domenica 24 agosto 2025

Undicesima domenica dopo Pentecoste


Santa Messa letta alle ore 11:00 nel Rito Domenicano Antico.
Celebrata da padre I.Gnius OP nei locali dell’antico refettorio del Convento Domenicano, dato che la Kaplytsya Rozena sta subendo lavori di restauro.

(photo by Alessandro Franzoni)


VANGELO

In illo témpore: Exiens Iesus de fínibus Tyri, venit per Sidónem ad mare Galilǽæ, inter médios fines Decapóleos. Et addúcunt ei surdum et mutum, et deprecabántur eum, ut impónat illi manum. Et apprehéndens eum de turba seórsum, misit dígitos suos in aurículas eius: et éxspuens, tétigit linguam eius: et suspíciens in cœlum, ingémuit, et ait illi: Ephphetha, quod est adaperíre. Et statim apértæ sunt aures eius, et solútum est vínculum linguæ eius, et loquebátur recte. Et præcépit illis, ne cui dícerent. Quanto autem eis præcipiébat, tanto magis plus prædicábant: et eo ámplius admirabántur, dicéntes: Bene ómnia fecit: et surdos fecit audíre et mutos loqui.

Vangelo di Marco 7, 31 - 37

Traduzione:

In quel tempo: Uscendo dal territorio di Tiro, Gesú venne per Sidone verso il mare di Galilea, attraversando la Decàpoli. E gli conducono innanzi un sordo, scongiurandolo affinché gli imponga le mani. Allora, allontanandolo dalla folla, Gesú mise le sue dita nelle orecchie del sordo, con la saliva gli toccò la lingua e, guardando verso il cielo, sospirò dicendo: Effeta! cioè: apriti. Subito le sue orecchie si aprirono, si sciolse il nodo della lingua e parlò rettamente. E Gesú comandò loro di non parlarne ad alcuno. Ma quanto piú egli raccomandava il silenzio, tanto piú quelli divulgavano e facevano meraviglie dicendo: Fece bene ogni cosa: fece udire i sordi e parlare i muti.


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domenica 17 agosto 2025

Decima domenica dopo Pentecoste a Lviv (Ucraina)


Santa Messa letta alle ore 11:00 nel Rito Domenicano Antico.
Celebrata da padre I.Gnius OP nei locali dell’antico refettorio del Convento Domenicano, dato che la Kaplytsya Rozena sta subendo lavori di restauro.

(foto dal web)


VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus ad quosdam, qui in se confidébant tamquam iusti et aspernabántur céteros, parábolam istam: Duo hómines ascendérunt in templum, ut orárent: unus pharisǽus, et alter publicánus. Pharisǽus stans, hæc apud se orábat: Deus, grátias ago tibi, quia non sum sicut céteri hóminum: raptóres, iniústi, adúlteri: velut étiam hic publicánus. Ieiúno bis in sábbato: décimas do ómnium, quæ possídeo. Et publicánus a longe stans nolébat nec óculos ad cœlum leváre: sed percutiébat pectus suum, dicens: Deus, propítius esto mihi peccatóri.Dico vobis: descéndit hic iustificátus in domum suam ab illo: quia omnis qui se exáltat, humiliábitur: et qui se humíliat, exaltábitur.

Vangelo secondo Luca 8, 9 - 14

Traduzione:

In quel tempo: Ad alcuni che si ritenevano giusti e disprezzavano gli altri, Gesú disse questa parabola: Due uomini salirono al tempio per pregare: uno era fariseo, l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava cosí entro di sé: Signore, Ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, o come anche questo pubblicano. Io digiuno due volte il sabato e dò le decime di tutto quello che posseggo. E il pubblicano, stando lontano, non osava neppure levare lo sguardo in alto, ma si percuoteva il petto, dicendo: O Dio, sii clemente con me peccatore. Orbene, io vi dico che questi ritornò a casa sua giustificato a preferenza dell’altro, poiché chi si esalta verrà umiliato e chi si umilia verrà esaltato.


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venerdì 15 agosto 2025

Assunzione della BVM a Lviv (Ucraina)


Lorenzo Costa, Maria Assunta in cielo e coronata di Angeli, 1480, Pinacoteca Nazionale di Bologna.

(photo by Francesco Bianco)


VANGELO

In illo témpore: Repléta est Spíritu Sancto Elisabeth et exclamávit voce magna, et dixit: Benedícta tu inter mulíeres, et benedíctus fructus ventris tui. Et unde hoc mihi ut véniat mater Dómini mei ad me? Ecce enim ut facta est vox salutatiónis tuæ in áuribus meis, exsultávit in gáudio infans in útero meo. Et beáta, quæ credidísti, quóniam perficiéntur ea, quæ dicta sunt tibi a Dómino. Et ait María: Magníficat ánima mea Dóminum; et exsultávit spíritus meus in Deo salutári meo; quia respéxit humilitátem ancíllæ suæ, ecce enim ex hoc beátam me dicent omnes generatiónes. Quia fecit mihi magna qui potens est, et sanctum nomen eius, et misericórdia eius a progénie in progénies timéntibus eum.

Vangelo di Luca 1, 41 - 50

Traduzione:

In quel tempo: Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo, e ad alta voce esclamò: Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo seno! Donde a me questo onore che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, infatti, che appena il tuo saluto è giunto alle mie orecchie, il bimbo ha trasalito nel mio seno. Beata te, che hai creduto che si compirebbero le cose che ti furono dette dal Signore! E Maria rispose: L’ànima mia magnifica il Signore, e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore, perché ha guardato all’umiltà della sua serva; ed ecco che da ora tutte le generazioni mi diranno beata. Perché grandi cose mi ha fatto colui che è potente, e santo è il suo nome, e la sua misericordia si estende di generazione in generazione su chi lo teme.


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giovedì 14 agosto 2025

Vigilia dell’Assunzione della BVM a Lviv (Ucraina)


Santa Messa letta alle ore 11:00 nel Rito Domenicano Antico.
Celebrata da padre I.Gnius OP nei locali dell’antico refettorio del Convento Domenicano, dato che la Kaplytsya Rozena sta subendo lavori di restauro.

(photo by Alessandro Franzoni)


VANGELO

In illo témpore: Loquénte Iesu ad turbas, extóllens vocem quædam múlier de turba, dixit illi: Beátus venter, qui te portávit, et ubera, quæ suxísti. At ille dixit: Quinímmo beáti, qui áudiunt verbum Dei, et custódiunt illum.

Vangelo di Luca 11,27 - 28

Traduzione:

In quel tempo, mentre Gesù parlava alla folla, avvenne che una donna, tra la folla, alzò la voce e disse: «Beato il seno che ti ha portato e il petto che ti ha nutrito». Ma egli disse: «Beati, piuttosto, coloro che ascoltano la parola di Dio, e la custodiscono».


Filippo Lippi, Assunzione della Vergine, affresco presso la cattedrale di Santa Maria Assunta a Spoleto in Umbria.

(foto dal web)


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domenica 10 agosto 2025

Nona domenica dopo Pentecoste


Santa Messa letta alle ore 11:00 nel Rito Domenicano Antico.
Celebrata da padre I.Gnius OP nei locali dell’antico refettorio del Convento Domenicano, dato che la Kaplytsya Rozena sta subendo lavori di restauro.

(photo by Alessandro Franzoni)


VANGELO

In illo témpore: Cum appropinquáret Iesus Ierúsalem, videns civitátem, flevit super illam, dicens: Quia si cognovísses et tu, et quidem in hac die tua, quæ ad pacem tibi, nunc autem abscóndita sunt ab óculis tuis. Quia vénient dies in te: et circúmdabunt te inimíci tui vallo, et circúmdabunt te: et coangustábunt te úndique: et ad terram prostérnent te, et fílios tuos, qui in te sunt, et non relínquent in te lápidem super lápidem: eo quod non cognóveris tempus visitatiónis tuæ. Et ingréssus in templum, cœpit eiícere vendéntes in illo et eméntes, dicens illis: Scriptum est: Quia domus mea domus oratiónis est. Vos autem fecístis illam speluncam latrónum. Et erat docens cotídie in templo.

Vangelo di Luca 19, 41 - 47

Traduzione:

In quel tempo: Essendo Gesú giunto vicino a Gerusalemme, scorgendo la città, pianse su di essa, dicendo: Oh! se in questo giorno avessi conosciuto anche tu quello che occorreva per la tua pace! Ma tutto ciò è ormai nascosto ai tuoi occhi. Perciò per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno con trincee, ti assedieranno e ti angustieranno da ogni parte; e getteranno a terra te e i tuoi figli che abitano in te, e non lasceranno in te pietra su pietra, poiché non hai conosciuto il tempo in cui sei stata visitata. Entrato poi nel tempio, cominciò a cacciare quanti lí dentro vendevano e compravano, dicendo loro: Sta scritto: La mia casa è casa di preghiera. Voi invece ne avete fatta una spelonca di ladri. E ogni giorno insegnava nel tempio.


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venerdì 8 agosto 2025

8 agosto: san Giovanni Maria Vianney


(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Sint lumbi vestri præcíncti, et lucernæ ardéntes in mánibus vestris, et vos símiles homínibus exspectántibus dóminum suum, quando revertátur a núptiis: ut, cum vénerit et pulsáverit, conféstim apériant ei. Beáti servi illi, quos, cum vénerit dóminus, invénerit vigilántes: amen, dico vobis, quod præcínget se, et fáciet illos discúmbere, et tránsiens ministrábit illis. Et si vénerit in secúnda vigília, et si in tértia vigília vénerit, et ita invénerit, beáti sunt servi illi. Hoc autem scitóte, quóniam, si sciret paterfamílias, qua hora fur veníret, vigiláret útique, et non síneret pérfodi domum suam. Et vos estóte paráti, quia, qua hora non putátis, Fílius hóminis véniet.

Vangelo di Luca 12, 35 - 40

Traduzione:

In quel tempo: Disse Gesù ai suoi discepoli: «I vostri fianchi sian cinti ed accese nelle vostre mani le lucerne, come coloro che aspettano il loro padrone quando torni da nozze, per aprirgli appena giunge e picchia. Beati quei servi che il padrone, arrivando, troverà desti. In verità vi dico, che, cintosi, li farà sedere a tavola e si metterà a servirli. E se giungerà alla seconda vigilia e se giungerà alla terza vigilia e li troverà così, beati loro! Sappiate pero che se il padrone conoscesse in qual ora viene il ladro, veglierebbe senza dubbio, e non si lascerebbe sfondare la casa. E anche voi tenetevi pronti, perché, nell'ora che non pensate, verrà il Figlio dell'uomo.




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giovedì 7 agosto 2025

7 agosto: san Gaetano Thiene


(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Nemo potest duóbus dóminis servíre: aut enim unum ódio habébit, et álterum díliget: aut unum sustinébit, et alterum contémnet. Non potéstis Deo servíre et mammóna;. Ideo dico vobis, ne sollíciti sitis ánimæ vestræ, quid manducétis, neque córpori vestro, quid induámini. Nonne ánima plus est quam esca: et corpus plus quam vestiméntum? Respícite volatília coeli, quóniam non serunt neque metunt neque cóngregant in hórrea: et Pater vester coeléstis pascit illa. Nonne vos magis pluris estis illis? Quis autem vestrum cógitans potest adiícere ad statúram suam cúbitum unum? Et de vestiménto quid sollíciti estis? Consideráte lília agri, quómodo crescunt: non láborant neque nent. Dico autem vobis, quóniam nec Sálomon in omni glória sua coopértus est sicut unum ex istis. Si autem foenum agri, quod hódie est et cras in clíbanum míttitur, Deus sic vestit: quanto magis vos módicæ fídei? Nolíte ergo sollíciti esse, dicéntes: Quid manducábimus aut quid bibémus aut quo operiémur? Hæc enim ómnia gentes inquírunt. Scit enim Pater vester, quia his ómnibus indigétis. Quærite ergo primum regnum Dei et iustítiam eius: et hæc ómnia adiiciéntur vobis.

Vangelo di Matteo 6, 24 - 33

Traduzione:

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Nessuno può servire a due padroni: infatti, o odierà l'uno e amerà l'altro, o si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire a Dio e al denaro. Perciò vi dico: non angustiatevi per la vostra vita di che mangerete, né per il vostro corpo di che vestirete. La vita non è forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né accumulano nei granai; ma il vostro Padre celeste li nutre. Non valete voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si affanni, può aggiungere un solo cùbito alla sua statura? E per il vestito, perché vi angustiate? Osservate i gigli dei campi come crescono: non lavorano, né filano. Ma io vi dico che neppure Salomone, in tutta la sua gloria, fu rivestito come uno di questi. Se, dunque, Dio riveste cosi l'erba dei campi che oggi è e domani sarà gettata nel forno, quanto più farà per voi, gente di poca fede? Non angustiatevi, dunque, dicendo: "Che mangeremo, che berremo, di che vestiremo?". Perché sono i pagani che vanno in cerca di tutte queste cose: il Padre vostro sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate, dunque, prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta».


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mercoledì 6 agosto 2025

6 agosto: Trasfigurazione di NSGC


Luca Giordano, Trasfigurazione di Cristo, presso i depositi museali della Galleria degli Uffizi, Firenze.

(foto dal web)




VANGELO

In illo témpore: Assúmpsit Iesus Petrum, et Iacóbum, et Ioánnem fratrem eius, et duxit illos in montem excélsum seórsum: et transfigurátus est ante eos. Et resplénduit fácies eius sicut sol: vestiménta autem eius facta sunt alba sicut nix. Et ecce, apparuérunt illis Moyses et Elías cum eo loquéntes. Respóndens autem Petrus, dixit ad Iesum: Dómine, bonum est nos hic esse: si vis, faciámus hic tria tabernácula, tibi unum, Móysi unum et Elíæ unum. Adhuc eo loquénte, ecce, nubes lúcida obumbrávit eos. Et ecce vox de nube, dicens: Hic est Fílius meus diléctus, in quo mihi bene complácui: ipsum audíte. Et audiéntes discípuli, cecidérunt in fáciem suam, et timuérunt valde. Et accéssit Iesus, et tétigit eos, dixítque eis: Surgite, et nolíte timére. Levántes autem óculos suos, néminem vidérunt nisi solum Iesum. Et descendéntibus illis de monte, præcépit eis Iesus, dicens: Némini dixéritis visiónem, donec Fílius hóminis a mórtuis resúrgat.

Vangelo di Matteo 17, 1 - 9

Traduzione:

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello, e li condusse in disparte, su un alto monte; e, davanti a loro, si trasfigurò. II suo volto si fece splendente come il sole, le sue vesti divennero candide come la neve. Ed ecco, apparvero Mosè ed Ella, in colloquio con lui. Pietro allora, prendendo la parola, disse a Gesù: «Signore, è bene per noi stare qui. Se vuoi, facciamo qui tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia». Mentr'egli ancora parlava, ecco una nube luminosa li avvolse, e una voce dalla nube disse: «Questo è il mio Figlio diletto, nel quale ho riposto la mia compiacenza: ascoltatelo». A questa voce, i discepoli caddero faccia a terra, e furon presi da grande spavento. Ma Gesù si accostò a loro, li toccò e disse: «Alzatevi e non abbiate timore». Ed essi, alzati gli occhi, non videro più alcuno, all'infuori di Gesù. Mentre scendevano dal monte, Gesù diede loro quest'ordine: «Non fate parola ad alcuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo sia risorto dai morti».


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martedì 5 agosto 2025

5 agosto: Santa Maria ad Nives


Masolino da Panicale, Miracolo della neve, particolare, Museo di Capodimonte, Napoli.

(photo by Wikipedia)




VANGELO

In illo témpore: Loquénte Iesu ad turbas, extóllens vocem quædam múlier de turba, dixit illi: Beátus venter, qui te portávit, et úbera, quæ suxísti. At ille dixit: Quinímmo beáti, qui áudiunt verbum Dei, et custódiunt illud.

Vangelo di Luca 11, 27 - 28

Traduzione:

In quel tempo, mentre Gesù parlava alla folla, avvenne che una donna, tra la folla, alzò la voce e disse: «Beato il seno che ti ha portato e il petto che ti ha nutrito». Ma egli disse: «Beati, piuttosto, coloro che ascoltano la parola di Dio, e la custodiscono».



Altro particolare dell'opera sopraccitata.


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lunedì 4 agosto 2025

4 agosto: san Domenico


Arca Dominici, presso la Basilica omonima a Bologna.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Sint lumbi vestri præcincti, et lucérnæ ardéntes in mánibus vestris, et vos símiles homínibus exspectántibus dóminum suum, quando revertátur a núptiis: ut, cum vénerit et pulsáverit, conféstim apériant ei. Beáti servi illi, quos, cum vénerit dóminus, invénerit vigilántes: amen, dico vobis, quod præcínget se, et fáciet illos discúmbere, et tránsiens ministrábit illis. Et si vénerit in secúnda vigília, et si in tértia vigília vénerit, et ita invénerit, beáti sunt servi illi. Hoc autem scitóte, quóniam, si sciret paterfamílias, qua hora fur veníret, vigiláret útique, et non síneret pérfodi domum suam. Et vos estóte paráti, quia, qua hora non putátis, Fílius hóminis véniet.

Vangelo di Luca 12, 35 - 40

Traduzione:

In quel tempo: Disse Gesù ai suoi discepoli: «I vostri fianchi sian cinti ed accese nelle vostre mani le lucerne, come coloro che aspettano il loro padrone quando torni da nozze, per aprirgli appena giunge e picchia. Beati quei servi che il padrone, arrivando, troverà desti. In verità vi dico, che, cintosi, li farà sedere a tavola e si metterà a servirli. E se giungerà alla seconda vigilia e se giungerà alla terza vigilia e li troverà così, beati loro! Sappiate però che se il padrone conoscesse in qual ora viene il ladro, veglierebbe senza dubbio, e non si lascerebbe sfondare la casa. E anche voi tenetevi pronti, perché, nell'ora che non pensate, verrà il Figlio dell'uomo».




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giovedì 31 luglio 2025

31 luglio: sant'Ignazio di Loyola


Juan Martinez Montanes, Francisco Pacheco, Sant'Ignazio di Loyola, 1610, Università di Siviglia, Cappella dell'Annunciazione.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Designávit Dóminus et álios septuagínta duos: et misit illos binos ante fáciem suam in omnem civitátem et locum, quo erat ipse ventúrus. Et dicébat illis: Messis quidem multa, operárii autem pauci. Rogáte ergo Dóminum messis, ut mittat operários in messem suam. Ite: ecce, ego mitto vos sicut agnos inter lupos. Nolíte portáre sácculum neque peram neque calceaménta; et néminem per viam salutavéritis. In quamcúmque domum intravéritis, primum dícite: Pax huic dómui: et si ibi fúerit fílius pacis, requiéscet super illum pax vestra: sin autem, ad vos revertétur. In eádem autem domo manéte, edéntes et bibéntes quæ apud illos sunt: dignus est enim operárius mercéde sua. Nolíte transíre de domo in domum. Et in quamcúmque civitátem intravéritis, et suscéperint vos, manducáte quæ apponúntur vobis: et curáte infírmos, qui in illa sunt, et dícite illis: Appropinquávit in vos regnum Dei.

Vangelo di Luca 10, 1 - 9

Traduzione:

In quel tempo: Il Signore scelse anche altri settantadue discepoli e li mandò a due a due innanzi a sé in ogni città e luogo dove egli era per andare. E diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai per la sua mietitura. Andate! Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo a lupi. Non portate né borsa, né sacca, né sandali; e per la strada non salutate nessuno. In qualunque casa entrerete, dite prima di tutto: “Pace a questa casa”. E se ci sarà un figlio di pace riposerà su di lui la pace vostra, altrimenti ritornerà a voi. E nella stessa casa restate, mangiando e bevendo di quel che vi dànno; perché l'operaio è degno della sua mercede. Non girate di casa in casa. E in qualunque città entrerete, se vi accolgono, mangiate di quel che vi sarà messo davanti e guarite gli infermi che ci sono, e dite loro: “Sta per venire a voi il Regno di Dio”».


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mercoledì 30 luglio 2025

30 luglio: SS Abdon e Sennen


Sepolcro dei Santi Martiri Abdon e Sennen sotto l'altare della Basilica romana di San Marco al Campidoglio.

(photo by Giuliano Zoroddu)




DAL MARTIROLOGIO

Nobili fratelli originari della Persia, condotti a Roma dopo una campagna militare, si convertirono alla vera fede cristiana e, affrancatisi dalla schiavitù, si dedicarono al seppellimento dei martiri e alla diffusione della nuova fede e, per questo, vennero arrestati, e, una volta rifiutatisi di onorare i falsi dei pagani, torturati e uccisi; Santi molto popolari, sono i Patroni dei bambini, soprattutto di quelli malati. Festa il 30 luglio.


ATTI DEL MARTIRIO DEI SANTI ABDON E SENNEN

1. A quel tempo cominciò Decio a cercare con premura i cristiani, ed estese a tale uopo la sua autorità su di tutta la Persia. Allora perché non fu possibile di tenere nascoste le lucerne sotto del moggio, furono poste invece sul candelabro, affinché risplendessero a tutti quei, che trovavansi nella casa del Signore. Vennero pertanto a Decio i pagani e gli dissero: “Ecco che quegli a cui tu donasti il sangue e la vita nella tua vittoria, raccolgono i corpi dei cristiani, e li nascondono in un lor podere; e non si umiliano agli dei, né obediscono ai tuoi comandi col prestare ad essi i dovuti onori”. Disse Decio: “Chi sono mai questi profani?”. Risposero quelli: essere Abdon e Sennen. Nella medesima ora ordinò Decio che gli fossero presentati Abdon e Sennen, i quali come che vennero al cospetto di Decio disse ad essi: “Così dunque voi siete divenuti stolti? Oppure non vi rammentate, che come ribelli agli dei siete stati da essi consegnati nelle mani dei romani e nostre?”. Rispose Abdon: “Noi divenimmo maggiormente vincitori coll’ajuto di Dio, e del nostro Signore Gesù Cristo che regna in eterno”. Decio adirato soggiunse: “Non sapete voi che la vostra vita è umiliata nelle mie mani?”. Rispose Abdon e disse: “Noi siamo umiliati al nostro Dio Padre e Signore Gesù Cristo, che degnossi per la nostra salute di venir sulla terra, ed umiliarsi”. Quindi comandò Decio che fossero legati da catene, e chiusi in una stretta prigione. Allora dissero Adon e Sennen: “Ecco la gloria, che abbiamo sempre sperato da Signore”.

2. Nel medesimo tempo fu annunziata a Decio la morte di Galba (ossia di Gordiano), e si mosse alla volta di Roma. Venne poi Decio dopo quattro mesi a Roma seco conducendo i beatissimi regoli Abdon e Sennen stretti da catene per il nome del nostro Signore Gesù Cristo, riserbandoli, perché erano nobili, per la gloria del trionfo, onde servissero di spettacolo ai romani…

3. Allora Decio ordinò che si convocasse il senato; ed avendo conferito e presi i concerti sul proposito con Valeriano prefetto ai ventotto del mese di luglio, vollero gli si presentassero i regoli cristiani Abdon e Sennen, ch’egli avea condotto dalla Persia, macerati dal carcere: e disse Decio al senato: “Ascolti il vostro consesso o padri coscritti: i numi diedero nelle nostre mani questi nemici ferocissimi; ecco gl’inimici della repubblica e del romano impero”. E furono introdotti legati da catene, e riccamente vestiti con molto oro e pietre preziose; appena furono veduti dai senatori, rimasero questi presi da meraviglia per il loro aspetto; imperciocché tanta grazia diede il Signore ai suoi servi, ch’eccitasse piuttosto negli astanti la compassione, che lo sdegno.

4. Quindi ordinò Decio che venisse Claudio capo de’ sacerdoti[1] del Campidoglio, e questi recossi sul luogo dell’adunanza seco portando il tripode; e disse allora Decio cesare ad Abdon e Sennen: “Sagrificate agli dei, e siate regoli della romana libertà, e possederete le cose tutte nostre, la pace dell’impero, e sarete premiati con ricchezze ed onori; provvedete a voi stessi”. Risposero Abdon e Sennen: “Noi immeritevoli e peccatori abbiamo offerto una volta per sempre il sagrificio e l’oblzione al Signor nostro Gesù Cristo, e non ai tuoi numi”. Decio disse: “Devono prepararsi a costoro acerbissimi tormenti”, e comandò che si tenessero pronti gli orsi feroci, e i leoni. Risposero Abdon e Sennen: “A che tardi? Fa ciò che credi: noi viviamo sicuri nel Signor nostro Gesù Cristo, che può distruggere tutt’i tuoi pensamenti, e te stesso”.

5. Nel giorno appresso vennero taluni e enunciarono a Decio che molti orsi e leoni erano periti nelle custodie del vivario. Allora Decio adirato ordinò, che gli si preparasse il suo posto nell’anfiteatro[2]; ma come però vi giunse non volle entrarvi, ma prescrisse al prefetto di Roma Valeriano, che se quelli non avessero adorato il dio Sole, morissero lacerati dai morsi delle belve. Valeriano all’istante disse ad Abdon e Sennen: “Provvedete alla nobiltà della vostra nascita, e presentate l’incenso al dio Sole; lo che se voi non effettuerete, dovrete perire per i morsi delle fiere”. Risposero Abdon e Sennen: “Noi adoriamo il Signor nostro Gesù Cristo; e non ci siamo mai umiliati con culto ai vani simulacri lavorati dalle mani degli uomini”. Sul momento li fece spogliare dei loro vestimenti, e pieno di furore li condusse avanti il simulacro del Sole, ch’era posto d’appresso all’anfiteatro. Quei beatissimi martiri dispreggiando il simulacro, e sputandogli d’innanzi, dissero a Valeriano: “Fa pure adesso ciò, che hai stabilito di fare”.

6. Comandò allora Valeriano al banditore che mentre i martiri venivano battuti colle piombarle dicesse ad alta voce: “Non vogliate bestemmiare i dei”; poscia li fece introdurre nell’anfiteatro, affinché fossero consumati dalle belve. Ed appena entrarono i santi Abdon e Sennen dissero al cospetto di Valeriano: “Nel nome del Signor nostro Gesù Cristo entriamo alla corona; egli t’inibisca immondo spirito di recarci nocumento”, e segnatisi col segno della croce entrarono nell’anfiteatro. Presentati che furono al cospetto di Valeriano nudi coi loro corpi, ma rivestiti del corpo di Cristo, disse il prefetto: “Siano lasciati due leoni e quattro orsi”; i quali appena furono liberi vennero ruggendo ai piedi dei santi Abdon e Sennen, e non si scostarono punto da essi, ma stavano bensì alla loro custodia. Disse Valeriano: “Ora apparisce la loro arte magica”: e niuno poteva accostarsi ai santi per l’impeto delle belve.

7. Valeriano pieno di furore comandò ai gladiatori ch’entrassero armati dei loro tridenti, e gli uccidessero: i quali appena caddero morti, gli furono legati i piedi per ordine di Valeriano, e balzati avanti il simulacro del Sole vicino all’anfiteatro, giacquero ivi i corpi per tre giorni ad esempio e terrore de’ cristiani. Dopo il terzo giorno venne un tal Quirino cristiano suddiacono, che abitava non lungi dall’anfiteatro, e raccolse di notte tempo quei corpi, e li ripose ai 30 di luglio in un arca di piombo, e li seppellì in sua casa. Riposarono in quel luogo nascosti i corpi dei santi Abdon e Sennen per molti anni fino al tempo di Costantino: allora avvenne che essendo già Costantino addivenuto cristiano[3], questi beati martiri rivelassero il luogo della loro sepoltura; dalla quale tolti i santi loro corpi furono trasportati e tumulati nel cimiterio di Ponziano[4].

Da: Gli Atti della Passione degli illustri santi martiri Abdon e Sennen, illustrati colla storia e coi monumenti da monsignore Domenico Bartolini, Roma, 1859, 13-18.


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martedì 29 luglio 2025

29 luglio: santa Marta


(foto dal Web)




VANGELO

In illo témpore: Intrávit Iesus in quoddam castéllum: et múlier quædam, Martha nómine, excépit illum in domum suam: et huic erat soror nómine María, quæ étiam sedens secus pedes Dómini, audiébat verbum illíus. Martha autem satagébat circa frequens ministérium: quæ stetit et ait: Dómine, non est tibi curæ, quod soror mea réliquit me solam ministráre? dic ergo illi, ut me ádiuvet. Et respóndens, dixit illi Dóminus: Martha, Martha, sollícita es et turbáris erga plúrima: porro unum est necessárium. María óptimam partem elégit, quæ non auferétur ab ea.

Vangelo di Luca 10, 38 - 42

Traduzione:

In quel tempo, Gesù entrò in un villaggio e una donna, chiamata Marta, lo ricevette in casa sua. E questa aveva una sorella di nome Maria, la quale, postasi a sedere ai piedi del Signore, ne ascoltava la parola. Marta intanto si affannava tra le molte faccende di casa. Fermatasi poi disse: «Signore, non ti importa che mia sorella mi lasci sola a preparare? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, ti affanni ed inquieti per troppe cose. Eppure una sola è necessaria! Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta».


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lunedì 28 luglio 2025

28 luglio: SS Nazario e Celso, san Vittore I e san Innocenzo I


(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Cum audiéritis prœ́lia et seditiónes, nolíte terréri: opórtet primum hæc fíeri, sed nondum statim finis. Tunc dicebat illis: Surget gens contra gentem, et regnum advérsus regnum. Et terræmótus magni erunt per loca, et pestiléntiæ, et fames, terrorésque de cœlo, et signa magna erunt. Sed ante hæc ómnia iniícient vobis manus suas, et persequéntur, tradéntes, in synagógas et custódias, trahéntes ad reges et præsides propter nomen meum: contínget autem vobis in testimónium. Pónite ergo in córdibus vestris non præmeditári, quemádmodum respondeátis. Ego enim dabo vobis os et sapiéntiam, cui non potérunt resístere et contradícere omnes adversárii vestri. Tradémini autem a paréntibus, et frátribus, et cognátis, et amícis, et morte affícient ex vobis: et éritis odio ómnibus propter nomen meum: et capíllus de cápite vestro non períbit. In patiéntia vestra possidébitis ánimas vestras.

Vangelo di Luca 21, 9 - 19

Traduzione:

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando poi sentirete parlare di guerre e di sommosse, non vi spaventate: così deve prima accadere, ma non verrà subito la fine». Allora disse loro: «Si solleverà popolo contro popolo, e regno contro regno; vi saranno gran terremoti, e in diversi luoghi pestilenze e carestie, fenomeni spaventevoli e gran segni dal cielo. Ma prima di tutto ciò vi metteranno le mani addosso e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni e vi trascineranno davanti a re e governatori per causa del mio nome; così vi riuscirà di rendermi testimonianza. Mettetevi dunque in cuore di non premeditare la vostra difesa; perché io vi darò parole e sapienza, a cui non potranno resistere né contraddire tutti i vostri avversari. Sarete traditi persino dai genitori e dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte parecchi di voi; e sarete in odio a tutti pel nome mio; ma neppure un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra costanza guadagnerete le anime vostre.


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