Celebrante don Konrad Zu Loewenstein FSSP.
domenica 3 aprile 2011
Quarta domenica di Quaresima a Venezia
Celebrante don Konrad Zu Loewenstein FSSP.
domenica 13 febbraio 2011
Sesta domenica dopo l'Epifania a Venezia
In queste ultime domeniche dopo
l'Epifania, la santa Messa, come ho menzionato l'altra volta,
comincia con le parole: " Adoráte Deum, omnes Angeli eius ".
La
settimana scorsa, ne ho colto l'occasione per parlare dell'
Adorazione, in genere, oggi ne coglierò l'occasione per parlare
dell'Adorazione propria alla santa Messa.
Come anche l'altra
volta ho detto: l'atto principale dell'adorazione è il sacrificio, e
il sacrificio per eccellenza è il Sacrificio della Croce, lo stesso
Sacrificio della santa Messa. Questo Sacrificio, come ogni
sacrificio, consiste in tre elementi:
- l'offerta della Vittima;
-
la distruzione della Vittima;
- e la comunicazione della
grazia.
Nella santa Messa l'offerta della Vittima e
l'Offertorio, quando nostro Signore Gesù Cristo + tramite il
celebrante offre se stesso a Dio Padre nei simboli del pane e del
vino, non offre pane e vino a Dio Padre, non avrebbe senso, ma offre
se stesso al Padre in modo simbolico, in un modo che anticipa
l'offerta di se stesso più tardi nel corso della santa Messa.
La
distruzione della Vittima secondo l'opinione comune dei teologi,
compreso il Dottor angelico san Tommaso d'Aquino, avviene alla
Consacrazione, quando il Signore si immola sull'Altare con la spada
spirituale delle parole di consacrazione, nell'immagine di san
Gregorio Nazianzeno.
La comunicazione della grazia avviene
soprattutto nella santa Comunione quando nostro Signore Gesù Cristo
+ si comunica se stesso ai fedeli, come la grazia increata.
La
differenza tra i sacrifici dell'Antico Testamento e quell'unico
Sacrificio del Nuovo Testamento è che, nell'Antico Testamento, un
animale viene offerto ed immolato a Dio che poi elargisce la sua
grazia sull'uomo, nel Nuovo Testamento Dio stesso si offre e si
immola a Dio che poi elargisce se stesso sull'uomo. Vediamo
chiaramente come il sacrificio dell'Antico Testamento non è che
un'ombra e un segno di quel Sacrificio per eccellenza del Nuovo
Testamento.
Noi che assistiamo alla santa Messa siamo chiamati ad
unirci al Sacrificio del Figlio divino, al Suo Padre divino, col dono
completo di noi stessi. All'Offertorio offriamo a Dio tutte le nostre
azioni, le nostre gioie, le nostre sofferenze, la nostra persona e
persino la nostra vita intera. Alla Consacrazione ci immoliamo
completamente a Lui nello spirito, come i santi Martiri si sono
immolati completamente a Lui nel corpo. Alla santa Comunione come
riscambio per il Suo dono intero di se a noi, ci diamo interamente a
Lui, e nel ringraziamento che raccomando a tutti, almeno per qualche
minuto dopo la santa Messa, prolunghiamo questo dono di noi stessi a
Lui per la gloria del Suo santissimo Nome. Così partecipiamo al
santo Sacrificio della Messa, sacrificandoci con l'Ostia Divina
all'Offertorio, alla Consacrazione, dandoci a Lui nella santa
Comunione.
Questo sacrificio che facciamo di noi alla santa
Messa in modo diretto ed esplicito, lo dobbiamo fare anche in ogni
momento della nostra vita, cioè, in modo indiretto ed implicito:
tutte le nostre azioni, tutte le nostre gioie e pene vengono offerte,
quando sono compiute o sentite a Dio, così la nostra persona e la
nostra vita viene trasformata in un olocausto alla Maestà Divina,
viene santificata e divinizzata. Le pene e le difficoltà non ci
conducono più all'impazienza, al risentimento, alle lamentele in
pensiero o parola, ad un atteggiamento nichilista che la vita non
abbia senso, che Dio non esista, che non si occupi di me, ad un
atteggiamento in una parola di sfiducia in Dio, ma nella luce della
fede divengono occasioni per un atto di offerta, un atto di amore
verso Dio, per guadagnare meriti per l'eternità, questo Sacrificio.
Questo atto principale dell'adorazione che compiamo con tutta la
nostra vita e in particolar modo alla santa Messa è un sacrificio,
totale, di noi stessi.
Il Signore disse: se uno non avrà
rinunciato a tutto, non potrà essere il mio discepolo.
Voglio
concludere in questo riguardo con un passo di Tommaso da Kempis nel
suo libro L'Imitazione di Cristo.
"Parola del
diletto.
venerdì 4 febbraio 2011
4 febbraio: san Giuseppe da Leonessa (Perugia)
mercoledì 2 febbraio 2011
Purificazione della BVM (Candelora) a Venezia
sabato 29 gennaio 2011
Santa Messa Pontificale del card R.L.Burke a Treviso
Come dimenticare la prima Santa Messa Pontificale a cui aver mai assistito? Era il 29 gennaio 2011!
29 gennaio sant'Aquilino (Milano)
venerdì 28 gennaio 2011
28 gennaio: sant'Emiliano di Trevi
(foto dal sito I luoghi del silenzio)
giovedì 6 gennaio 2011
Epifania di NSGC a Venezia
Francesco Guardi, San Simeon Piccolo e la chiesa di santa Lucia.
(photo by Franco Corè)
Santa Messa cantata presso la chiesa di San Simon Piccolo (Venezia).
Celebrante don Konrad Zu Loewenstein FSSP
VANGELO
Cum natus esset Iesus in Béthlehem Iuda in diébus Heródis regis, ecce, Magi ab Oriénte venerunt Ierosólymam, dicéntes: Ubi est, qui natus est rex Iudæórum? Vidimus enim stellam eius in Oriénte, et vénimus adoráre eum. Audiens autem Heródes rex, turbatus est, et omnis Ierosólyma cum illo. Et cóngregans omnes principes sacerdotum et scribas pópuli, sciscitabátur ab eis, ubi Christus nasceretur. At illi dixérunt ei: In Béthlehem Iudae: sic enim scriptum est per Prophétam: Et tu, Béthlehem terra Iuda, nequaquam mínima es in princípibus Iuda; ex te enim éxiet dux, qui regat pópulum meum Israel. Tunc Heródes, clam vocátis Magis, diligénter dídicit ab eis tempus stellæ, quæ appáruit eis: et mittens illos in Béthlehem, dixit: Ite, et interrogáte diligénter de púero: et cum invenéritis, renuntiáte mihi, ut et ego véniens adórem eum. Qui cum audíssent regem, abiérunt. Et ecce, stella, quam víderant in Oriénte, antecedébat eos, usque dum véniens staret supra, ubi erat Puer. Vidéntes autem stellam, gavísi sunt gáudio magno valde. Et intrántes domum, invenérunt Púerum cum María Matre eius, ei procidéntes adoravérunt eum. Et, apértis thesáuris suis, obtulérunt ei múnera, aurum, thus et myrrham. Et re sponso accépto in somnis, ne redírent ad Heródem, per aliam viam revérsi sunt in regiónem suam.
(Vangelo secondo Matteo 2, 1 - 12)
Traduzione:
Nato Gesú, in Betlemme di Giuda, al tempo del re Erode, ecco arrivare dei Magi dall’Oriente, dicendo: Dov’è nato il Re dei Giudei? Abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo. Sentite tali cose, il re Erode si turbò, e con lui tutta Gerusalemme. E, adunati tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, voleva sapere da loro dove doveva nascere Cristo. E questi gli risposero: A Betlemme di Giuda, perché cosí è stato scritto dal Profeta: E tu Betlemme, terra di Giuda, non sei la minima tra i príncipi di Giuda: poiché da te uscirà il duce che reggerà il mio popolo Israele. Allora Erode, chiamati a sé di nascosto i Magi, si informò minutamente circa il tempo dell’apparizione della stella e, mandandoli a Betlemme, disse loro: Andate e cercate diligentemente il bambino, e quando l’avrete trovato fatemelo sapere, affinché io pure venga ad adorarlo. Quelli, udito il re, partirono: ed ecco che la stella che avevano già vista ad Oriente li precedeva, finché, arrivata sopra il luogo dov’era il bambino, si fermò. Veduta la stella, i Magi gioirono di grandissima gioia, ed entrati nella casa trovarono il bambino con Maria sua madre
Omelia:
Uno scrittore francese ha detto una volta: "si potrebbero risolvere tutti i problemi del mondo se l'uomo facesse una cosa sola, e questa cosa è adorare Dio." Questo è lo scopo della creazione dell'Uomo e degli Angeli. Questo scopo si raggiunge in parte già sulla terra, ma nella sua pienezza nel cielo, l'Adorazione è l'onore manifestato ad un Altro in virtù della Sua eccellenza superiore, per mostrare la propria sottomissione a Lui.
L'Adorazione è sia interna, cioè mentale, sia esterna cioè corporale. L'Adorazione interna è più importante di quella esterna, ma tutte e due sono dovute a Dio dall'uomo perchè l'uomo è composto dalla mente e dal corpo, e deve adorare Iddio pienamente, ossia con mente e anima altrettanto. Di fatti l'atto esterno di adorazione è necessario per eccitare il nostro affetto per sottomettersi a Dio, e l'adorazione interna, se è autentica, ci preme a manifestarla in gesti esterni.
L'obbligo di adorare Dio è la conseguenza della Sua eccellenza superiore che esige la nostra pienissima sottomissione. Questo obbligo viene stesso dal primo Comandamento: "Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio avanti a me", perchè questo Comandamento ci ordina di adorare Lui solo come nostro supremo Signore, viene espresso ugualmente nel Deuteronomio con le parole citate dal nostro Signore Gesù Cristo a Satana: "adora il Signore Dio tuo, e a Lui solo rendi culto" (cfr. Tentazioni di Gesù nel deserto, riportate nei vangeli di: Matteo 4,1-11, Marco 1,12-13 e Luca 4,1-13).
L'Adorazione si rende a Dio in tutti gli atti del culto divino, e in un senso particolare nel culto del Santissimo Sacramento e che, per ricordare, non è ne segno, ne figura, ne virtù, non è pane che contiene Dio, come tutte le cose contengono Dio, non è pane benedetto, non è pane sacro, non è neanche la divinità sotto le apparenze di pane, ma Gesù Cristo sotto l'apparenza di pane nella Sua divinità e la sua umanità diventato Sangue ed Anima, per questo il Santissimo Sacramento esige il culto particolare dell'adorazione.
La Santa Eucarestia è, come scrive Romano Amerio: "il fastigio del sacro, il mezzo per cui tutte le anime vengono condotte indietro all'Uno Dio, che è la loro origine, non c'è niente che è più grande, più glorioso, ne più prezioso sulla terra, se abbiamo trascurato la Santissima Eucarestia, abbiamo trascurato tutto!"
L'atto principale dell'Adorazione è il Sacrificio nel quale la sottomissione dell'uomo a Dio viene espressa, nel senso stretto, nella distruzione di una cosa sensibile che rappresenta l'uomo stesso, così l'uomo riconosce la perfezione infinita e la maestà dell'Essere Divino, il Suo sovrano dominio sopra l'uomo, che è venuto all'esistenza che esiste e che è stato salvato per mezzo Suo.
Adoriamo dunque Dio durante la Santa Messa, e ogni giorno col sacrificio di noi stessi e di tutta la nostra vita, tutta la nostra persona, le gioie e le pene, affinchè un giorno possiamo adorarLo pienamente in Cielo con gli Angeli, secondo lo scopo unico della nostra creazione.
Il Sacrificio perfetto, l'atto di Adorazione perfetto è quello del Calvario, perchè è il Sacrificio di Dio a Dio, il puro e il perfetto Sacrificio, il Sacrificio per eccellenza. Questo Sacrificio viene perpetuato nel santo Sacrificio della Messa che è lo stesso Sacrificio. A questo Sacrificio l'uomo partecipa: il celebrante in modo sacramentale e spirituale, il fedele in modo spirituale. La partecipazione spirituale a questo Sacrificio consiste nel sacrificare se stessi in unione col santo Sacrificio del Calvario. Quanto sublime è la nostra vocazione cattolica, non per nulla siamo obbligati ad assistere alla Santa Messa ogni settimana!










