domenica 16 febbraio 2014

Domenica di Settuagesima a Venezia


Santa Messa cantata presso la chiesa di San Simeon Piccolo a Venezia (fronte stazione ferroviaria).
Celebrante don Konrad Zu Loewenstein FSSP.

(photo by Alessandro Franzoni)




Omelia:

Carissimi fedeli, dirò una parola di qualche cosa di assai grave, che è capitato in questi giorni, anche se il tema è spiacevole, e poi qualche considerazione su questa Domenica.
C'è l'iniziativa in questa nostra città di Venezia, una città bella esternamente, meno bella internamente, di insegnare ai bambini più piccoli in una cinquantina di scuole, una teoria che si chiama "Gender".
Questo termine è già un indice sicuro della sua falsità, perché, se fosse vera, certamente tra i grandi pensatori del passato, qualcuno lo avrebbe professato. La teoria mantiene che la sessualità venga determinata dalla cultura e deve essere liberata da ogni costrizione ed inibizione. Essenzialmente mira a promuovere l’omosessualità.
Procediamo ad esaminare La teoria alla luce della ragione e della fede.
Ora è evidente che la sessualità può essere influenzata dalla cultura ed anche dalle circostanze particolari di una data vita, ma è anche evidente che si fonda sulla persona umana differenziata in due sessi diversi: maschile e femminile, ognuno di cui ha il suo proprio carattere psico-fisico.
La differenzazione sessuale ha senso nella analisi finale solo in rapporto alla procreazione e la propagazione della specie o, in altre parole, alla conservazione del genere umano.
Questa procreazione può avvenire solo dentro del matrimonio, poiché solo il matrimonio può fornire la base per l'educazione di una prole equilibrata e felice. La conservazione del genere umano è il bene naturale più grande in assoluto: perciò la frustrazione di questo bene tramite l'uso della sessualità fuori del matrimonio o contro gli scopi del matrimonio, è una cosa pessima, la corruzione del migliore essendo il pessimo: corruptio optimi pessima est.
Queste verità della Legge naturale sono confermate dalla Santa Madre Chiesa nella sua dottrina sul matrimonio, sulla gravità del peccato dell'impurità di qualsiasi tipo, e sulla depravazione particolare degli atti omosessuali.
La teoria del cosiddetto "Gender" è falsa per quattro motivi:
1. E’ irreale nel senso che non ha alcun fondamento né nella realtà: fundamentum in re: non ha fondamento nella natura umana: nel carattere psico-fisico, o maschile o femminile, di una data persona; piuttosto riguarda la persona come un tipo di barca, e la sessualità come un tipo di vela, su cui soffia il vento della Cultura, che spinge la persona là dove vuole.
2. E’ irrazionale perché, essendo contraria alla Legge naturale, è contraria anche alla ragione stessa.
3. E’ superficiale perché elige l'emozione come guida del comportamento umano e non l'intelletto e la volontà e i principi morali oggettivi che sono i loro oggetti adeguati.
4. E’ incoerente, e questo per due versi: a) in quanto promuove la stessa azione che pretende di combattere: ossia l’influenza culturale sessuale; b) in quanto è un tipo di edonismo e come tale avoca la felicità mentre procura l'infelicità. Pensiamo solo alle due ultime generazioni impregnate come sono dell'ideale della felicità terrena: sono più felici dei loro antenati? Chi lo potrebbe pretendere?
La teoria ‘Gender’ è dunque falsa: irreale, irrazionale, superficiale, ed incoerente. Promuoverla nella scuole, invece, è un male grave, e in quanto porta all’omosessualità è anche particolarmente depravato. La sua gravità è tanto più grande in virtù del suo carattere pubblico: toccando un gran numero di persone e suscitando scandalo pubblico; e in virtù del suo effetto che è cioè di corrompere le anime di bambini innocenti fin dalla più tenera età.
Di coloro che agiscono in questo modo, Nostro Signore Gesù Cristo dice: "E’ meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandali anche uno solo di questi piccoli”.
Il fatto che questa iniziativa educativa è stata largamente accolta dalle autorità pubbliche di tutta l'Europa è segno dell’accelerazione dell'opera del Demonio sul mondo e della sua audacia crescente; segno ugualmente dell’accecamento morale, e degli abissi di degradazione in cui è caduto l’uomo apostasiato da Dio.
Le persone che stanno già macchinando per implementare questi progetti nefasti sono moralmente obbligati di restituire dalle propria tasche i soldi che hanno già speso per il male pubblico, che furono a loro affidati per il bene pubblico; di ricantare pubblicamente; e di distruggere i libri offensivi. Noi che ancora siamo capaci di ragionare, e soprattutto noi cattolici, dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere: con la Preghiera innanzi tutto, con la parola, la testimonianza, e con l'azione, per contrastare questa alta marea di iniquità prima che i nostri figli siano tutti pervertiti e noi stessi assieme agli altri siamo colpiti dalla giusta ira di Dio.
Due pensieri ora sulle Letture di questa Domenica, per non finire con pensieri esclusivamente tenebrosi.
La Domenica Settuagesima incomincia il secondo ciclo dell'Anno Liturgico (nel rito antico) che condurrà attraverso la Passione e Morte del Signore fino alla Sua gloriosa Risurrezione di Pasqua. Il colore è viola, già anticipando la Sua Passione e il Tempo di Quaresima, chiamandoci all'ascesi.
‘Ascesi’ che viene dal greco "askeo" e significa "esercitare", esprime un modo di vivere disciplinato che ci richiede degli sforzi.
La Chiesa riguarda la vita umana come una ascesi e ne da due esempi nelle letture odierne (1Cor. 9,24-27/10,1-15 e il Vangelo Mt.20,1-16): il primo nella Lettera di San Paolo è l'immagine della corsa: La vita è una corsa per un premio. Se vogliamo il premio che è la vita eterna, e nell'analisi finale, il possesso stabile e perfetto di Dio Stesso, dobbiamo correre.
Il secondo esempio è quello del lavoro nella vigna sotto il sole, descritto nel Vangelo. L'immagine esprime la nostra vita come un lavoro, un lavoro che fa soffrire, un lavoro precisamente nella vigna che è la Santa Madre Chiesa. Il premio di questo lavoro, che è lo stesso premio, sarà dato alla sera della nostra vita.
La Santa Madre Chiesa tramite queste immagini e tutto il suo santo insegnamento, ci dice che siamo in questo mondo per lottare, lavorare, e per soffrire con lo scopo di meritare il Cielo - e non per un superficiale edonismo come di coloro di cui ho sopra parlato.
Con queste considerazioni, carissimi fedeli, ci ispirino già per questa Quaresima ad intraprendere qualche pratica di ascesi, qualche lavoro su noi stessi per combattere il peccato, il vizio, o qualche altra imperfezione.
Dove ci sbagliamo? Cosa abbiamo detto nell'ultima Confessione - la cosa di cui ci siamo vergognati particolarmente? o cosa non abbiamo confessato - se forse non ci confessiamo da molto tempo, o non ci confessiamo mai?
Riflettiamo allora: siamo concreti! Siamo coerenti con il Battesimo e gli altri Sacramenti fino ad oggi ricevuti? Facciamo un proponimento per Amore di Dio, per perfezionarci come Lui ci ha chiesto (Mt.5,48), e per ricevere il premio alla sera della nostra vita che è il possesso stabile e perfetto di Dio Trino ed Uno, Fonte ed Origine di Ogni Bene.

sabato 15 febbraio 2014

Vespri solenni a Pfarrich (Germania)


Vespri solenni con l'assistenza di mons C.Kozon (Copenhagen, Danimarca).
Chiesa parrocchiale di Pfarrich (Germania).
Primi Vespri della domenica di Quinquagesima.

Foto dal Blog del Seminario "San Pietro" a Wigratzbad (Germania)




Processione d'entrata:

Ordini Minori a Deuchelried (Germania)


Santa Messa pontificale con il conferimento degli Ordini minori e del Suddiaconato.
Celebrante mons Haas.
Chiesa parrocchiale di Deuchelried (Germania).

Foto dal Blog del Seminario Internazionale "San Pietro" a Wigratzbad (Germania).




domenica 2 febbraio 2014

Purificazione della BVM a Wigratzbad (Germania)


Santa Messa cantata e processione.
Ricorrenza liturgica della Purificazione della Beata Vergine Maria (Candelora).
Chiesa della Madonna delle Vittorie a Wigratzbad (Germania).


Foto dal Blog del Seminario Internazionale "San Pietro" a Wigratzbad (Germania).






VANGELO

In illo témpore: Postquam impleti sunt dies purgatiónis Maríæ, secúndum legem Moysi, tulérunt Iesum in Ierúsalem, ut sísterent eum Dómino, sicut scriptum est in lege Dómini: Quia omne masculínum adapériens vulvam sanctum Dómino vocábitur. Et ut darent hóstiam, secúndum quod dictum est in lege Dómini, par túrturum aut duos pullos columbárum. Et ecce, homo erat in Ierúsalem, cui nomen Símeon, et homo iste iustus et timorátus, exspéctans consolatiónem Israël, et Spíritus Sanctus erat in eo. Et respónsum accéperat a Spíritu Sancto, non visúrum se mortem, nisi prius vidéret Christum Dómini. Et venit in spíritu in templum. Et cum indúcerent púerum Iesum parentes eius, ut fácerent secúndum consuetúdinem legis pro eo: et ipse accépit eum in ulnas suas, et benedíxit Deum, et dixit: Nunc dimíttis servum tuum, Dómine, secúndum verbum tuum in pace: Quia vidérunt óculi mei salutáre tuum: Quod parásti ante fáciem ómnium populórum: Lumen ad revelatiónem géntium et glóriam plebis tuæ Israël.

(Vangelo secondo Luca 2, 22 - 32)

Traduzione:

In quel tempo: Compiutisi i giorni della purificazione di Maria, secondo la legge di Mosè, portarono Gesú a Gerusalemme per presentarlo al Signore, come è scritto nella legge di Dio: Ogni maschio primogénito sarà consacrato al Signore; e per fare l’offerta, come è scritto nella legge di Dio: un paio di tortore o due piccoli colombi. Vi era allora in Gerusalemme un uomo chiamato Simone, e quest’uomo giusto e timorato aspettava la consolazione di Israele, e lo Spirito Santo era in lui. E lo Spirito Santo gli aveva rivelato che non sarebbe morto prima di vedere l’Unto del Signore. Condotto dallo Spirito andò al tempio. E quando i parenti vi recarono il bambino Gesú per adempiere per lui alla consuetudine della legge: questi lo prese in braccio e benedisse Dio, dicendo: Adesso lascia, o Signore, che il tuo servo se ne vada in pace, secondo la tua parola: Perché gli occhi miei hanno veduta la salvezza che hai preparato per tutti i popoli: Luce per illuminare le nazioni e gloria del popolo tuo Israele.


martedì 28 gennaio 2014

Santa Messa di Requiem a Wigratzbad (Germania)


Santa Messa di Requiem presso la cappella del Seminario Internazionale "San Pietro" a Wigratzbad (Germania).

Foto dal Blog dello stesso.


venerdì 24 gennaio 2014

Santa Messa prelatizia a Wigratzbad (Germania)


Santa Messa prelatizia nella ricorrenza liturgica di San Timoteo vescovo e martire. Celebrante mons Huonder (Coira, Svizzara).

Dall'Oratorio San Luigi Gonzaga al Seminario Internazionale "San Pietro" a Wigratzbad (Germania). 


Foto dal Blog dello stesso.





VANGELO


In illo témpore: Dixit Iesus turbis: Si quis venit ad me, et non odit patrem suum, et matrem, et uxórem, et fílios, et fratres, et soróres, adhuc autem et ánimam suam, non potest meus esse discípulus. Et qui non báiulat crucem suam, et venit post me, non potest meus esse discípulus. Quis enim ex vobis volens turrim ædificáre, non prius sedens cómputat sumptus, qui necessárii sunt, si hábeat ad perficiéndum; ne, posteáquam posúerit fundaméntum, et non potúerit perfícere, omnes, qui vident, incípiant illúdere ei, dicéntes: Quia hic homo cœpit ædificáre, et non pótuit consummáre? Aut quis rex itúrus commíttere bellum advérsus álium regem, non sedens prius cógitat, si possit cum decem mílibus occúrrere ei, qui cum vigínti mílibus venit ad se? Alióquin, adhuc illo longe agénte, legatiónem mittens, rogat ea, quæ pacis sunt. Sic ergo omnis ex vobis, qui non renúntiat ómnibus, quæ póssidet, non potest meus esse discípulus.


(Vangelo secondo Luca 14, 26 - 33)


Traduzione:


In quel tempo disse Gesù alle turbe: «Se uno viene a me senza disamare suo padre e sua madre, moglie e figli, fratelli e sorelle, e perfino la sua vita, non può essere mio discepolo. E chi non porta la sua croce e mi segue non può essere mio discepolo. Infatti chi di voi, volendo fabbricare una torre, non calcola prima attentamente la spesa necessaria, e se ha da finirla; onde non avvenga che, gettate le fondamenta, non potendo terminarla, tutti quelli che stanno a vedere comincino a farsi beffe di lui, dicendo: “Costui ha incominciato a fabbricare e non ha potuto finire?”. Oppure qual re, prima di muovere guerra ad un altro re, non esamina prima con calma se con diecimila possa affrontare l'altro che gli viene contro con ventimila? Altrimenti, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda un'ambasciata a chiedere di fare la pace. Cosi pertanto chi di voi non rinuncia a tutto quello che possiede, non può essere mio discepolo».

venerdì 27 dicembre 2013

27 dicembre: san Giovanni apostolo ed evangelista


Andrea Briosco detto il Riccio, 1480: Cristo morto sorretto dalla Madonna e da san Giovanni apostolo (terracotta policroma). Due Carrare (Pd) Chiesa di Santo Stefano; precedentemente presso la chiesa di San Canziano a Padova.

(photo by Francesco Bianco)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus Petro: Séquere me. Convérsus Petrus vidit illum discípulum, quem diligébat Iesus, sequéntem, qui et recúbuit in cena super pectus eius, et dixit: Dómine, quis est qui tradet te ? Hunc ergo cum vidísset Petrus, dixit Iesu: Dómine, hic autem quid? Dicit ei Iesus: Sic eum volo manére, donec véniam, quid ad te? tu me séquere. Exiit ergo sermo iste inter fratres, quia discípulus ille non móritur. Et non dixit ei Iesus: Non móritur; sed: Sic eum volo manére, donec véniam: quid ad te? Hic est discípulus ille, qui testimónium pérhibet de his, et scripsit hæc: et scimus, quia verum est testimónium eius.

Vangelo di Giovanni 21, 19 - 24

Traduzione:

In quel tempo Gesù disse a Pietro: «Seguimi». Pietro, voltandosi, si vide vicino il discepolo prediletto da Gesù, quello che nella cena posò sul petto di lui, e disse: «Signore, chi è il tuo traditore?». Or vedutolo, Pietro disse a Gesù: «Signore, e di lui che ne sarà?». Gesù rispose: «Se io voglio che resti finché io non ritorni, che te ne importa?». E questi è il discepolo che attesta tali cose, e le ha scritte: sappiamo che la sua testimonianza è verace.


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mercoledì 25 dicembre 2013

Santo Natale a Opfenbach (Germania)

 


Santa Messa di Natale "In die".

Santa Messa solenne alla chiesa parrocchiale di Opfenbach (Germania).

Foto del Blog del Seminario internazionale San pietro a Wigratzbad (Germania).




sabato 21 dicembre 2013

Vespri solenni a Legau (Germania)


Vespri solenni alla chiesa parrocchiale "Maria Schnee" a Legau (Germania).

Foto dal Blog del Seminario Internazionale San Pietro a Wigratzbad, Germania.

Santa Messa solenne a Nesselwang (Germania)


Santa Messa solenne presso la chiesa parrocchiale di Nesselwang (Germania).
Festa liturgica di San Tommaso Apostolo.


(foto dal Blog del Seminario Internazionale "San Pietro" a Wigratzbad (Germania)



https://www.instagram.com/p/CYBR6CsLkDS/



VANGELO


In illo témpore: Thomas, unus ex duódecim, qui dícitur Dídymus, non erat cum eis, quando venit Iesus. Dixérunt ergo ei alii discípuli: Vídimus Dóminum. Ille autem dixit eis: Nisi videre in mánibus eius fixúram clavórum, et mittam dígitum meum in locum clavórum, et mittam manum meam in latus eius, non credam. Et post dies octo, íterum erant discípuli eius intus, et Thomas cum eis. Venit Iesus iánuis clausis, et stetit in médio, et dixit: Pax vobis. Deinde dicit Thomæ: Inter dígitum tuum huc, et vide manus meas, et affer manum tuam, et mitte in latus meum: et noli esse incrédulus, sed fidélis. Respóndit Thomas et dixit ei: Dóminus meus et Deus meus. Dixit ei Iesus: Quia vidisti me, Thoma, credidísti: beáti, qui non vidérunt, et crediderunt.


(Vangelo secondo Giovanni 20, 24 - 29)


Traduzione:


In quel tempo, uno dei dodici, Tommaso, detto Didimo, non era con i discepoli quando venne Gesù. Allora gli altri discepoli gli dissero: «Abbiamo visto il Signore». Ma egli rispose: «Se non vedo nelle sue mani la ferita dei chiodi, se non metto il mio dito nel posto dei chiodi e la mia mano nel suo costato, non crederò». Otto giorni dopo, i discepoli erano di nuovo in casa, e con loro anche Tommaso. Entrò Gesù, a porte chiuse, e stette in mezzo a loro e disse: «La pace sia con voi». Poi, rivolto a Tommaso: «Metti qua il tuo dito, guarda le mie mani: avvicinati con la mano e mettila nel mio costato, e non essere incredulo, ma credente». Gli rispose Tommaso: «Signore mio e Dio mio!». E Gesù: «Tu hai creduto, Tommaso, perché mi hai veduto; beati coloro che non hanno visto, eppure hanno creduto».






sabato 14 dicembre 2013

Santa Messa "Rorate" a Wigratzbad (Germania)


Santa Messa votiva della Beata Vergine detta "Rorate".
Seminario Internazionale "San Pietro" di Wigratzbad (Germania).

Foto dal Blog dello stesso.


VANGELO

In illo tempore: Cum audísset Ioánnes in vínculis ópera Christi, mittens duos de discípulis suis, ait illi: Tu es, qui ventúrus es, an alium exspectámus ? Et respóndens Iesus, ait illis: Eúntes renuntiáte Ioánni, quæ audístis et vidístis. Cæci vident, claudi ámbulant, leprósi mundántur, surdi áudiunt, mórtui resúrgunt, páuperes evangelizántur: et beátus est, qui non fúerit scandalizátus in me. Illis autem abeúntibus, cœpit Iesus dícere ad turbas de Ioánne: Quid exístis in desértum vidére ? arúndinem vento agitátam ? Sed quid exístis videre ? hóminem móllibus vestitum ? Ecce, qui móllibus vestiúntur, in dómibus regum sunt. Sed quid exístis vidére ? Prophétam ? Etiam dico vobis, et plus quam Prophétam. Hic est enim, de quo scriptum est: Ecce, ego mitto Angelum meum ante fáciem tuam, qui præparábit viam tuam ante te. 

(Vangelo secondo Matteo 11, 2 - 10)

Traduzione:

In quel tempo: Non appena Giovanni, nel carcere, sentí delle opere del Cristo, mandò due suoi discepoli a chiedergli: Sei tu quello che deve venire o attenderemo un altro? E Gesú rispose loro: Andate e riferite a Giovanni ciò che avete udito e visto. I ciechi vedono, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati, i sordi odono, i morti resuscitano, i poveri sono evangelizzati: ed è beato chi non si scandalizzerà di me. Andati via quelli, Gesú incominciò a parlare di Giovanni alla folla: Cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento? Ma cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito mollemente? Ecco, quelli che vestono mollemente abitano nelle case dei re. Ma cosa siete andati a vedere? Un profeta? Vi dico anzi: piú che un profeta. Questi in vero è colui del quale è scritto: Ecco mando il mio angelo avanti a te, affinché ti prepari la via. 


giovedì 21 novembre 2013

Vespri solenni ad Opfenbach (Germania)


Secondi Vespri solenni in presenza del vescovo di Augusta mons K.Zdarsa nella ricorrenza liturgica della Presentazione della Beata Vergine al Tempio.
Presso la Chiesa parrocchiale di Opfenbach (Germania).

Foto dal Blog del Seminario Internazionale San Pietro a Wigratzbad in Germania.


sabato 2 novembre 2013

Commemorazione dei Fedeli defunti a Wohmbrechts (Germania)


Santa Messa solenne con Assoluzione al tumulo.
Chiesa parrocchiale di Wohmbrechts (Germania).

Foto dal Blog del Seminario Internazionale San Pietro a Wigratzbad in Germania.




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus turbis Iudæórum: Amen, amen, dico vobis, quia venit hora, et nunc est, quando mórtui áudient vocem Fílii Dei: et qui audíerint, vivent. Sicut enim Pater habet vitam in semetípso, sic dedit et Fílio habére vitam in semetípso: et potestátem dedit ei iudícium fácere, quia Fílius hóminis est. Nolíte mirári hoc, quia venit hora, in qua omnes, qui in monuméntis sunt, áudient vocem Fílii Dei: et procédent, qui bona fecérunt, in resurrectiónem vitæ: qui vero mala egérunt, in resurrectiónem iudícii.

(Vangelo secondo Giovanni 5, 25 - 29)

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse alle turbe dei Guidei: In verità, in verità vi dico, viene l’ora, ed è questa, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio: e chi l’avrà udita, vivrà. Perché come il Padre ha la vita in sè stesso, cosí diede al Figlio di avere la vita in sè stesso: e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non vi stupite di questo, perché viene l’ora in cui quanti sono nei sepolcri udranno la voce del Figlio di Dio: e ne usciranno, quelli che fecero il bene per una resurrezione di vita: quelli che fecero il male per una resurrezione di condanna.




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sabato 26 ottobre 2013

Vespri solenni a Steinhausen (Germania)


Primi Vespri solenni della domenica di Cristo Re a Steinhausen (Germania).

Foto dal Blog del Seminario Internazionale "San Pietro" a Wigratzbad (Germania).





Inno ai Vespri:

Te sæculórum Príncipem,
Te, Christe, Regem géntium,
Te méntium, te córdium
Unum fatémur árbitrum.
Scelésta turba clámitat:
Regnáre Christum nólumus:
Te nos ovántes ómnium
Regem suprémum dícimus.
O Christe, Princeps Pácifer,
Mentes rebélles súbice:
Tuóque amóre dévios,
Ovíle in unum cóngrega.
Ad hoc cruénta ab árbore
Pendes apértis brácchiis,
Diráque fossum cúspide
Cor igne flagrans éxhibes.
Ad hoc in aris ábderis
Vini dapísque imágine,
Fundens salútem fíliis
Transverberáto péctore.
Te natiónum Prǽsides
Honóre tollant público,
Colant magístri, iúdices,
Leges et artes éxprimant.
Submíssa regum fúlgeant
Tibi dicáta insígnia:
Mitíque sceptro pátriam
Domósque subde cívium.
Iesu, tibi sit glória,
Qui sceptra mundi témperas,
Cum Patre, et almo Spíritu,
In sempitérna sǽcula.
Amen.

Santa Messa solenne a Bad Schussenried (Germania)


Santa Messa solenne votiva della Beata Vergine Maria.
Chiesa abbaziale di Bad Schussenried (Germania).

Foto dal Blog del Seminario Internazionale "San Pietro" a Wigratzbad (Germania).



https://www.instagram.com/p/BsdZpZMHCXf/





Exitus della Santa Messa:




venerdì 18 ottobre 2013

Sacre Tonsure clericali a Lindau (Germania)


Santa Messa pontificale celebrata da mons Haas con il conferimento delle Tonsure clericali, nella ricorrenza liturgica di san Luca Evangelista.
Presso il Duomo di Lindau (Germania).

(Foto dal Blog del Seminario Internazionale "San Pietro" a Wigratzbad in Germania)


VANGELO

In illo témpore: Designávit Dóminus et álios septuagínta duos: et misit illos binos ante faciem suam in omnem civitátem et locum, quo erat ipse ventúrus. Et dicebat illis: Messis quidem multa, operárii autem pauci. Rogáte ergo Dóminum messis, ut mittat operários in messem suam. Ite: ecce, ego mitto vos sicut agnos inter lupos. Nolite portáre sǽculum neque peram neque calceaménta; et néminem per viam salutavéritis. In quamcúmque domum intravéritis, primum dícite: Pax huic dómui: et si ibi fúerit fílius pacis, requiéscet super illum pax vestra: sin autem, ad vos revertétur. In eádem autem domo manéte, edentes et bibéntes quæ apud illos sunt: dignus est enim operárius mercéde sua. Nolíte transíre de domo in domum. Et in quamcúmque civitátem intravéritis, et suscéperint vos, manducáte quæ apponúntur vobis: et curáte infírmos, qui in illa sunt, et dícite illis: Appropinquávit in vos regnum Dei.

(Vangelo secondo Luca 10, 1 - 9)

Traduzione:

In quel tempo: Il Signore scelse anche altri settantadue discepoli e li mandò a due a due innanzi a sé in, ogni città e luogo dove egli era per andare. E diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai per la sua mietitura. Andate! Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo a lupi. Non portate né borsa, né sacca, né sandali; e per la strada non salutate nessuno. In qualunque casa entrerete, dite prima di tutto: “Pace a questa casa”. E se ci sarà un figlio di pace riposerà su di lui la pace vostra, altrimenti ritornerà a voi. E nella stessa casa restate, mangiando e bevendo di quel che vi dànno; perché l'operaio è degno della sua mercede. Non girate di casa in casa. E in qualunque città entrerete, se vi accolgono, mangiate di quel che vi sarà messo davanti e guarite gli infermi che ci sono, e dite loro: “Sta per venire a voi il Regno di Dio"».