Dio, deponendo anche la vita, siccome Voi ai comandi di Erode, deponeste il Sacrato corpo, ai piedi della Vergine, nel giorno stesso che egli morì su di un patibolo nel Calvario.

AVE, PATER E GLORIA

Deh! Via dunque o grande eroe I nemici nostri atterra Togli fame, peste e guerra E gradisci il nostro amore Oh! Gran Santo Protettore. (bis)


NONA POSTA

Oh! Santo Apostolo e nostro protettore Giacomo, per le grazie che di continuo spandete e tutto il mondo che in abito pellegrino concorre a venerare le vostre reliquie nella Spagna, nel di cui suolo, con indicibile miracolo l’esponeste, vogliate anche noi che vi abbiamo eletto per speciale Protettore, difenderci da ogni male in questa vita, per godere nell’altra la faccia beata, velata di Dio per tutti i secoli dei secoli, Amen.

PATER, AVE E GLORIA

Oh! che presto ognun di noi Veder possa il Paradiso La tua gloria, il tuo bel viso Nel gran gaudio del Signore Oh! Gran Santo Protettore.


OFFERTA

Gloriosissimo Apostolo, ardentissimo serafino di carità e zelo, tutelare Angelo della Chiesa militante San Giacomo, io N……, quanto più vile, altrettanto peccatore, mosso nondimeno dalla vostra impareggiabile santità e dal desiderio di imitare le Vostre eroiche virtù. Non contento di vedervi costituito fedele custode di questo pubblico, prostrato oggi ai vostri piedi vi eleggo anch’io, in presenza dell’Angelo Custode e di tutta la coorte del Paradiso, per mio particolare protettore ed avvocato ed in segno della mia accesa devozione, vi offro liberamente il mio corpo ed i miei sensi ed operazioni, il cuore con tutti gli affetti e l’anima con tutto me stesso, acciò essendo tutto vostro, non pensi, non parli, non operi cosa alcuna, che non sia conforme al vostro genio ed al volere del nostro Divin Maestro. Accettate dunque questa mia umile offerta e, se per il passato sono stato lontano dal vostro esempio, giacchè Voi alla prima voce ubbidiste ed io dopo tante invocazioni mi sono reso più sordo; Voi con un solo raggio di Pentecoste accendeste più regni ed io dopo replicati impulsi ed eccessiva carità, sono divenuto più freddo: Voi insomma autenticaste la già promulgata fede con vostro sangue ed io anzi, ho sparso tanto di sudore per oltraggiarla. Vi prometto, in avvenire, una perfetta imitazione delle Vostre virtù, un ardente zelo del vostro amore, ed una costante perseveranza nel visitarvi spesso esposto sull’altare. Bandite intantocosì da me come da questa città di Capizzi i meritati castighi ed impetratemi, dal Tribunale della Divina Misericordia, il perdono generale dei peccati commessi, una fida custodia dei presenti e di una invitta fortezza contro i mali futuri, acciò imitando l’innocenza di vostra vita possa alla fine spirare quest’anima come voi in presenza di Maria nostra comune signora, per ottenere mediante il patrocinio d’entrambi, dall’Eterno Giudice, favorevole la sentenza in quell’orribile momento da cui dipende la mia eterna salvezza e così goderlo per sempre con Voi Padre rimuneratore in trono rifulgentissimo di gloria.
Amen.

domenica 21 luglio 2019

Sesta domenica dopo Pentecoste ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza)


Santa Messa letta con cantici presso la chiesa di San Pancrazio ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza) alle ore 17:00, preceduta dalla recita del Santo Rosario alle ore 16:30. 
Celebrante don Joseph Kramer FSSP.

(photo by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Cum turba multa esset cum Iesu, nec habérent, quod manducárent, convocátis discípulis, ait illis: Miséreor super turbam: quia ecce iam tríduo sústinent me, nec habent quod mandúcent: et si dimísero eos ieiúnos in domum suam, defícient in via: quidam enim ex eis de longe venérunt. Et respondérunt ei discípuli sui: Unde illos quis póterit hic saturáre pánibus in solitúdine? Et interrogávit eos: Quot panes habétis? Qui dixérunt: Septem. Et præcépit turbæ discúmbere super terram. Et accípiens septem panes, grátias agens fregit, et dabat discípulis suis, ut appónerent, et apposuérunt turbæ. Et habébant piscículos paucos: et ipsos benedíxit, et iussit appóni. Et manducavérunt, et saturáti sunt, et sustulérunt quod superáverat de fragméntis, septem sportas. Erant autem qui manducáverant, quasi quátuor mília: et dimísit eos.

(Vangelo secondo Marco 8, 1 - 9)

Traduzione:

In quel tempo: Radunatasi molta folla attorno a Gesú, e non avendo da mangiare, egli, chiamati i discepoli, disse loro: Ho compassione di costoro, perché già da tre giorni sono con me e non hanno da mangiare; e se li rimanderò alle loro case digiuni, cadranno lungo la via, perché alcuni di essi sono venuti da lontano. E gli risposero i suoi discepoli: Come potremo saziarli di pane in questo deserto? E chiese loro: Quanti pani avete? E risposero: Sette. E comandò alla folla di sedersi a terra. E presi i sette pani, rese grazie e li spezzò e li diede ai suoi discepoli per distribuirli, ed essi li distribuirono alla folla. Ed avevano alcuni pesciolini, e benedisse anche quelli e comandò di distribuirli. E mangiarono, e si saziarono, e con i resti riempirono sette ceste. Ora, quelli che avevano mangiato erano circa quattro mila: e li congedò.


venerdì 19 luglio 2019

San Vincenzo de' Paoli a Venezia


Santa Messa sub silentio presso la chiesa di San Simon Piccolo (fronte stazione) a Venezia.
Celebrante don Joseph Kramer FSSP.

(photo by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Designávit Dóminus et alios septuagínta duos: et misit illos binos ante fáciem suam in omnem civitátem et locum, quo erat ipse ventúrus. Et dicebat illis: Messis quidem multa, operárii autem pauci. Rogáte ergo Dóminum messis, ut mittat operários in messem suam. Ite: ecce, ego mitto vos sicut agnos inter lupos. Nolíte portáre sacculum neque peram neque calceaménta; et néminem per viam salutavéritis. In quamcúmque domum intravéritis, primum dícite: Pax huic dómui: et si ibi fúerit fílius pacis, requiéscet super illum pax vestra: sin autem, ad vos revertétur. In eádem autem domo manéte, edéntes et bibéntes quæ apud illos sunt: dignus est enim operárius mercéde sua. Nolíte transíre de domo in domum. Et in quamcúmque civitátem intravéritis, et suscéperint vos, manducáte quæ apponúntur vobis: et curáte infírmos, qui in illa sunt, et dícite illis: Appropinquávit in vos regnum Dei.

(Vangelo secondo Luca 10, 1 - 9)

Traduzione:

In quel tempo: Il Signore scelse anche altri settantadue discepoli e li mandò a due a due innanzi a sé in ogni città e luogo dove egli era per andare. E diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai per la sua mietitura. Andate! Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo a lupi. Non portate né borsa, né sacca, né sandali; e per la strada non salutate nessuno. In qualunque casa entrerete, dite prima di tutto: “Pace a questa casa”. E se ci sarà un figlio di pace riposerà su di lui la pace vostra, altrimenti ritornerà a voi. E nella stessa casa restate, mangiando e bevendo di quel che vi dànno; perché l'operaio è degno della sua mercede. Non girate di casa in casa. E in qualunque città entrerete, se vi accolgono, mangiate di quel che vi sarà messo davanti e guarite gli infermi che ci sono, e dite loro: “Sta per venire a voi il Regno di Dio”».

martedì 16 luglio 2019

16 luglio: BVM del Monte Carmelo


La processione in onore della Vergine del Carmelo tenutasi lo scorso anno a Roma lungo la Via della Conciliazione.

(photo by Andrea D.)






Nel 1245 Innocenzo IV approvò la Regola dei Carmelitani sotto il generalato di san Simone Stock. Il 16 luglio 1251, Maria apparve al santo rimettendogli l'abito che doveva essere il segno distintivo dell'Ordine. Innocenzo IV benedisse questo vestito e concesse numerosi privilegi, non soltanto per i membri di quest'Ordine, ma anche per tutti quelli che entrassero nella Confraternita della Madonna del Monte Carmelo. Portando lo scapolare, che è la riduzione di quello dei Padri Carmelitani, essi partecipano a tutti i loro meriti e possono sperare, da parte della Vergine, una pronta liberazione dal Purgatorio, se sono stati fedeli nell'astinenza, nella castità secondo il loro stato e nel recitare le preghiere prescritte da Giovanni XXII nella Bolla, detta Sabatina, pubblicata il 3 marzo 1322. Così la festa della Madonna del Carmelo, prima particolare alle chiese di quest'Ordine, fu estesa a tutta la cristianità da Benedetto XIII, nel 1726.


domenica 14 luglio 2019

Quinta domenica dopo Pentecoste ad Oriago di Mira (Venezia)


Santa Messa letta alle ore 16:00 presso la chiesa di San Pietro Apostolo ad Oriago di Mira (Venezia).

(photo by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Nisi abundáverit iustítia vestra plus quam scribárum et pharisæórum, non intrábitis in regnum cœlórum. Audístis, quia dictum est antíquis: Non occídes: qui autem occíderit, reus erit iudício. Ego autem dico vobis: quia omnis, qui iráscitur fratri suo, reus erit iudício. Qui autem díxerit fratri suo, raca: reus erit concílio. Qui autem díxerit, fátue: reus erit gehénnæ ignis. Si ergo offers munus tuum ad altáre, et ibi recordátus fúeris, quia frater tuus habet áliquid advérsum te: relínque ibi munus tuum ante altáre et vade prius reconciliári fratri tuo: et tunc véniens ófferes munus tuum.

(Vangelo secondo Matteo 5, 20 - 24)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: Se la vostra giustizia non sarà stata più grande di quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei Cieli. Avete sentito che è stato detto agli antichi: Non uccidere; chi infatti avrà ucciso sarà condannato in giudizio. Ma io vi dico che chiunque si adira col fratello sarà condannato in giudizio. Chi avrà detto a suo fratello: raca, imbecille, sarà condannato nel Sinedrio. E chi gli avrà detto: pazzo; sarà condannato al fuoco della geenna. Se dunque porti la tua offerta all’altare e allora ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia la tua offerta all’altare e va prima a riconciliarti con tuo fratello, e poi, ritornato, fa la tua offerta.



venerdì 12 luglio 2019

12 luglio: san Giovanni Guadalberto abate


Maestro del Polittico di Ciriè, Ante del Trittio con i Santi Gerolamo e Giovanni Guadalberto con un devoto, presso palazzo Madama, Torino.




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Audístis, quia dictum est: Diliges próximum tuum, et ódio habébis inimícum tuum. Ego autem dico vobis: Dilígite inimícos vestros, benefácite his, qui odérunt vos, et oráte pro persequéntibus et calumniántibus vos, ut sitis fílii Patris vestri, qui in coelis est: qui solem suum oriri facit super bonos et malos, et pluit super iustos et iniústos. Si enim dilígitis eos, qui vos díligunt, quam mercédem habébitis? nonne et publicáni hoc fáciunt? Et si salutavéritis fratres vestros tantum, quid ámplius tácitis? nonne et éthnici hoc fáciunt? Estóte ergo vos perfécti, sicut et Pater vester coeléstis perféctus est.

(Vangelo secondo Matteo 5, 43 - 48)

Traduzione:

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete udito che fu detto: “Amerai il tuo prossimo ed odierai il tuo nemico". Ma io vi dico: amate i vostri nemici; fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi perseguitano e vi calunniano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; il quale fa sorgere il suo sole sui buoni e sui cattivi e fa piovere su giusti ed ingiusti. Ché se amate chi vi ama, quale premio ne avrete? Non fanno altrettanto anche i pubblicani? E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di speciale? Non fanno altrettanto i pagani? Siate adunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

martedì 9 luglio 2019

Santa Messa privata a Vicenza


Presso la Basilica di San Lorenzo in Vicenza.
Celebrante mons Richard Soseman.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Cum turbæ irrúerent in Iesum, ut audírent verbum Dei, et ipse stabat secus stagnum Genésareth. Et vidit duas naves stantes secus stagnum: piscatóres autem descénderant et lavábant rétia. Ascéndens autem in unam navim, quæ erat Simónis, rogávit eum a terra redúcere pusíllum. Et sedens docébat de navícula turbas. Ut cessávit autem loqui, dixit ad Simónem: Duc in altum, et laxáte rétia vestra in captúram. Et respóndens Simon, dixit illi: Præcéptor, per totam noctem laborántes, nihil cépimus: in verbo autem tuo laxábo rete. Et cum hoc fecíssent, conclusérunt píscium multitúdinem copiósam: rumpebátur autem rete eórum. Et annuérunt sóciis, qui erant in ália navi, ut venírent et adiuvárent eos. Et venérunt, et implevérunt ambas navículas, ita ut pæne mergeréntur. Quod cum vidéret Simon Petrus, prócidit ad génua Iesu, dicens: Exi a me, quia homo peccátor sum, Dómine. Stupor enim circumdéderat eum et omnes, qui cum illo erant, in captúra píscium, quam céperant: simíliter autem Iacóbum et Ioánnem, fílios Zebedǽi, qui erant sócii Simónis. Et ait ad Simónem Iesus: Noli timére: ex hoc iam hómines eris cápiens. Et subdúctis ad terram návibus, relictis ómnibus, secuti sunt eum.

(Vangelo secondo Luca 5, 1 - 11)

Traduzione:

In quel tempo: Affollàtesi le turbe attorno a Gesú per udire la parola di Dio, Egli si teneva sulla riva del lago di Genézareth. E vide due barche tirate a riva, poiché i pescatori erano discesi e lavavano le reti. Salendo in una barca, che era di Simone, lo pregò di allontanarlo un poco dalla spiaggia; e sedendo insegnava alle turbe dalla navicella. Quando finí di parlare, disse a Simone: Va al largo, e getta le reti per la pesca. E rispondendogli, Simone disse: Maestro, per tutta la notte abbiamo lavorato senza prendere niente, tuttavia, sulla tua parola, getterò la rete. E fattolo, presero una cosí grande quantità di pesci che le reti si rompevano. E allora fecero segno ai compagni che erano nell’altra barca affinché venissero ad aiutarli. E vennero, e riempirono le due barche al punto che stavano per affondare. Visto questo, Simone Pietro si gettò ai piedi di Gesú, dicendo: Allontanati da me, o Signore, poiché sono un peccatore. Lo spavento infatti si era impadronito di lui e di quelli che erano con lui a causa della pesca: ed erano sbigottiti anche Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano compagni di Simone. E Gesú disse a Simone: Non temere: d’ora in poi sarai pescatore di uomini. E avendo tirato a secco le barche, lasciata ogni cosa, lo seguirono.


domenica 7 luglio 2019

Quarta domenica dopo Pentecoste ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza)


Santa Messa letta con cantici presso la chiesa di san Pancrazio ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza) alle ore 17:00, preceduta dalla recita del Santo Rosario alle ore 16:30. 
Celebrante don Joseph Kramer FSSP.

(photo by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Cum turbæ irrúerent in Iesum, ut audírent verbum Dei, et ipse stabat secus stagnum Genésareth. Et vidit duas naves stantes secus stagnum: piscatóres autem descénderant et lavábant rétia. Ascéndens autem in unam navim, quæ erat Simónis, rogávit eum a terra redúcere pusíllum. Et sedens docébat de navícula turbas. Ut cessávit autem loqui, dixit ad Simónem: Duc in altum, et laxáte rétia vestra in captúram. Et respóndens Simon, dixit illi: Præcéptor, per totam noctem laborántes, nihil cépimus: in verbo autem tuo laxábo rete. Et cum hoc fecíssent, conclusérunt píscium multitúdinem copiósam: rumpebátur autem rete eórum. Et annuérunt sóciis, qui erant in ália navi, ut venírent et adiuvárent eos. Et venérunt, et implevérunt ambas navículas, ita ut pæne mergeréntur. Quod cum vidéret Simon Petrus, prócidit ad génua Iesu, dicens: Exi a me, quia homo peccátor sum, Dómine. Stupor enim circumdéderat eum et omnes, qui cum illo erant, in captúra píscium, quam céperant: simíliter autem Iacóbum et Ioánnem, fílios Zebedǽi, qui erant sócii Simónis. Et ait ad Simónem Iesus: Noli timére: ex hoc iam hómines eris cápiens. Et subdúctis ad terram návibus, relictis ómnibus, secuti sunt eum.

(Vangelo secondo Luca 5, 1 - 11)

Traduzione:

In quel tempo: Affollàtesi le turbe attorno a Gesú per udire la parola di Dio, Egli si teneva sulla riva del lago di Genézareth. E vide due barche tirate a riva, poiché i pescatori erano discesi e lavavano le reti. Salendo in una barca, che era di Simone, lo pregò di allontanarlo un poco dalla spiaggia; e sedendo insegnava alle turbe dalla navicella. Quando finí di parlare, disse a Simone: Va al largo, e getta le reti per la pesca. E rispondendogli, Simone disse: Maestro, per tutta la notte abbiamo lavorato senza prendere niente, tuttavia, sulla tua parola, getterò la rete. E fattolo, presero una cosí grande quantità di pesci che le reti si rompevano. E allora fecero segno ai compagni che erano nell’altra barca affinché venissero ad aiutarli. E vennero, e riempirono le due barche al punto che stavano per affondare. Visto questo, Simone Pietro si gettò ai piedi di Gesú, dicendo: Allontanati da me, o Signore, poiché sono un peccatore. Lo spavento infatti si era impadronito di lui e di quelli che erano con lui a causa della pesca: ed erano sbigottiti anche Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano compagni di Simone. E Gesú disse a Simone: Non temere: d’ora in poi sarai pescatore di uomini. E avendo tirato a secco le barche, lasciata ogni cosa, lo seguirono.