domenica 7 febbraio 2021

Domenica di Sessagesima a Padova


Santa Messa cantata alle ore 11:00 presso la chiesa di San Canziano (vulgo Santa Rita) in centro a Padova, presso la Piazza delle Erbe.
Celebrante don Juan Tomas FSSP.
E' intervenuta la Schola Cantorum "Santa Cecilia" della Rettoria e all'harmonium il m. M.Canale.

(photo and video by Alessandro Franzoni)




Introduzione musicale (G.P.Fasolo) e Improvvisazione sul tema de "Asperges me":





Introito (Exsurge quare obdormis):



Graduale (Sciant gentes):



Tratto (Commovisti Domine):





VANGELO

In illo témpore: Cum turba plúrima convenírent, et de civitátibus properárent ad Iesum, dixit per similitúdinem: Exiit, qui séminat, semináre semen suum: et dum séminat, áliud cécidit secus viam, et conculcátum est, et vólucres coeli comedérunt illud. Et áliud cécidit supra petram: et natum áruit, quia non habébat humórem. Et áliud cécidit inter spinas, et simul exórtæ spinæ suffocavérunt illud. Et áliud cécidit in terram bonam: et ortum fecit fructum céntuplum. Hæc dicens, clamábat: Qui habet aures audiéndi, audiat. Interrogábant autem eum discípuli eius, quæ esset hæc parábola. Quibus ipse dixit: Vobis datum est nosse mystérium regni Dei, céteris autem in parábolis: ut vidéntes non videant, et audientes non intéllegant. Est autem hæc parábola: Semen est verbum Dei. Qui autem secus viam, hi sunt qui áudiunt: déinde venit diábolus, et tollit verbum de corde eórum, ne credéntes salvi fiant. Nam qui supra petram: qui cum audierint, cum gáudio suscipiunt verbum: et hi radíces non habent: qui ad tempus credunt, et in témpore tentatiónis recédunt. Quod autem in spinas cécidit: hi sunt, qui audiérunt, et a sollicitudínibus et divítiis et voluptátibus vitæ eúntes, suffocántur, et non réferunt fructum. Quod autem in bonam terram: hi sunt, qui in corde bono et óptimo audiéntes verbum rétinent, et fructum áfferunt in patiéntia.

(Vangelo secondo Luca 8, 4 - 15)

Traduzione:

In quel tempo: radunandosi grandissima turba di popolo, e accorrendo gente a Gesù da tutte le città. Egli disse questa parabola: Andò il seminatore a seminare la sua semenza: e nel seminarla parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli dell’aria la divorarono; parte cadde sopra le pietre, e, nata che fu, seccò, perché non aveva umore; parte cadde fra le spine, e le spine che nacquero insieme la soffocarono; parte cadde in terra buona, e, nata, fruttò cento per uno. Detto questo esclamò: Chi ha orecchie per intendere, intenda. E i suoi discepoli gli domandavano che significasse questa parabola. Egli disse: A voi è concesso di intendere il mistero del regno di Dio, ma a tutti gli altri solo per via di parabola: onde, pur vedendo non vedano, e udendo non intendano. La parabola dunque significa questo: La semenza è la parola di Dio. Ora, quelli che sono lungo la strada, sono coloro che ascoltano: e poi viene il diavolo e porta via la parola dal loro cuore, perché non si salvino col credere. Quelli caduti sopra la pietra, sono quelli che udita la parola l’accolgono con allegrezza, ma questi non hanno radice: essi credono per un tempo, ma nell’ora della tentazione si tirano indietro. Semenza caduta tra le spine sono coloro che hanno ascoltato, ma a lungo andare restano soffocati dalle sollecitudini, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non portano il frutto a maturità. La semenza caduta in buona terra indica coloro che in un cuore buono e perfetto ritengono la parola ascoltata, e portano frutto mediante la pazienza.


Omelia:





Offertorio (Perfice gressus):



Communio (Introibo ad altare).



Antifona finale alla Beata Vergine Maria:





mercoledì 3 febbraio 2021

3 febbraio: beato Bartolomeo Baro


(foto dal web)




In breve

Avvocato e poi eremita e terziario francescano, Bartolomeo Baro, fu francescano secolare (†1222 c.). Originario di Roma, dove esercitava l’avvocatura, decise di lasciare la città e questo stile di vita, trasferendosi in una località tra Gubbio e Massa. Qui cominciò a dare testimonianza di bontà e santità, tant’è che, si racconta, lo stesso san Francesco volle conoscerlo. Saputane le motivazioni, gli propose di entrare nell’Ordine francescano secolare (allora noto come “terz’ordine”), da Francesco stesso appena istituito proprio per quei laici che, pur non lasciando il proprio stato di vita, volevano altresì dedicarsi maggiormente a Dio e al Vangelo. Proposta che Bartolomeo accolse con entusiasmo e con successivo grande profitto di santità."

(da "Bibbia Francescana")


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martedì 2 febbraio 2021

Purificazione della BVM (Candelora) a Padova


Santa Messa cantata presso la chiesa dei SS Simone e Giuda (vulgo San Gaetano) a Padova.
Ricorrenza liturgica della Presentazione di Gesù al Tempio e Purificazione della Beata Vergine Maria (Candelora).
Celebrante don Juan Tomas FSSP.
E' intervenuta la Schola Cantorum "Santa Cecilia" della Rettoria di San Canziano in Padova.

(photo and video by Alessandro Franzoni)






Alla distribuzione delle candele:



Introito (Suscepimus Deus):



Graduale:



Tratto:



VANGELO

In illo témpore: Postquam impleti sunt dies purgatiónis Maríæ, secúndum legem Moysi, tulérunt Iesum in Ierúsalem, ut sísterent eum Dómino, sicut scriptum est in lege Dómini: Quia omne masculínum adapériens vulvam sanctum Dómino vocábitur. Et ut darent hóstiam, secúndum quod dictum est in lege Dómini, par túrturum aut duos pullos columbárum. Et ecce, homo erat in Ierúsalem, cui nomen Símeon, et homo iste iustus et timorátus, exspéctans consolatiónem Israël, et Spíritus Sanctus erat in eo. Et respónsum accéperat a Spíritu Sancto, non visúrum se mortem, nisi prius vidéret Christum Dómini. Et venit in spíritu in templum. Et cum indúcerent púerum Iesum parentes eius, ut fácerent secúndum consuetúdinem legis pro eo: et ipse accépit eum in ulnas suas, et benedíxit Deum, et dixit: Nunc dimíttis servum tuum, Dómine, secúndum verbum tuum in pace: Quia vidérunt óculi mei salutáre tuum: Quod parásti ante fáciem ómnium populórum: Lumen ad revelatiónem géntium et glóriam plebis tuæ Israël.

(Vangelo secondo Luca 2, 22 - 32)

Traduzione:

In quel tempo: Compiutisi i giorni della purificazione di Maria, secondo la legge di Mosè, portarono Gesú a Gerusalemme per presentarlo al Signore, come è scritto nella legge di Dio: Ogni maschio primogénito sarà consacrato al Signore; e per fare l’offerta, come è scritto nella legge di Dio: un paio di tortore o due piccoli colombi. Vi era allora in Gerusalemme un uomo chiamato Simone, e quest’uomo giusto e timorato aspettava la consolazione di Israele, e lo Spirito Santo era in lui. E lo Spirito Santo gli aveva rivelato che non sarebbe morto prima di vedere l’Unto del Signore. Condotto dallo Spirito andò al tempio. E quando i parenti vi recarono il bambino Gesú per adempiere per lui alla consuetudine della legge: questi lo prese in braccio e benedisse Dio, dicendo: Adesso lascia, o Signore, che il tuo servo se ne vada in pace, secondo la tua parola: Perché gli occhi miei hanno veduta la salvezza che hai preparato per tutti i popoli: Luce per illuminare le nazioni e gloria del popolo tuo Israele.


Omelia:



Offertorio:



Communio:







Antifona finale alla Beata Vergine Maria:



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domenica 31 gennaio 2021

Domenica di Settuagesima a Padova


Santa Messa cantata alle ore 11:00 presso la chiesa di San Canziano (vulgo santa Rita) in centro a Padova, nelle vicinanze di Piazza delle Erbe.
Celebrante don Juan Tomas FSSP.
Cantore A.Franzoni.
All'harmonium il m. P.Merz.

(photo and video by Alessandro Franzoni)




Ingresso:





VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis parábolam hanc: Simile est regnum coelórum hómini patrifamílias, qui éxiit primo mane condúcere operários in víneam suam. Conventióne autem facta cum operáriis ex denário diúrno, misit eos in víneam suam. Et egréssus circa horam tértiam, vidit álios stantes in foro otiósos, et dixit illis: Ite et vos in víneam meam, et quod iustum fúerit, dabo vobis. Illi autem abiérunt. Iterum autem éxiit circa sextam et nonam horam: et fecit simíliter. Circa undécimam vero éxiit, et invénit álios stantes, et dicit illis: Quid hic statis tota die otiósi? Dicunt ei: Quia nemo nos condúxit. Dicit illis: Ite et vos in víneam meam. Cum sero autem factum esset, dicit dóminus víneæ procuratóri suo: Voca operários, et redde illis mercédem, incípiens a novíssimis usque ad primos. Cum veníssent ergo qui circa undécimam horam vénerant, accepérunt síngulos denários. Veniéntes autem et primi, arbitráti sunt, quod plus essent acceptúri: accepérunt autem et ipsi síngulos denários. Et accipiéntes murmurábant advérsus patremfamílias, dicéntes: Hi novíssimi una hora fecérunt et pares illos nobis fecísti, qui portávimus pondus diéi et æstus. At ille respóndens uni eórum, dixit: Amíce, non facio tibi iniúriam: nonne ex denário convenísti mecum? Tolle quod tuum est, et vade: volo autem et huic novíssimo dare sicut et tibi. Aut non licet mihi, quod volo, fácere? an óculus tuus nequam est, quia ego bonus sum? Sic erunt novíssimi primi, et primi novíssimi. Multi enim sunt vocáti, pauci vero elécti.

(Vangelo secondo Matteo 20, 1 - 16)

Traduzione:

In quel tempo: Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: Il regno dei cieli è simile a un padre di famiglia, il quale andò di gran mattino a fissare degli operai per la sua vigna. Avendo convenuto con gli operai un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. E uscito fuori circa all’ora terza, ne vide altri che se ne stavano in piazza oziosi, e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna, e vi darò quel che sarà giusto. E anche quelli andarono. Uscì di nuovo circa all’ora sesta e all’ora nona e fece lo stesso. Circa all’ora undicesima uscì ancora, e ne trovò altri, e disse loro: Perché state qui tutto il giorno in ozio? Quelli risposero: Perché nessuno ci ha presi. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna. Venuta la sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e paga ad essi la mercede, cominciando dagli ultimi fino ai primi. Venuti dunque quelli che erano andati circa all’undicesima ora, ricevettero un denaro per ciascuno. Venuti poi i primi, pensarono di ricevere di più: ma ebbero anch’essi un denaro per uno. E ricevutolo, mormoravano contro il padre di famiglia, dicendo: Questi ultimi hanno lavorato un’ora e li hai eguagliati a noi che abbiamo portato il peso della giornata e del caldo. Ma egli rispose ad uno di loro, e disse: Amico, non ti faccio ingiustizia, non ti sei accordato con me per un denaro? Prendi quel che ti spetta e vattene: voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te. Non posso dunque fare come voglio? o è cattivo il tuo occhio perché io son buono? Così saranno, ultimi i primi, e primi gli ultimi. Molti infatti saranno i chiamati, ma pochi gli eletti.


Omelia:



Improvvisazione dopo le Elevazioni (da C.Franck, Panis Angelicus):



martedì 26 gennaio 2021

26 gennaio: san Policarpo


(foto dal web)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Nihil est opértum, quod non revelábitur; et occúltum, quod non sciétur. Quod dico vobis in ténebris, dícite in lúmine: et quod in aure audítis, prædicáte super tecta. Et nolíte timére eos, qui occídunt corpus, ánimam autem non possunt occídere; sed pótius timéte eum, qui potest et ánimam et corpus pérdere in gehénnam. Nonne duo pásseres asse véneunt: et unus ex illis non cadet super terram sine Patre vestro? Vestri autem capílli cápitis omnes numerári sunt. Nolíte ergo timére: multis passéribus melióres estis vos. Omnis ergo, qui confitébitur me coram homínibus, confitébor et ego eum coram Patre meo, qui in coelis est.

(Vangelo secondo Matteo 10, 26 - 32)

Traduzione:

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Nulla v'è di nascosto che non s'abbia da rivelare e niente di segreto che non s'abbia a sapere. Quel che vi dico nelle tenebre, voi ditelo in piena luce, e quello che vi è sussurrato nell'orecchio predicatelo sui tetti. E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima; temete piuttosto colui che può mandare in perdizione anima e corpo nell'inferno. Non si vendono forse due passeri per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà in terra senza il volere del Padre vostro. Orbene, quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete dunque, voi valete di più di molti passeri. Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli».

lunedì 25 gennaio 2021

25 gennaio: beato Antonio da Amandola OSA


(foto dal web)




In breve

Il beato Antonio da Amandola OSA (1355 - 1450), nato da un'umile famiglia contadina ad Amandola, nella provincia di Fermo, ancora molto giovane decise di diventare religioso agostiniano; consacrato sacerdote, venne inviato come sacrista nel convento agostiniano di Tolentino, dove vi rimase per più di dieci anni. Inviato come predicatore nelle Puglie, ritornò nella natia Amandola, nel cui convento agostiniano, che contribuì ad ampliare, rimase per tutta la vita; fu celebre per lo zelo apostolico, l'umiltà e i miracoli, e fu venerato in tutte le chiese agostiniane marchigiane.

domenica 24 gennaio 2021

Terza domenica dopo l'Epifania a Padova


Santa Messa cantata alle ore 11:00 presso la chiesa di San Canziano (vulgo santa Rita) a Padova (nelle vicinanze di Piazza delle Erbe).
Celebrante mons S.Zorzi.
E' intervenuta la Schola "Santa Cecilia" della Rettoria.

(photo and video by Alessandro Franzoni)






Introito (Adorate Deo):



Graduale (Timebunt gentes):



VANGELO

In illo témpore: Cum descendísset Iesus de monte, secútæ sunt eum turbæ multæ: et ecce, leprósus véniens adorábat eum, dicens: Dómine, si vis, potes me mundáre. Et exténdens Iesus manum, tétigit eum, dicens: Volo. Mundáre. Et conféstim mundáta est lepra eius. Et ait illi Iesus: Vide, némini díxeris: sed vade, osténde te sacerdóti, et offer munus, quod præcépit Móyses, in testimónium illis. Cum autem introísset Caphárnaum, accéssit ad eum centúrio, rogans eum et dicens: Dómine, puer meus iacet in domo paralýticus, et male torquetur. Et ait illi Iesus: Ego véniam, et curábo eum. Et respóndens centúrio, ait: Dómine, non sum dignus, ut intres sub tectum meum: sed tantum dic verbo, et sanábitur puer meus. Nam et ego homo sum sub potestáte constitútus, habens sub me mílites, et dico huic: Vade, et vadit; et alii: Veni, et venit; et servo meo: Fac hoc, et facit. Audiens autem Iesus, mirátus est, et sequéntibus se dixit: Amen, dico vobis, non inveni tantam fidem in Israël. Dico autem vobis, quod multi ab Oriénte et Occidénte vénient, et recúmbent cum Abraham et Isaac et Iacob in regno cœlórum: fílii autem regni eiiciéntur in ténebras exterióres: ibi erit fletus et stridor déntium. Et dixit Iesus centurióni: Vade et, sicut credidísti, fiat tibi. Et sanátus est puer in illa hora.

(Vangelo secondo Matteo 8, 1 - 13)

Traduzione:

In quel tempo: Essendo Gesù disceso dal monte, lo seguirono molte turbe: ed ecco un lebbroso che, accostatosi, lo adorava, dicendo: Signore, se vuoi, puoi mondarmi. Gesù, stesa la mano, lo toccò, dicendo: Lo voglio. Sii Mondato. E tosto la sua lebbra fu guarita. E Gesù gli disse: Guarda di non dirlo ad alcuno: ma va, mòstrati ai sacerdoti, e offri quanto prescritto da Mosè, onde serva a loro di testimonianza. Entrato poi in Cafàrnao, andò a trovarlo un centurione, raccomandandosi e dicendo: Signore, il mio servo giace in casa, paralitico, ed è malamente tormentato. E Gesù gli rispose: Verrò, e lo guarirò. E il centurione disse: Signore, non son degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ solo una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anch’io, sebbene soggetto ad altri, ho sotto di me dei soldati, e dico a uno: Va, ed egli va; e all’altro: Vieni, ed egli viene; e al mio servo: Fai questo, ed egli lo fa. Gesù, udite queste parole, ne restò ammirato, e a coloro che lo seguivano, disse: Non ho trovato fede così grande in Israele. Vi dico perciò che molti verranno da Oriente e da Occidente e siederanno con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, ma i figli del regno saranno gettati nelle tenebre esteriori: ove sarà pianto e stridore di denti. Allora Gesù disse al centurione: Va, e ti sia fatto come hai creduto. E in quel momento il servo fu guarito.


Omelia:



Offertorio (Dextera Domini):



Dopo le Elevazioni (O Ostia Santa, M.Frisina):



Communio (Mirabantur omnes):







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sabato 23 gennaio 2021

23 gennaio: san Raimondo di Peñafort


La tomba del Santo nella cattedrale di Barcellona (Spagna).

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Sint lumbi vestri præcíncti, et lucernæ ardéntes in mánibus vestris, et vos símiles homínibus exspectántibus dóminum suum, quando revertátur a núptiis: ut, cum vénerit et pulsáverit, conféstim apériant ei. Beáti servi illi, quos, cum vénerit dóminus, invénerit vigilántes: amen, dico vobis, quod præcínget se, et fáciet illos discúmbere, et tránsiens ministrábit illis. Et si vénerit in secúnda vigília, et si in tértia vigília vénerit, et ita invénerit, beáti sunt servi illi. Hoc autem scitóte, quóniam, si sciret paterfamílias, qua hora fur veníret, vigiláret útique, et non síneret pérfodi domum suam. Et vos estóte paráti, quia, qua hora non putátis, Fílius hóminis véniet.

(Vangelo secondo Luca 12, 35 - 40)

Traduzione:

In quel tempo: Disse Gesù ai suoi discepoli: «I vostri fianchi sian cinti ed accese nelle vostre mani le lucerne, come coloro che aspettano il loro padrone quando torni da nozze, per aprirgli appena giunge e picchia. Beati quei servi che il padrone, arrivando, troverà desti. In verità vi dico, che, cintosi, li farà sedere a tavola e si metterà a servirli. E se giungerà alla seconda vigilia e se giungerà alla terza vigilia e li troverà così, beati loro! Sappiate pero che se il padrone conoscesse in qual ora viene il ladro, veglierebbe senza dubbio, e non si lascerebbe sfondare la casa. E anche voi tenetevi pronti, perché, nell'ora che non pensate, verrà il Figlio dell'uomo.

martedì 19 gennaio 2021

19 gennaio: beata Beatrice II d'Este



(foto dal web)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis parábolam hanc: Simile erit regnum coelórum decem virgínibus: quæ, accipiéntes lámpades suas, exiérunt óbviam sponso et sponsæ. Quinque autem ex eis erant fátuæ, et quinque prudéntes: sed quinque fátuæ, accéptis lampádibus, non sumpsérunt óleum secum: prudéntes vero accepérunt óleum in vasis suis cum lampádibus. Horam autem faciénte sponso, dormitavérunt omnes et dormiérunt. Média autem nocte clamor factus est: Ecce, sponsus venit, exíte óbviam ei. Tunc surrexérunt omnes vírgines illae, et ornavérunt lámpades suas. Fátuæ autem sapiéntibus dixérunt: Date nobis de óleo vestro: quia lámpades nostræ exstinguúntur. Respondérunt prudéntes, dicéntes: Ne forte non suffíciat nobis et vobis, ite pótius ad vendéntes, et émite vobis. Dum autem irent émere, venit sponsus: et quæ parátæ erant, intravérunt cum eo ad núptias, et clausa est iánua. Novíssime vero véniunt et réliquæ vírgines, dicéntes: Dómine, Dómine, áperi nobis. At ille respóndens, ait: Amen, dico vobis, néscio vos. Vigiláte ítaque, quia nescítis diem neque horam.

Vangelo di Matteo 25, 1 - 13

Traduzione:

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo e alla sposa. Ma cinque di esse erano stolte e cinque prudenti. Le cinque stolte, nel prendere le lampade, non presero l'olio con sé; le prudenti, invece, insieme con le lampade presero anche l'olio, nei loro vasi. Tardando a venire lo sposo, si assopirono tutte e si addormentarono. Ma a mezzanotte si udì un clamore: “Ecco viene lo sposo: uscitegli incontro”. Allora tutte le vergini si alzarono e prepararono le loro lampade. E dissero le stolte alle prudenti: “Dateci un po' del vostro olio, poiché le nostre lampade stanno per spegnersi”. Risposero le prudenti dicendo: “Non basterebbe né a noi, né a voi: andate piuttosto dai rivenditori e compratevene”. Mentre esse andavano, giunse lo Sposo; e quelle che erano pronte entrarono con lui alla festa nuziale, e la porta fu chiusa. All'ultimo momento, giunsero anche le altre vergini e dicevano: O Signore, Signore, aprici!". Ma egli rispose: “In verità vi dico: non vi conosco”. Vigilate, dunque, poiché non sapete né il giorno né l'ora».


Agiografia

Beatrice II d’Este, nata dai nobilissimi Azzo IX [VII], marchese di Ferrara, e Giovanna, sorella di Roberto re di Puglia, già fin dalla prima giovinezza cercò d’imitare la straordinaria pietà e integrità di vita di sua zia Beatrice. Poiché si distingueva per le singolari qualità dell’animo e del corpo, e molti prìncipi italiani aspiravano alla sua mano, il padre la promise in sposa a Galeazzo, figlio di Manfredi, giovane di pari nobiltà e insigne per esperienza militare e per valore guerresco. Ma mentre Beatrice, accondiscendendo al volere paterno, con un gran corteggio di gentiluomini e di dame lasciava Ferrara per raggiungere lo sposo a Milano, fu recata la notizia che Galeazzo, mortalmente ferito, era caduto in battaglia. Ella pertanto, vista la caducità delle cose terrene, senza esitazione si abbandonò a Dio, che la chiamava a ben più nobili nozze, stabilendo di avere in Lui, da quel momento, quello Sposo che nessun accidente le avrebbe potuto strappare. Così, tornò indietro e, non appena fu giunta, nei pressi di Ferrara, alla località che veniva chiamata San Lazzaro, non volle entrare in città, ma si fermò in quel luogo e, rinunciando a ogni principesco ornamento, vestita di grezzo e ispido panno si consacrò interamente a Dio, celebrando così uno splendido trionfo sulle pompe del mondo; e nessuno, nemmeno il padre con i suoi consigli, riuscì a distoglierla dal santo proposito.
Mosse dall’esempio di Beatrice, sette nobili fanciulle, sue compagne di viaggio, benché già destinate agli sposi, e quattro sue ancelle abbracciarono lo stesso genere di vita. Immediatamente si aggiunsero altre compagne, così Beatrice, grazie all’intervento dell’autorità Apostolica, ottenne un luogo più grande, chiamato all’epoca Santo Stefano della Rotta, ora Sant’Antonio, per erigere un monastero. Lì ella costruì un cenobio, al quale suo padre Azzo assegnò amplissime rendite, e propose, per sé e per le vergini che colà si erano date alla vita religiosa, l’osservanza della regola di san Benedetto; e, per legarsi più strettamente allo Sposo celeste, nel 1254 emise la professione solenne dei tre voti nelle mani del vescovo di Ferrara, Giovanni Quirini. Fu da allora che, disponendo il proprio cuore a salire verso Dio, con l’assiduo esercizio di tutte le virtù e con il continuo spirito di preghiera e raccoglimento si sforzò di raggiungere il vertice della perfezione religiosa. Di lei si dice che fosse anzitutto di un’umiltà straordinaria e di una singolare carità verso i poveri, al punto che non solo si rifiutava categoricamente di stare a capo delle compagne, pur essendo di tutte madre e maestra, ma in aggiunta si occupava delle consorelle malate, svolgendo alacremente ogni più umile compito e servizio.
Si tramanda che le fosse particolarmente caro dar da mangiare a tutti i poveri che accorrevano da lei, e donar loro, altresì, vesti con cui coprirsi, al punto che tutti la chiamavano madre dei bisognosi. Alla fine, cadde ammalata, e comprendendo da ciò come fosse ormai incombente la fine dei suoi giorni, ristorata dai Sacramenti della Chiesa, esortò le consorelle all’amore di Dio e all’osservanza della Regola dell’istituto, non senza aver chiesto, prima, il loro perdono. Erano trascorsi quindici anni dalla professione; l’8 gennaio 1262, nella cenere e nel cilicio, rivolti gli occhi al cielo, rese l’anima a Dio pronunciando le parole: “In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum” [“Nelle tue mani, Signore, affido il mio spirito”]. Che la sua morte fosse preziosa al cospetto del Signore lo mostrarono chiaramente i molti miracoli che si tramandano accaduti per i suoi meriti. Il culto religioso a lei tributato già fin dalla sua morte e continuamente prestatole fino a questi tempi fu approvato da Clemente XIV. Il Sommo Pontefice Pio VI concesse poi benevolmente che la sua festa venisse celebrata, con l’Ufficio e la Messa, il 19 gennaio.

(Dal Mattutino, trad. M.Rinaldi)


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domenica 17 gennaio 2021

Seconda domenica dopo l'Epifania a Padova


Santa Messa cantata alle ore 11:00 presso la chiesa di San Canziano (vulgo santa Rita) a Padova (nelle vicinanze di Piazza delle Erbe).
Celebrante don Juan Tomas FSSP.
Interviene la Schola Cantorum "Santa Cecilia" della Rettoria.
All'harmonium il m. Paul Merz.

(photo and video by Alessandro Franzoni)




Introito (Omnis terra adoret):





VANGELO

In illo témpore: Núptiæ factæ sunt in Cana Galilǽæ: et erat Mater Iesu ibi. Vocátus est autem et Iesus, et discípuli eius ad núptias. Et deficiénte vino, dicit Mater Iesu ad eum: Vinum non habent. Et dicit ei Iesus: Quid mihi et tibi est, mulier? nondum venit hora mea. Dicit Mater eius minístris: Quodcúmque díxerit vobis, fácite. Erant autem ibi lapídeæ hýdriæ sex pósitæ secúndum purificatiónem Iudæórum, capiéntes síngulæ metrétas binas vel ternas. Dicit eis Iesus: Implete hýdrias aqua. Et implevérunt eas usque ad summum. Et dicit eis Iesus: Hauríte nunc, et ferte architriclíno. Et tulérunt. Ut autem gustávit architriclínus aquam vinum fáctam, et non sciébat unde esset, minístri autem sciébant, qui háuserant aquam: vocat sponsum architriclínus, et dicit ei: Omnis homo primum bonum vinum ponit: et cum inebriáti fúerint, tunc id, quod detérius est. Tu autem servásti bonum vinum usque adhuc. Hoc fecit inítium signórum Iesus in Cana Galilǽæ: et manifestávit glóriam suam, et credidérunt in eum discípuli eius.

(Vangelo secondo Giovanni 2, 1 - 11)

Traduzione:

In quel tempo: Vi furono delle nozze in Cana di Galilea, e li vi era la Madre di Gesù. E alle nozze fu invitato anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la Madre di Gesù disse a Lui: Non hanno più vino. E Gesù rispose: Che ho a che fare con te, o donna? La mia ora non è ancora venuta. Disse sua Madre ai domestici: Fate tutto quello che vi dirà. Orbene, vi erano lì sei pile di pietra, preparate per la purificazione dei Giudei, ciascuna contenente due o tre metrete. Gesù disse loro: Empite d’acqua le pile. E le empirono fino all’orlo. Gesù disse: Adesso attingete e portate al maestro di tavola. E portarono. E il maestro di tavola, non appena ebbe assaggiato l’acqua mutata in vino, non sapeva donde l’avessero attinta, ma i domestici lo sapevano; chiamato lo sposo gli disse: Tutti servono da principio il vino migliore, e danno il meno buono quando sono brilli, ma tu hai conservato il vino migliore fino ad ora. Così Gesù, in Cana di Galilea dette inizio ai miracoli, e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui.


Omelia:



Offertorio:



Improvvisazione alla Comunione:



Al termine della Santa Messa, benedizione sul sagrato degli animali domestici, tradizionale nel giorno di Sant'Antonio abate.




Giotto, Nozze di Cana, Cappella degli Scrovegni a Padova.

(photo by Wikipedia)