domenica 13 settembre 2020

Quindicesima domenica dopo Pentecoste a Padova


Santa Messa cantata alle ore 11:00 presso la chiesa di San Canziano in centro a Padova (nei pressi di piazza delle Erbe).
Celebrante don S.Zorzi.
Cantore A.Franzoni.

(photo and video by Alessandro Franzoni)




Messa Gregoriana
(Proprio gregoriano)


Omelia:


VANGELO

In illo témpore: Ibat Iesus in civitátem, quæ vocátur Naim: et ibant cum eo discípuli eius et turba copiósa. Cum autem appropinquáret portæ civitátis, ecce, defúnctus efferebátur fílius únicus matris suæ: et hæc vidua erat: et turba civitátis multa cum illa. Quam cum vidísset Dóminus, misericórdia motus super eam, dixit illi: Noli flere. Et accéssit et tétigit lóculum. - Hi autem, qui portábant, stetérunt. - Et ait: Adoléscens, tibi dico, surge. Et resédit, qui erat mórtuus, et cœpit loqui. Et dedit illum matri suæ. Accépit autem omnes timor: et magnificábant Deum, dicéntes: Quia Prophéta magnus surréxit in nobis: et quia Deus visitávit plebem suam.

Vangelo di Luca 7, 11 - 16

Traduzione:

In quel tempo: Gesú andava verso una città chiamata Naim, seguito dai suoi discepoli e da gran folla. E giunse vicino alla porta della città mentre si portava a seppellire il figlio unico di una vedova, la quale era accompagnata da un gran numero di persone. Vedutala, il Signore, mosso a compassione di lei, le disse: Non piangere. Si avvicinò alla bara e la toccò. Egli disse: Giovinetto, a te dico, alzati. Il morto si alzò a sedere, e cominciò a parlare, e Gesú lo rese a sua madre. Tutti furono presi da gran timore e glorificavano Dio, dicendo: Un profeta grande è apparso tra noi, e Dio ha visitato il suo popolo.




Dopo le Elevazioni (Ave Verum):





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venerdì 11 settembre 2020

11 settembre: san Giovanni Gabriele Perboyre


PER SAPERNE DI PIU'

Nato in un piccolo comune dell'Occitania, in Francia, entrò ancora molto giovane nella Congregazione della Missione, dove svolse il suo noviziato e dove venne poi consacrato sacerdote; inviato in Cina, come era suo desiderio, vi soffrì un tremendo martirio.
Alcune sue reliquie sono venerate nella Chiesa del Sacro Cuore a Tolentino.


domenica 6 settembre 2020

Quattordicesima domenica dopo Pentecoste a Padova


Santa Messa cantata alle ore 11:00 presso la chiesa di San Canziano in centro a Padova (nei pressi di piazza delle Erbe).
Celebrante mons S.Zorzi.
Cantore L.Modenese.

(photo and video by Alessandro Franzoni)


https://www.instagram.com/p/CE1msrujZi_/


Omelia:



Messa Gregoriana
(Proprio gregoriano)




Introito (Protector noster):



VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus discípulis suis: Nemo potest duóbus dóminis servíre: aut enim unum ódio habébit, et álterum díliget: aut unum sustinébit, et álterum contémnet. Non potéstis Deo servíre et mammónæ. Ideo dico vobis, ne sollíciti sitis ánimæ vestræ, quid manducétis, neque córpori vestro, quid induámini. Nonne ánima plus est quam esca: et corpus plus quam vestiméntum? Respícite volatília cœli, quóniam non serunt neque metunt neque cóngregant in hórrea: et Pater vester cœléstis pascit illa. Nonne vos magis pluris estis illis? Quis autem vestrum cógitans potest adiícere ad statúram suam cúbitum unum? Et de vestiménto quid sollíciti estis? Consideráte lília agri, quómodo crescunt: non labórant neque nent. Dico autem vobis, quóniam nec Sálomon in omni glória sua coopértus est sicut unum ex istis. Si autem fænum agri, quod hódie est et cras in clíbanum míttitur, Deus sic vestit: quanto magis vos módicæ fídei? Nolíte ergo sollíciti esse, dicéntes: Quid manducábimus aut quid bibémus aut quo operiémur? Hæc enim ómnia gentes inquírunt. Scit enim Pater vester, quia his ómnibus indigétis. Quǽrite ergo primum regnum Dei et iustítiam eius: et hæc ómnia adiiciéntur vobis.

Vangelo di Matteo 6, 24 - 33

Traduzione:

In quel tempo: Gesú disse ai suoi discepoli: Nessuno può servire due padroni: infatti, o avrà in odio l’uno e amerà l’altro, o si affezionerà all’uno e non farà caso all’altro. Non potete servire Dio e mammona. Perciò vi dico: non preoccupatevi di quello che mangerete, né di che vi vestirete: l’ànima non vale piú del cibo e il corpo piú del vestito? Guardate gli uccelli del cielo, che non séminano né mietono, né accúmulano nei granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non siete piú di quelli? Chi di voi, angustiandosi, può allungare di un palmo la sua vita? E perché mai siete preoccupati per i vostri vestiti? Guardate come crescono i gigli del campo: eppure non lavorano né filano. Tuttavia vi dico che neppure Salomone, nello splendore della sua gloria, fu mai vestito come uno di essi. Ora, se Dio veste cosí l’erba del prato, che oggi esiste e domani sarà gettata nel fuoco, quanto maggiormente voi, o uomini di poca fede? Non siate dunque preoccupati dicendo: che mangeremo o che berremo o di che ci vestiremo? Sono i gentili che cercano queste cose. Mentre il Padre vostro sa che voi avete bisogno di tutto ciò. Cercate prima, quindi, il regno di Dio e la sua giustizia, e ogni altra cosa vi verrà data in piú.




Offertorio:



Communio:





sabato 5 settembre 2020

IV Pellegrinaggio "Alle sorgenti della nostra Fede di Tradizione Marciana" ad Aquileia (Udine)


Si ringrazia l'Associazione di fedeli "Compagnia di Sant'Antonio" per l'organizzazione e la riuscita di questo pellegrinaggio!

(photo and video by Alessandro Franzoni)






L'omelia alla Santa Messa:



Cronaca del Pellegrinaggio:

Sabato 5 settembre 2020 si è svolto il quarto “Pellegrinaggio della Tradizione Cattolica” in Aquileia, promosso dalla Compagnia di Sant’Antonio con la collaborazione della Società Internazionale Tommaso d’Aquino sez. FVG, del Circolo Culturale Cornelio Fabro di Udine e la partecipazione di diverse realtà cattoliche regionali, tra le quali il Gruppo V.O. Mariano del Friuli, il Coetus Fidelium Carnorum Regionis <<Sanctus Hilarius Martyr>>, del Circolo Culturale P. Guido Mattiussi S.J. di Trieste, e di Una Voce sez. di Pordenone.
Nonostante le limitazioni imposte dalla contingente situazione sanitaria, il pellegrinaggio si è svolto regolarmente anche se con qualche piccola variante di programma che, tuttavia, non ne ha intaccato lo spirito penitenziale, di sincera devozione alla Vergine Santissima, ai Santi Martiri aquileliesi, e di rinnovato impegno alla conversione personale. Siamo ritornati pertanto, anche quest’anno, alle sorgenti della nostra Fede di tradizione marciana.
Don Michele Tomasin ha guidato la processione che, partita dalla chiesetta dedicata a Sant’Antonio Abate in Belvedere di Aquileia, percorrendo l’antica via Julia Augusta, con in mano il santo rosario e intonando i canti religiosi della tradizione, si è conclusa alla chiesa del quartiere di Monastero in Aquileia, antica sede di un monastero benedettino femminile di Santa Maria.
Qui, alle ore 11, il reverendo don Alberto Zanier ha celebrato la Santa Messa votiva del Sacro Cuore Immacolato di Maria, letta e “alla francese” (con semplice accompagnamento d’organo) durante la quale, in una vibrante omelia, ha illustrato il tema del pellegrinaggio come un tornare alle fonti della fede attraverso il culto dei martiri locali, per collaborare alla edificazione della Chiesa nel contesto di una eclissi della retta dottrina, in vista di una rinnovata società cristiana e perciò autenticamente umana. Al termine i fedeli, guidati nuovamente da don Michele, hanno percorso tutta la Via Sacra intonando i salmi graduali, per arrivare in piazza del Capitolo di fronte alla Basilica intitolata a Santa Maria Assunta, chiesa madre per tanti popoli delle terre circostanti. Qui, all’aperto, si è svolta la suggestiva cerimonia di rinnovo delle promesse battesimali, con la recita del Simbolo aquileiese, risalente ai primi secoli del cristianesimo, seguita dalla aspersione dei pellegrini e del popolo presente con l’acqua benedetta. Ha fatto seguito l’ingresso in Basilica dove è stato possibile venerare le reliquie dei Santi Protomartiri aquileiesi, Ermagora e Fortunato, disposte sull’altare principale.
Nel pomeriggio il pellegrinaggio è proseguito con il consueto momento di formazione cattolica realizzando ancora il trilemma: azione penitenziale, atto di culto e attività di conoscenza della Fede che l’amico professor Giovanni Turco ha, dal suo inizio, indicato come carattere essenziale di questo pellegrinaggio della tradizione.
Il teologo don Samuele Cecotti, della Diocesi di Trieste, ha parlato della vita del cristiano come militia, combattimento spirituale interiore ma sempre in stretto rapporto con la vita attiva come sapientemente insegnava Dom Chautard con i suoi scritti.
Il professore e storico Giordano Brunettin ha illustrato la figura del Beato Padre Marco d’Aviano, ricordato oggi soltanto per la vittoria sulle armate turche a Vienna nel 1683, Il povero cappuccino fu il “feldmaresciallo” dell’unico Re e Signore, che convinse diplomatici, fece ubbidire i potenti della terra, sconfisse armate e liberò interi regni non con la forza, l’astuzia, il prestigio e la gloria personali, ma soltanto con preghiera, umiltà, sacrificio e soprattutto con le ragioni di Dio, per il Quale egli combatteva la battaglia per la salvezza delle anime contro le insidie dell’immondo Principe del Mondo.
L’attuale momento storico non ha eccessivamente condizionato questo nostro incontro di Fede al quale sono tornati anche amici tedeschi dalla Baviera, dall’Austria e dalla Slovenia.
La Compagnia di Sant’Antonio ringrazia l’Arcidiocesi di Gorizia, la Parrocchia di Aquileia e la Società Cooperativa che gestisce la Basilica per aver ospitato il pellegrinaggio e, in modo particolare, i sacerdoti, i conferenzieri e quanti hanno voluto prestare il loro generoso aiuto alla celebrazione dei riti religiosi.










domenica 16 agosto 2020

Undicesima domenica dopo Pentecoste ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza)



Santa Messa letta con cantici alle ore 17:00 presso la chiesa di San Pancrazio ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza).
Preceduta dalla recita del Santo Rosario alle ore 16:30.
All'organo il m. MC.

(photo and video by Alessandro Franzoni)



https://www.instagram.com/p/CD9RA74ISXK/


All'Ingresso:



VANGELO

In illo témpore: Exiens Iesus de fínibus Tyri, venit per Sidónem ad mare Galilǽæ, inter médios fines Decapóleos. Et addúcunt ei surdum et mutum, et deprecabántur eum, ut impónat illi manum. Et apprehéndens eum de turba seórsum, misit dígitos suos in aurículas eius: et éxspuens, tétigit linguam eius: et suspíciens in cœlum, ingémuit, et ait illi: Ephphetha, quod est adaperíre. Et statim apértæ sunt aures eius, et solútum est vínculum linguæ eius, et loquebátur recte. Et præcépit illis, ne cui dícerent. Quanto autem eis præcipiébat, tanto magis plus prædicábant: et eo ámplius admirabántur, dicéntes: Bene ómnia fecit: et surdos fecit audíre et mutos loqui.

(Vangelo secondo Marco 7, 31 - 37)

Traduzione:

In quel tempo: Uscendo dal territorio di Tiro, Gesú venne per Sidone verso il mare di Galilea, attraversando la Decàpoli. E gli conducono innanzi un sordo, scongiurandolo affinché gli imponga le mani. Allora, allontanandolo dalla folla, Gesú mise le sue dita nelle orecchie del sordo, con la saliva gli toccò la lingua e, guardando verso il cielo, sospirò dicendo: Effeta! cioè: apriti. Subito le sue orecchie si aprirono, si sciolse il nodo della lingua e parlò rettamente. E Gesú comandò loro di non parlarne ad alcuno. Ma quanto piú egli raccomandava il silenzio, tanto piú quelli divulgavano e facevano meraviglie dicendo: Fece bene ogni cosa: fece udire i sordi e parlare i muti.



Omelia:



Dopo la Comunione:





All'Exitus:



sabato 15 agosto 2020

Assunzione della BVM ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza)


Giovanni Speranza de' Vajenti, La Vergine Assunta in gloria di Angeli tra i SS Giovanni e Girolamo, Cappella Priorato, Musei Civici, Vicenza.

(photo by Nicola de Grandi)



Santa Messa letta con cantici alle ore 17:00 presso la chiesa di San Pancrazio ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza).
Preceduta dalla recita del Santo Rosario alle ore 16:30.
Celebrante don B.Gonzaga.
All'organo il m. M.Canale.

(photo and video by Alessandro Franzoni)




Introduzione musicale (F.B.Pratella):



VANGELO

In illo témpore: Repléta est Spíritu Sancto Elisabeth et exclamávit voce magna, et dixit: Benedícta tu inter mulíeres, et benedíctus fructus ventris tui. Et unde hoc mihi ut véniat mater Dómini mei ad me? Ecce enim ut facta est vox salutatiónis tuæ in áuribus meis, exsultávit in gáudio infans in útero meo. Et beáta, quæ credidísti, quóniam perficiéntur ea, quæ dicta sunt tibi a Dómino. Et ait María: Magníficat ánima mea Dóminum; et exsultávit spíritus meus in Deo salutári meo; quia respéxit humilitátem ancíllæ suæ, ecce enim ex hoc beátam me dicent omnes generatiónes. Quia fecit mihi magna qui potens est, et sanctum nomen eius, et misericórdia eius a progénie in progénies timéntibus eum.

(Vangelo secondo Luca 1, 41 - 50)

Traduzione:

In quel tempo: Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo, e ad alta voce esclamò: Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo seno! Donde a me questo onore che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, infatti, che appena il tuo saluto è giunto alle mie orecchie, il bimbo ha trasalito nel mio seno. Beata te, che hai creduto che si compirebbero le cose che ti furono dette dal Signore! E Maria rispose: L’ànima mia magnifica il Signore, e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore, perché ha guardato all’umiltà della sua serva; ed ecco che da ora tutte le generazioni mi diranno beata. Perché grandi cose mi ha fatto colui che è potente, e santo è il suo nome, e la sua misericordia si estende di generazione in generazione su chi lo teme.

Omelia:



All'Offertorio (L.Perosi):





mercoledì 12 agosto 2020

12 agosto: beato Carlo Leisner





IN BREVE

Nato in una devota famiglia cattolica tedesca, si applicò con profitto negli studi superiori; al liceo venne notato dal suo insegnante di religione, che gli propose, ancora ragazzo, di collaborare con lui in un'associazione della gioventù cattolica tedesca, cosa che accettò con entusiasmo: le attività propriamente catechetiche e cultuali erano alternate alle gite in campagna (soprattutto in bicicletta), all'attività musicale e ai campeggi.
All'avvento del regime nazista, ne diviene un oppositore; dopo un ritiro spirituale, decide, dopo gli studi liceali, di entrare in seminario.
Consacrato diacono, venne nominato dal Beato Clemente Augusto von Galen (festa, 22 marzo) responsabile diocesano della Giovnetù Cattolica; imprigionato nel campo di concentramento di Dachau per propaganda sovversiva, vi ricevette clandestinamente la consacrazione sacerdotale, ma, malato da tempo, morì poco dopo.
E' uno dei Patroni della gioventù tedesca, verso cui, in vita, si spese tanto; non si sa se abbia mai avuto conoscenza o contatti con il primo coevo scoutismo, ma è interessante notare analogie e probabili influssi nell'amore per la natura e la propria terra, nella religiosità e nello spirito di servizio che seppe imprimere alla sua opera.

domenica 9 agosto 2020

Decima domenica dopo Pentecoste ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza)


Santa Messa letta con cantici presso la chiesa di San Pancrazio alle ore 17:00, preceduta dalla recita del Sano Rosario alle ore 16:30.
Celebrante don B.Gonzaga.
All'organo il m MC.

(photo and video by Alessandro Franzoni)




Introduzione musicale (G.Gabrieli):



VANGELO

In illo témpore: Dixit Iesus ad quosdam, qui in se confidébant tamquam iusti et aspernabántur céteros, parábolam istam: Duo hómines ascendérunt in templum, ut orárent: unus pharisǽus, et alter publicánus. Pharisǽus stans, hæc apud se orábat: Deus, grátias ago tibi, quia non sum sicut céteri hóminum: raptóres, iniústi, adúlteri: velut étiam hic publicánus. Ieiúno bis in sábbato: décimas do ómnium, quæ possídeo. Et publicánus a longe stans nolébat nec óculos ad cœlum leváre: sed percutiébat pectus suum, dicens: Deus, propítius esto mihi peccatóri.Dico vobis: descéndit hic iustificátus in domum suam ab illo: quia omnis qui se exáltat, humiliábitur: et qui se humíliat, exaltábitur.

(Vangelo secondo Luca 18, 9 - 14)

Traduzione:

In quel tempo: Ad alcuni che si ritenevano giusti e disprezzavano gli altri, Gesú disse questa parabola: Due uomini salirono al tempio per pregare: uno era fariseo, l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava cosí entro di sé: Signore, Ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, o come anche questo pubblicano. Io digiuno due volte il sabato e dò le decime di tutto quello che posseggo. E il pubblicano, stando lontano, non osava neppure levare lo sguardo in alto, ma si percuoteva il petto, dicendo: O Dio, sii clemente con me peccatore. Orbene, io vi dico che questi ritornò a casa sua giustificato a preferenza dell’altro, poiché chi si esalta verrà umiliato e chi si umilia verrà esalato.


All'Offertorio:



Dopo la Comunione:



giovedì 6 agosto 2020

Un'altra finestra sul (buio?) Medioevo.. (n.21)


Particolare del volto sopito che appartiene alla statua giacente che secondo la tradizione rappresenta San Simeone profeta, datato agli inizi del XIV secolo, opera di un tale Marco Romano.
Nella chiesa veneziana omonima.

(photo by Alessandro Franzoni)


mercoledì 5 agosto 2020

BVM "ad Nives" a Venezia


Santa Messa letta presso la chiesa di San Simon Piccolo a Venezia.
Ricorrenza liturgica della Beata Vergine Maria "ad Nives" ovvero la Dedicazione della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore a Roma.
Celebrante don E.Iborra.

(photo by Alessandro Franzoni)




VANGELO

In illo témpore: Loquénte Iesu ad turbas, extóllens vocem quædam múlier de turba, dixit illi: Beátus venter, qui te portávit, et úbera, quæ suxísti. At ille dixit: Quinímmo beáti, qui áudiunt verbum Dei, et custódiunt illud.

(Vangelo secondo Luca 11, 27 - 28)

Traduzione:

In quel tempo, mentre Gesù parlava alla folla, avvenne che una donna, tra la folla, alzò la voce e disse: «Beato il seno che ti ha portato e il petto che ti ha nutrito». Ma egli disse: «Beati, piuttosto, coloro che ascoltano la parola di Dio, e la custodiscono».


domenica 2 agosto 2020

Nona domenica dopo Pentecoste ad Ancignano di Sandigo (Vicenza)


Santa Messa letta con cantici alle ore 17:00 presso la chiesa di San Pancrazio ad Ancignano di Sandrigo (Vicenza). 
Preceduta dalla recita del Santo Rosario alle ore 16:30.
Celebrante p. A.Fiorini OCD.
All'organo il m. MC.

(photo and video by Alessandro Franzoni)






Preludio d'inizio (T.Muffat - L.Perosi):



VANGELO

In illo témpore: Cum appropinquáret Iesus Ierúsalem, videns civitátem, flevit super illam, dicens: Quia si cognovísses et tu, et quidem in hac die tua, quæ ad pacem tibi, nunc autem abscóndita sunt ab óculis tuis. Quia vénient dies in te: et circúmdabunt te inimíci tui vallo, et circúmdabunt te: et coangustábunt te úndique: et ad terram prostérnent te, et fílios tuos, qui in te sunt, et non relínquent in te lápidem super lápidem: eo quod non cognóveris tempus visitatiónis tuæ. Et ingréssus in templum, cœpit eiícere vendéntes in illo et eméntes, dicens illis: Scriptum est: Quia domus mea domus oratiónis est. Vos autem fecístis illam speluncam latrónum. Et erat docens cotídie in templo.

(Vangelo secondo Luca 19, 41 - 47)

Traduzione:

In quel tempo: Essendo Gesú giunto vicino a Gerusalemme, scorgendo la città, pianse su di essa, dicendo: Oh! se in questo giorno avessi conosciuto anche tu quello che occorreva per la tua pace! Ma tutto ciò è ormai nascosto ai tuoi occhi. Perciò per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno con trincee, ti assedieranno e ti angustieranno da ogni parte; e getteranno a terra te e i tuoi figli che abitano in te, e non lasceranno in te pietra su pietra, poiché non hai conosciuto il tempo in cui sei stata visitata. Entrato poi nel tempio, cominciò a cacciare quanti lí dentro vendevano e compravano, dicendo loro: Sta scritto: La mia casa è casa di preghiera. Voi invece ne avete fatta una spelonca di ladri. E ogni giorno insegnava nel tempio.


Elevazioni:



Salve Regina ed Improvvisazione finale: