giovedì 31 luglio 2025

31 luglio: sant'Ignazio di Loyola


Juan Martinez Montanes, Francisco Pacheco, Sant'Ignazio di Loyola, 1610, Università di Siviglia, Cappella dell'Annunciazione.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Designávit Dóminus et álios septuagínta duos: et misit illos binos ante fáciem suam in omnem civitátem et locum, quo erat ipse ventúrus. Et dicébat illis: Messis quidem multa, operárii autem pauci. Rogáte ergo Dóminum messis, ut mittat operários in messem suam. Ite: ecce, ego mitto vos sicut agnos inter lupos. Nolíte portáre sácculum neque peram neque calceaménta; et néminem per viam salutavéritis. In quamcúmque domum intravéritis, primum dícite: Pax huic dómui: et si ibi fúerit fílius pacis, requiéscet super illum pax vestra: sin autem, ad vos revertétur. In eádem autem domo manéte, edéntes et bibéntes quæ apud illos sunt: dignus est enim operárius mercéde sua. Nolíte transíre de domo in domum. Et in quamcúmque civitátem intravéritis, et suscéperint vos, manducáte quæ apponúntur vobis: et curáte infírmos, qui in illa sunt, et dícite illis: Appropinquávit in vos regnum Dei.

Vangelo di Luca 10, 1 - 9

Traduzione:

In quel tempo: Il Signore scelse anche altri settantadue discepoli e li mandò a due a due innanzi a sé in ogni città e luogo dove egli era per andare. E diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai per la sua mietitura. Andate! Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo a lupi. Non portate né borsa, né sacca, né sandali; e per la strada non salutate nessuno. In qualunque casa entrerete, dite prima di tutto: “Pace a questa casa”. E se ci sarà un figlio di pace riposerà su di lui la pace vostra, altrimenti ritornerà a voi. E nella stessa casa restate, mangiando e bevendo di quel che vi dànno; perché l'operaio è degno della sua mercede. Non girate di casa in casa. E in qualunque città entrerete, se vi accolgono, mangiate di quel che vi sarà messo davanti e guarite gli infermi che ci sono, e dite loro: “Sta per venire a voi il Regno di Dio”».


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mercoledì 30 luglio 2025

30 luglio: SS Abdon e Sennen


Sepolcro dei Santi Martiri Abdon e Sennen sotto l'altare della Basilica romana di San Marco al Campidoglio.

(photo by Giuliano Zoroddu)




DAL MARTIROLOGIO

Nobili fratelli originari della Persia, condotti a Roma dopo una campagna militare, si convertirono alla vera fede cristiana e, affrancatisi dalla schiavitù, si dedicarono al seppellimento dei martiri e alla diffusione della nuova fede e, per questo, vennero arrestati, e, una volta rifiutatisi di onorare i falsi dei pagani, torturati e uccisi; Santi molto popolari, sono i Patroni dei bambini, soprattutto di quelli malati. Festa il 30 luglio.


ATTI DEL MARTIRIO DEI SANTI ABDON E SENNEN

1. A quel tempo cominciò Decio a cercare con premura i cristiani, ed estese a tale uopo la sua autorità su di tutta la Persia. Allora perché non fu possibile di tenere nascoste le lucerne sotto del moggio, furono poste invece sul candelabro, affinché risplendessero a tutti quei, che trovavansi nella casa del Signore. Vennero pertanto a Decio i pagani e gli dissero: “Ecco che quegli a cui tu donasti il sangue e la vita nella tua vittoria, raccolgono i corpi dei cristiani, e li nascondono in un lor podere; e non si umiliano agli dei, né obediscono ai tuoi comandi col prestare ad essi i dovuti onori”. Disse Decio: “Chi sono mai questi profani?”. Risposero quelli: essere Abdon e Sennen. Nella medesima ora ordinò Decio che gli fossero presentati Abdon e Sennen, i quali come che vennero al cospetto di Decio disse ad essi: “Così dunque voi siete divenuti stolti? Oppure non vi rammentate, che come ribelli agli dei siete stati da essi consegnati nelle mani dei romani e nostre?”. Rispose Abdon: “Noi divenimmo maggiormente vincitori coll’ajuto di Dio, e del nostro Signore Gesù Cristo che regna in eterno”. Decio adirato soggiunse: “Non sapete voi che la vostra vita è umiliata nelle mie mani?”. Rispose Abdon e disse: “Noi siamo umiliati al nostro Dio Padre e Signore Gesù Cristo, che degnossi per la nostra salute di venir sulla terra, ed umiliarsi”. Quindi comandò Decio che fossero legati da catene, e chiusi in una stretta prigione. Allora dissero Adon e Sennen: “Ecco la gloria, che abbiamo sempre sperato da Signore”.

2. Nel medesimo tempo fu annunziata a Decio la morte di Galba (ossia di Gordiano), e si mosse alla volta di Roma. Venne poi Decio dopo quattro mesi a Roma seco conducendo i beatissimi regoli Abdon e Sennen stretti da catene per il nome del nostro Signore Gesù Cristo, riserbandoli, perché erano nobili, per la gloria del trionfo, onde servissero di spettacolo ai romani…

3. Allora Decio ordinò che si convocasse il senato; ed avendo conferito e presi i concerti sul proposito con Valeriano prefetto ai ventotto del mese di luglio, vollero gli si presentassero i regoli cristiani Abdon e Sennen, ch’egli avea condotto dalla Persia, macerati dal carcere: e disse Decio al senato: “Ascolti il vostro consesso o padri coscritti: i numi diedero nelle nostre mani questi nemici ferocissimi; ecco gl’inimici della repubblica e del romano impero”. E furono introdotti legati da catene, e riccamente vestiti con molto oro e pietre preziose; appena furono veduti dai senatori, rimasero questi presi da meraviglia per il loro aspetto; imperciocché tanta grazia diede il Signore ai suoi servi, ch’eccitasse piuttosto negli astanti la compassione, che lo sdegno.

4. Quindi ordinò Decio che venisse Claudio capo de’ sacerdoti[1] del Campidoglio, e questi recossi sul luogo dell’adunanza seco portando il tripode; e disse allora Decio cesare ad Abdon e Sennen: “Sagrificate agli dei, e siate regoli della romana libertà, e possederete le cose tutte nostre, la pace dell’impero, e sarete premiati con ricchezze ed onori; provvedete a voi stessi”. Risposero Abdon e Sennen: “Noi immeritevoli e peccatori abbiamo offerto una volta per sempre il sagrificio e l’oblzione al Signor nostro Gesù Cristo, e non ai tuoi numi”. Decio disse: “Devono prepararsi a costoro acerbissimi tormenti”, e comandò che si tenessero pronti gli orsi feroci, e i leoni. Risposero Abdon e Sennen: “A che tardi? Fa ciò che credi: noi viviamo sicuri nel Signor nostro Gesù Cristo, che può distruggere tutt’i tuoi pensamenti, e te stesso”.

5. Nel giorno appresso vennero taluni e enunciarono a Decio che molti orsi e leoni erano periti nelle custodie del vivario. Allora Decio adirato ordinò, che gli si preparasse il suo posto nell’anfiteatro[2]; ma come però vi giunse non volle entrarvi, ma prescrisse al prefetto di Roma Valeriano, che se quelli non avessero adorato il dio Sole, morissero lacerati dai morsi delle belve. Valeriano all’istante disse ad Abdon e Sennen: “Provvedete alla nobiltà della vostra nascita, e presentate l’incenso al dio Sole; lo che se voi non effettuerete, dovrete perire per i morsi delle fiere”. Risposero Abdon e Sennen: “Noi adoriamo il Signor nostro Gesù Cristo; e non ci siamo mai umiliati con culto ai vani simulacri lavorati dalle mani degli uomini”. Sul momento li fece spogliare dei loro vestimenti, e pieno di furore li condusse avanti il simulacro del Sole, ch’era posto d’appresso all’anfiteatro. Quei beatissimi martiri dispreggiando il simulacro, e sputandogli d’innanzi, dissero a Valeriano: “Fa pure adesso ciò, che hai stabilito di fare”.

6. Comandò allora Valeriano al banditore che mentre i martiri venivano battuti colle piombarle dicesse ad alta voce: “Non vogliate bestemmiare i dei”; poscia li fece introdurre nell’anfiteatro, affinché fossero consumati dalle belve. Ed appena entrarono i santi Abdon e Sennen dissero al cospetto di Valeriano: “Nel nome del Signor nostro Gesù Cristo entriamo alla corona; egli t’inibisca immondo spirito di recarci nocumento”, e segnatisi col segno della croce entrarono nell’anfiteatro. Presentati che furono al cospetto di Valeriano nudi coi loro corpi, ma rivestiti del corpo di Cristo, disse il prefetto: “Siano lasciati due leoni e quattro orsi”; i quali appena furono liberi vennero ruggendo ai piedi dei santi Abdon e Sennen, e non si scostarono punto da essi, ma stavano bensì alla loro custodia. Disse Valeriano: “Ora apparisce la loro arte magica”: e niuno poteva accostarsi ai santi per l’impeto delle belve.

7. Valeriano pieno di furore comandò ai gladiatori ch’entrassero armati dei loro tridenti, e gli uccidessero: i quali appena caddero morti, gli furono legati i piedi per ordine di Valeriano, e balzati avanti il simulacro del Sole vicino all’anfiteatro, giacquero ivi i corpi per tre giorni ad esempio e terrore de’ cristiani. Dopo il terzo giorno venne un tal Quirino cristiano suddiacono, che abitava non lungi dall’anfiteatro, e raccolse di notte tempo quei corpi, e li ripose ai 30 di luglio in un arca di piombo, e li seppellì in sua casa. Riposarono in quel luogo nascosti i corpi dei santi Abdon e Sennen per molti anni fino al tempo di Costantino: allora avvenne che essendo già Costantino addivenuto cristiano[3], questi beati martiri rivelassero il luogo della loro sepoltura; dalla quale tolti i santi loro corpi furono trasportati e tumulati nel cimiterio di Ponziano[4].

Da: Gli Atti della Passione degli illustri santi martiri Abdon e Sennen, illustrati colla storia e coi monumenti da monsignore Domenico Bartolini, Roma, 1859, 13-18.


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domenica 27 luglio 2025

Settima domenica dopo Pentecoste a Ferrara


Santa Messa letta alle ore 10:30 presso la chiesa di Santa Chiara in Corso Giovecca 179, Ferrara.
Celebrante don Davide Benini. 

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Atténdite a falsis prophétis, qui véniunt ad vos in vestiméntis óvium, intrínsecus autem sunt lupi rapáces: a frúctibus eórum cognoscétis eos. Numquid cólligunt de spinis uvas, aut de tríbulis ficus? Sic omnis arbor bona fructus bonos facit: mala autem arbor malos fructus facit. Non potest arbor bona malos fructus fácere: neque arbor mala bonos fructus fácere. Omnis arbor, quæ non facit fructum bonum, excidétur et in ignem mittétur. Igitur ex frúctibus eórum cognoscétis eos. Non omnis, qui dicit mihi, Dómine, Dómine, intrábit in regnum cœlórum: sed qui facit voluntátem Patris mei, qui in cœlis est, ipse intrábit in regnum cœlórum.

Vangelo di Matteo 7, 15 - 21

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi sotto l’aspetto di pecore, ma che nell’intimo sono lupi rapaci: li riconoscerete dai loro frutti. Forse che alcuno raccoglie l’uva dalle spine o il fico dai rovi? Cosí ogni albero buono dà buoni frutti; mentre l’albero cattivo dà frutti cattivi. Non può l’albero buono produrre frutti cattivi, né l’albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che dà frutti cattivi sarà tagliato e gettato nel fuoco. Dunque, dai loro frutti li riconoscerete. Non chiunque mi dirà: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli, questi entrerà nel regno dei cieli.


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sabato 26 luglio 2025

26 luglio: sant'Anna


Anconetta raffigurante la Santa con Ex Voto, residuo di un antico altare laterale, chiesa di sant'Anna al Laterano, in via Merulana a Roma.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis parábolam hanc: Símile est regnum cœlórum thesáuro abscóndito in agro: quem qui invénit homo, abscóndit, et præ gáudio illíus vadit, et vendit univérsa, quæ habet, et emit agrum illum. Iterum símile est regnum cœlórum homini negotiatóri, quærénti bonas margarítas. Invénta autem una pretiósa margaríta, ábiit, et véndidit ómnia, quæ hábuit, et emit eam. Iterum símile est regnum cœlórum sagénæ, missæ in mare et ex omni génere píscium cóngreganti. Quam, cum impléta esset educéntes, et secus litus sedéntes, elegérunt bonos in vasa, malos autem foras misérunt. Sic erit in consummatióne sǽculi: exíbunt Angeli, et separábunt malos de médio iustórum, et mittent eos in camínum ignis: ibi erit fletus et stridor déntium. Intellexístis hæc ómnia? Dicunt ei: Etiam. Ait illis: Ideo omnis scriba doctus in regno cœlórum símilis est hómini patrifamílias, qui profert de thesáuro suo nova et vétera.

Vangelo di  Matteo 13, 44 - 52

Traduzione:

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «È simile il regno dei cieli ad un tesoro nascosto in un campo, che un uomo trovatolo, tiene celato, e, tutto giulivo dell'accaduto, va a vendere quel che ha e compra quel campo. Ancora: Il regno dei cieli è simile ad un mercante che va in cerca di belle perle; trovatane una di gran pregio, va a vendere quanto ha e la compra. Il regno dei cieli inoltre è simile ad una rete gettata in mare, che ha preso ogni sorta di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, e sedutisi, ripongono in ceste i buoni, e buttan via i cattivi. Così avverrà alla fine del mondo: Verranno gli Angeli e toglieranno i cattivi di mezzo ai giusti e li getteranno nella fornace ardente: ivi sarà pianto e stridor di denti. Avete intese tutte queste cose?». Gli dicono: «Sì ». Ed Egli a loro: «Per questo ogni scriba istruito nel regno dei cieli, è simile ad un padre di famiglia che trae fuori dalla sua dispensa cose nuove e cose vecchie.


Inno a sant'Anna:



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giovedì 24 luglio 2025

24 luglio: santa Cristina


Jacopo Palma il Giovane, Santa Cristina trafitta dai dardi, Pinacoteca degli Eremitani, Padova.

(photo by Francesco Bianco)




Preghiera a santa Cristina:

O Dio, Padre buono e misericordioso,
che scegli le creature miti e deboli
per confondere la potenza del mondo,
nella santa vergine e martire Cristina
ci hai dato un mirabile esempio
di semplice e puro candore di cuore,
di intrepida fortezza
per affermare e difendere la fede
e di eroica costanza
nel sostenere le sofferenze del martirio,
concedi a noi suoi devoti,
di resistere alle debolezze
della condizione umana,
di vivere alla luce del Vangelo,
di sentirci tutti fratelli in Cristo
e membra vive della Chiesa.
Amen.


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domenica 20 luglio 2025

Sesta domenica dopo Pentecoste a Ferrara


Santa Messa letta alle ore 10:30 presso la chiesa di Santa Chiara in Corso Giovecca 179, Ferrara.
Celebrante don Davide Benini. 

(photo by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Cum turba multa esset cum Iesu, nec habérent, quod manducárent, convocátis discípulis, ait illis: Miséreor super turbam: quia ecce iam tríduo sústinent me, nec habent quod mandúcent: et si dimísero eos ieiúnos in domum suam, defícient in via: quidam enim ex eis de longe venérunt. Et respondérunt ei discípuli sui: Unde illos quis póterit hic saturáre pánibus in solitúdine? Et interrogávit eos: Quot panes habétis? Qui dixérunt: Septem. Et præcépit turbæ discúmbere super terram. Et accípiens septem panes, grátias agens fregit, et dabat discípulis suis, ut appónerent, et apposuérunt turbæ. Et habébant piscículos paucos: et ipsos benedíxit, et iussit appóni. Et manducavérunt, et saturáti sunt, et sustulérunt quod superáverat de fragméntis, septem sportas. Erant autem qui manducáverant, quasi quátuor mília: et dimísit eos.

Vangelo di Marco 8, 1 - 9

Traduzione:

In quel tempo: Radunatasi molta folla attorno a Gesú, e non avendo da mangiare, egli, chiamati i discepoli, disse loro: Ho compassione di costoro, perché già da tre giorni sono con me e non hanno da mangiare; e se li rimanderò alle loro case digiuni, cadranno lungo la via, perché alcuni di essi sono venuti da lontano. E gli risposero i suoi discepoli: Come potremo saziarli di pane in questo deserto? E chiese loro: Quanti pani avete? E risposero: Sette. E comandò alla folla di sedersi a terra. E presi i sette pani, rese grazie e li spezzò e li diede ai suoi discepoli per distribuirli, ed essi li distribuirono alla folla. Ed avevano alcuni pesciolini, e benedisse anche quelli e comandò di distribuirli. E mangiarono, e si saziarono, e con i resti riempirono sette ceste. Ora, quelli che avevano mangiato erano circa quattro mila: e li congedò.



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sabato 19 luglio 2025

19 luglio: san Vincenzo de Paoli


(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Designávit Dóminus et alios septuagínta duos: et misit illos binos ante fáciem suam in omnem civitátem et locum, quo erat ipse ventúrus. Et dicebat illis: Messis quidem multa, operárii autem pauci. Rogáte ergo Dóminum messis, ut mittat operários in messem suam. Ite: ecce, ego mitto vos sicut agnos inter lupos. Nolíte portáre sacculum neque peram neque calceaménta; et néminem per viam salutavéritis. In quamcúmque domum intravéritis, primum dícite: Pax huic dómui: et si ibi fúerit fílius pacis, requiéscet super illum pax vestra: sin autem, ad vos revertétur. In eádem autem domo manéte, edéntes et bibéntes quæ apud illos sunt: dignus est enim operárius mercéde sua. Nolíte transíre de domo in domum. Et in quamcúmque civitátem intravéritis, et suscéperint vos, manducáte quæ apponúntur vobis: et curáte infírmos, qui in illa sunt, et dícite illis: Appropinquávit in vos regnum Dei.

Vangelo di Luca 10, 1 - 9

Traduzione:

In quel tempo: Il Signore scelse anche altri settantadue discepoli e li mandò a due a due innanzi a sé in ogni città e luogo dove egli era per andare. E diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai per la sua mietitura. Andate! Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo a lupi. Non portate né borsa, né sacca, né sandali; e per la strada non salutate nessuno. In qualunque casa entrerete, dite prima di tutto: “Pace a questa casa”. E se ci sarà un figlio di pace riposerà su di lui la pace vostra, altrimenti ritornerà a voi. E nella stessa casa restate, mangiando e bevendo di quel che vi dànno; perché l'operaio è degno della sua mercede. Non girate di casa in casa. E in qualunque città entrerete, se vi accolgono, mangiate di quel che vi sarà messo davanti e guarite gli infermi che ci sono, e dite loro: “Sta per venire a voi il Regno di Dio”».


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domenica 13 luglio 2025

Quinta domenica dopo Pentecoste a Ferrara


Santa Messa letta alle ore 10:30 presso la chiesa di Santa Chiara in Corso Giovecca 179, Ferrara.
Celebrante don Davide Benini. 

(photo by Alessandro Franzoni)






VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Nisi abundáverit iustítia vestra plus quam scribárum et pharisæórum, non intrábitis in regnum cœlórum. Audístis, quia dictum est antíquis: Non occídes: qui autem occíderit, reus erit iudício. Ego autem dico vobis: quia omnis, qui iráscitur fratri suo, reus erit iudício. Qui autem díxerit fratri suo, raca: reus erit concílio. Qui autem díxerit, fátue: reus erit gehénnæ ignis. Si ergo offers munus tuum ad altáre, et ibi recordátus fúeris, quia frater tuus habet áliquid advérsum te: relínque ibi munus tuum ante altáre et vade prius reconciliári fratri tuo: et tunc véniens ófferes munus tuum.

Vangelo di Matteo 5, 20 - 24

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: Se la vostra giustizia non sarà stata più grande di quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei Cieli. Avete sentito che è stato detto agli antichi: Non uccidere; chi infatti avrà ucciso sarà condannato in giudizio. Ma io vi dico che chiunque si adira col fratello sarà condannato in giudizio. Chi avrà detto a suo fratello: raca, imbecille, sarà condannato nel Sinedrio. E chi gli avrà detto: pazzo; sarà condannato al fuoco della geenna. Se dunque porti la tua offerta all’altare e allora ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia la tua offerta all’altare e va prima a riconciliarti con tuo fratello, e poi, ritornato, fa la tua offerta.


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sabato 12 luglio 2025

12 luglio: san Giovanni Guadalberto abate


Maestro del Polittico di Ciriè, Ante del Trittico con i Santi Gerolamo e Giovanni Guadalberto con un devoto, presso palazzo Madama, Torino.

(foto dal web)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Audístis, quia dictum est: Diliges próximum tuum, et ódio habébis inimícum tuum. Ego autem dico vobis: Dilígite inimícos vestros, benefácite his, qui odérunt vos, et oráte pro persequéntibus et calumniántibus vos, ut sitis fílii Patris vestri, qui in coelis est: qui solem suum oriri facit super bonos et malos, et pluit super iustos et iniústos. Si enim dilígitis eos, qui vos díligunt, quam mercédem habébitis? nonne et publicáni hoc fáciunt? Et si salutavéritis fratres vestros tantum, quid ámplius tácitis? nonne et éthnici hoc fáciunt? Estóte ergo vos perfécti, sicut et Pater vester coeléstis perféctus est.

Vangelo di Matteo 5, 43 - 48

Traduzione:

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete udito che fu detto: “Amerai il tuo prossimo ed odierai il tuo nemico". Ma io vi dico: amate i vostri nemici; fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi perseguitano e vi calunniano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; il quale fa sorgere il suo sole sui buoni e sui cattivi e fa piovere su giusti ed ingiusti. Ché se amate chi vi ama, quale premio ne avrete? Non fanno altrettanto anche i pubblicani? E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di speciale? Non fanno altrettanto i pagani? Siate adunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».


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martedì 8 luglio 2025

8 luglio: sant'Elisabetta di Portogallo


Santa Elisabetta salva un ragazzo caduto in un pozzo.

(photo by Francesco Bianco)




VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis parábolam hanc: Símile est regnum cœlórum thesáuro abscóndito in agro: quem qui invénit homo, abscóndit, et præ gáudio illíus vadit, et vendit univérsa, quæ habet, et emit agrum illum. Iterum símile est regnum cœlórum homini negotiatóri, quærénti bonas margarítas. Invénta autem una pretiósa margaríta, ábiit, et véndidit ómnia, quæ hábuit, et emit eam. Iterum símile est regnum cœlórum sagénæ, missæ in mare et ex omni génere píscium cóngreganti. Quam, cum impléta esset educéntes, et secus litus sedéntes, elegérunt bonos in vasa, malos autem foras misérunt. Sic erit in consummatióne sǽculi: exíbunt Angeli, et separábunt malos de médio iustórum, et mittent eos in camínum ignis: ibi erit fletus et stridor déntium. Intellexístis hæc ómnia? Dicunt ei: Etiam. Ait illis: Ideo omnis scriba doctus in regno cœlórum símilis est hómini patrifamílias, qui profert de thesáuro suo nova et vétera.

Vangelo di Matteo 13, 44 - 52

Traduzione:

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «È simile il regno dei cieli ad un tesoro nascosto in un campo, che un uomo trovatolo, tiene celato, e, tutto giulivo dell'accaduto, va a vendere quel che ha e compra quel campo. Ancora: Il regno dei cieli è simile ad un mercante che va in cerca di belle perle; trovatane una di gran pregio, va a vendere quanto ha e la compra. Il regno dei cieli inoltre è simile ad una rete gettata in mare, che ha preso ogni sorta di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, e sedutisi, ripongono in ceste i buoni, e buttan via i cattivi. Così avverrà alla fine del mondo: Verranno gli Angeli e toglieranno i cattivi di mezzo ai giusti e li getteranno nella fornace ardente: ivi sarà pianto e stridor di denti. Avete intese tutte queste cose?». Gli dicono: «Sì ». Ed Egli a loro: «Per questo ogni scriba istruito nel regno dei cieli, è simile ad un padre di famiglia che trae fuori dalla sua dispensa cose nuove e cose vecchie».


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lunedì 7 luglio 2025

7 luglio: SS Cirillo e Metodio


(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Designávit Dóminus et álios septuagínta duos: et misit illos binos ante fáciem suam in omnem civitátem et locum, quo erat ipse ventúrus. Et dicebat illis: Messis quidem multa, operárii autem pauci. Rogáte ergo Dóminum messis, ut mittat operários in messem suam. Ite: ecce, ego mitto vos sicut agnos inter lupos. Nolíte portáre sácculum neque peram neque calceaménta; et néminem per viam salutavéritis. In quamcúmque domum intravéritis, primum dícite: Pax huic dómui: et si ibi fúerit fílius pacis, requiéscet super illum pax vestra: sin autem, ad vos revertátur. In eádem autem domo manéte, edéntes et bibéntes quæ apud illos sunt: dignus est enim operárius mercéde sua. Nolíte transíre de domo in domum. Et in quamcúmque civitátem intravéritis, et suscéperint vos, manducáte quæ apponúntur vobis: et curáte infírmos, qui in illa sunt, et dícite illis: Appropinquávit in vos regnum Dei.

Vangelo di Luca 10, 1 - 9

Traduzione:

In quel tempo: Il Signore scelse anche altri settantadue discepoli e li mandò a due a due innanzi a sé in ogni città e luogo dove egli era per andare. E diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai per la sua mietitura. Andate! Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo a lupi. Non portate né borsa, né sacca, né sandali; e per la strada non salutate nessuno. In qualunque casa entrerete, dite prima di tutto: «Pace a questa casa». E se ci sarà un figlio di pace riposerà su di lui la pace vostra, altrimenti ritornerà a voi. E nella stessa casa restate, mangiando e bevendo di quel che vi dànno perché l'operaio è degno della sua mercede. Non girate di casa in casa. E in qualunque città entrerete, se vi accolgono, mangiate di quel che vi sarà messo davanti e guarite gli infermi che ci sono, e dite loro: «Sta per venire a voi il Regno di Dio”».


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domenica 6 luglio 2025

Quarta domenica dopo Pentecoste a Venezia


Santa Messa letta alle ore 11:00 presso la chiesa di San Simon Piccolo a Venezia (fronte stazione ferroviaria).
Celebrante don Joseph Kramer FSSP.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Cum turbæ irrúerent in Iesum, ut audírent verbum Dei, et ipse stabat secus stagnum Genésareth. Et vidit duas naves stantes secus stagnum: piscatóres autem descénderant et lavábant rétia. Ascéndens autem in unam navim, quæ erat Simónis, rogávit eum a terra redúcere pusíllum. Et sedens docébat de navícula turbas. Ut cessávit autem loqui, dixit ad Simónem: Duc in altum, et laxáte rétia vestra in captúram. Et respóndens Simon, dixit illi: Præcéptor, per totam noctem laborántes, nihil cépimus: in verbo autem tuo laxábo rete. Et cum hoc fecíssent, conclusérunt píscium multitúdinem copiósam: rumpebátur autem rete eórum. Et annuérunt sóciis, qui erant in ália navi, ut venírent et adiuvárent eos. Et venérunt, et implevérunt ambas navículas, ita ut pæne mergeréntur. Quod cum vidéret Simon Petrus, prócidit ad génua Iesu, dicens: Exi a me, quia homo peccátor sum, Dómine. Stupor enim circumdéderat eum et omnes, qui cum illo erant, in captúra píscium, quam céperant: simíliter autem Iacóbum et Ioánnem, fílios Zebedǽi, qui erant sócii Simónis. Et ait ad Simónem Iesus: Noli timére: ex hoc iam hómines eris cápiens. Et subdúctis ad terram návibus, relictis ómnibus, secuti sunt eum.

Vangelo di Luca 5, 1 - 11

Traduzione:

In quel tempo: Affollàtesi le turbe attorno a Gesú per udire la parola di Dio, Egli si teneva sulla riva del lago di Genézareth. E vide due barche tirate a riva, poiché i pescatori erano discesi e lavavano le reti. Salendo in una barca, che era di Simone, lo pregò di allontanarlo un poco dalla spiaggia; e sedendo insegnava alle turbe dalla navicella. Quando finí di parlare, disse a Simone: Va al largo, e getta le reti per la pesca. E rispondendogli, Simone disse: Maestro, per tutta la notte abbiamo lavorato senza prendere niente, tuttavia, sulla tua parola, getterò la rete. E fattolo, presero una cosí grande quantità di pesci che le reti si rompevano. E allora fecero segno ai compagni che erano nell’altra barca affinché venissero ad aiutarli. E vennero, e riempirono le due barche al punto che stavano per affondare. Visto questo, Simone Pietro si gettò ai piedi di Gesú, dicendo: Allontanati da me, o Signore, poiché sono un peccatore. Lo spavento infatti si era impadronito di lui e di quelli che erano con lui a causa della pesca: ed erano sbigottiti anche Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano compagni di Simone. E Gesú disse a Simone: Non temere: d’ora in poi sarai pescatore di uomini. E avendo tirato a secco le barche, lasciata ogni cosa, lo seguirono.


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sabato 5 luglio 2025

5 luglio: sant'Antonio Maria Zaccaria


(foto dal web)




In breve

Sant'Antonio Maria Zaccaria nacque a Cremona sulla fine dell'anno 1502. Compi i primi studi nella sua città, poi si recò a Padova per studiare filosofia e medicina. La sua scienza fu pari alla sua santità. Ritornò in famiglia colla laurea dottorale dopo aver superato tutti i pericoli comuni agli studenti e conservata intatta la stola battesimale. Avendo capito che Dio lo voleva piuttosto medico delle anime che dei corpi, si diede allo studio della teologia. Frattanto visitava spesso gli ammalati, insegnava il catechismo ai fanciulli, incitava i giovani e gli adulti ad una vita più cristiana. Divenuto sacerdote, mentre celebrava la prima Messa fu veduto dal popolo col capo cinto da una aureola celeste. La pia contessa Lodovica Torelli, signora di Guastalla, conosciuto Antonio a Cremona lo volle come suo cappellano e consigliere. Dopo due mesi trascorsi a Guastalla, accompagnando la contessa, il Santo venne a Milano dove, impressionato dalla grande corruzione che regnava nel popolo, pensò a porvi rimedio. A tale scopo, unitosi con Bartolomeo Ferrari e Giacomo Moriggia, fondò la congregazione dei Chierici Regolari detti di S. Paolo, per la speciale devozione che il Santo portava al grande Apostolo. Ora sono detti Barnahai dalla chiesa di San Barnaba che officiavano in Milano. La nuova famiglia religiosa fu approvata da Clemente VII e Paolo III; in breve tempo si estese in molte regioni e diede alla Chiesa numerosi santi. Fondò pure una congregazione di religiose dette Angeliche di S. Paolo, delle quali fu prima benefattrice ed insigne protettrice la contessa Torelli.  


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mercoledì 2 luglio 2025

2 luglio: Visitazione della Beata Vergine Maria


Giovanni Battista Salvi (detto il Sassoferrato), Vergine in preghiera, olio su tela, collezione privata di Vittorio Sgarbi.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Exsúrgens María ábiit in montána cum festinatióne in civitátem Iuda: et intrávit in domum Zacharíæ et salutávit Elísabeth. Et factum est, ut audivit salutatiónem Maríæ Elísabeth, exsultávit infans in útero eius: et repléta est Spíritu Sancto Elísabeth, et exclamávit voce magna et dixit: Benedícta tu inter mulíeres, et benedíctus fructus ventris tui. Et unde hoc mihi, ut véniat Mater Dómini mei ad me? Ecce enim, ut facta est vox salutatiónis tuæ in áuribus meis, exsultávit in gáudio infans in útero meo. Et beáta, quæ credidísti, quóniam perficiéntur ea, quæ dicta sunt tibi a Dómino. Et ait María: Magníficat ánima mea Dóminum: et exsultávit spíritus meus in Deo, salutári meo.

Vangelo di Luca 1, 39 - 42

Traduzione:

Or in quei giorni Maria si mise in viaggio per recarsi frettolosamente alla montagna, in una città di Giudea, ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. Ed avvenne che, appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le balzò nel seno; ed Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo; ed esclamò ad alta voce: «Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo seno. E donde a me la grazia che venga a visitarmi la madre del mio Signore? Ecco, infatti, appena il suono del tuo saluto mi è giunto all'orecchio, il bambino mi è balzato pel giubilo nel seno. E te beata che hai creduto, perché s'adempiranno le cose a te predette dal Signore». E Maria disse: «L'anima mia glorifica il Signore; ed il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore».



Pinturicchio, affresco della Visitazione negli Appartamenti Borgia, Vaticano

(photo by Francesco Bianco)


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